Test a campione per gli studenti Così in classe nell’era del Covid
Azzolina rivendica il lavoro svolto finora: «Basta con i tagli, stanziati tre miliardi per poter ripartire» Conte la difende: «La Lega avrebbe dovuto sfiduciare i suoi ministri». L’sos dei sindacati sui banchi
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[FIRMA&LUOGO]di Valentina Roncati
<MC>ROMA
[TESTO]Il rischio zero non esiste, «anche a scuola», e per il rientro in classe in sicurezza «il paese è mobilitato e Parlamento e Governo lavorano da mesi». Parola della ministra Lucia Azzolina che ieri ha annunciato, nell’ambito della strategia anti-Covid, test a campione durante l’anno anche sugli studenti. Solo per la ripartenza di settembre sono stati stanziati oltre 2,9 miliardi, «nessun altro paese europeo ha messo tante risorse» e se si considerano i fondi mobilitati da quando ha giurato come ministra, a gennaio, la cifra sale a circa 7 miliardi, «è un segnale inequivocabile: la stagione dei tagli è stata archiviata». Con un intervento a tutto tondo davanti alla commissione cultura e istruzione del Senato presieduta da Riccardo Nencini, la ministra dell'istruzione Lucia Azzolina rivendica il lavoro fatto in questi mesi e risponde a interrogativi e timori riguardanti l'inizio imminente dell'anno scolastico in tutta Italia - dopo le prime riaperture avvenute in questi giorni- il prossimo 14 settembre. La titolare del dicastero di viale Trastevere rivendica la trasparenza e la validità delle nuove graduatorie provinciali, al centro di molte critiche: «nelle precedenti graduatorie esistevano posizioni con punteggi difficilmente verificabili. È stato attivato un sistema, di controllo diffuso e multilivello, che oggi consente di riportare a verità e correttezza la gestione» e si toglie più di un sassolino dalle scarpe quando parla, a più riprese, di chi ha polemizzato in questi mesi, criticando il bando per i banchi monoposto, la call veloce, le stesse graduatorie per le supplenze, ed ha descritto la scuola come piena di docenti che non vorrebbero rientrare a far lezione o test sierologici non fatti da gran parte del personale scolastico. «La scuola - scandisce la ministra - ora chiede collaborazione, per il presente e per il futuro. Il 14 settembre non si gioca una partita tra opposte fazioni. La scuola è uno dei pilastri del sistema democratico, è il pilastro. Abbiamo tutti il dovere di preservarla e di innovarla, per il bene del Paese». Il premier Giuseppe Conte la difende. «La Lega farebbe bene a chiedersi, quando è stata negli anni scorsi al governo, se forse avrebbe dovuto presentare tante mozioni di sfiducia ai propri ministri», dice riferendosi alla mozione di sfiducia contro Azzolina annunciata da Matteo Salvini. «Dal premier parole senza senso», rispondono fonti della Lega. Ma i nodi irrisolti in vista del 14 settembre non mancano. La Flc Cgil denuncia che sono arrivati alle scuole finora solo 100 mila banchi sui 2,4 milioni che sono stati ordinati; che ad oggi le immissioni in ruolo sono poco più di 22 mila su un contingente di 85 mila, meno del 30% dunque di quanto autorizzato, mentre le richieste per la call veloce superano di poco le 2mila unità. Il vicepresidente della Commissione Cultura del Senato Francesco Verducci sostiene che mancano 80mila titolari di cattedre sul sostegno e serve una riforma strutturale del reclutamento. Intanto nel Lazio 9 mila studenti sono ancora senza aula; secondo i Cobas Scuola a Firenze «ad oggi manca ancora molto personale in organico».
<MC>ROMA
[TESTO]Il rischio zero non esiste, «anche a scuola», e per il rientro in classe in sicurezza «il paese è mobilitato e Parlamento e Governo lavorano da mesi». Parola della ministra Lucia Azzolina che ieri ha annunciato, nell’ambito della strategia anti-Covid, test a campione durante l’anno anche sugli studenti. Solo per la ripartenza di settembre sono stati stanziati oltre 2,9 miliardi, «nessun altro paese europeo ha messo tante risorse» e se si considerano i fondi mobilitati da quando ha giurato come ministra, a gennaio, la cifra sale a circa 7 miliardi, «è un segnale inequivocabile: la stagione dei tagli è stata archiviata». Con un intervento a tutto tondo davanti alla commissione cultura e istruzione del Senato presieduta da Riccardo Nencini, la ministra dell'istruzione Lucia Azzolina rivendica il lavoro fatto in questi mesi e risponde a interrogativi e timori riguardanti l'inizio imminente dell'anno scolastico in tutta Italia - dopo le prime riaperture avvenute in questi giorni- il prossimo 14 settembre. La titolare del dicastero di viale Trastevere rivendica la trasparenza e la validità delle nuove graduatorie provinciali, al centro di molte critiche: «nelle precedenti graduatorie esistevano posizioni con punteggi difficilmente verificabili. È stato attivato un sistema, di controllo diffuso e multilivello, che oggi consente di riportare a verità e correttezza la gestione» e si toglie più di un sassolino dalle scarpe quando parla, a più riprese, di chi ha polemizzato in questi mesi, criticando il bando per i banchi monoposto, la call veloce, le stesse graduatorie per le supplenze, ed ha descritto la scuola come piena di docenti che non vorrebbero rientrare a far lezione o test sierologici non fatti da gran parte del personale scolastico. «La scuola - scandisce la ministra - ora chiede collaborazione, per il presente e per il futuro. Il 14 settembre non si gioca una partita tra opposte fazioni. La scuola è uno dei pilastri del sistema democratico, è il pilastro. Abbiamo tutti il dovere di preservarla e di innovarla, per il bene del Paese». Il premier Giuseppe Conte la difende. «La Lega farebbe bene a chiedersi, quando è stata negli anni scorsi al governo, se forse avrebbe dovuto presentare tante mozioni di sfiducia ai propri ministri», dice riferendosi alla mozione di sfiducia contro Azzolina annunciata da Matteo Salvini. «Dal premier parole senza senso», rispondono fonti della Lega. Ma i nodi irrisolti in vista del 14 settembre non mancano. La Flc Cgil denuncia che sono arrivati alle scuole finora solo 100 mila banchi sui 2,4 milioni che sono stati ordinati; che ad oggi le immissioni in ruolo sono poco più di 22 mila su un contingente di 85 mila, meno del 30% dunque di quanto autorizzato, mentre le richieste per la call veloce superano di poco le 2mila unità. Il vicepresidente della Commissione Cultura del Senato Francesco Verducci sostiene che mancano 80mila titolari di cattedre sul sostegno e serve una riforma strutturale del reclutamento. Intanto nel Lazio 9 mila studenti sono ancora senza aula; secondo i Cobas Scuola a Firenze «ad oggi manca ancora molto personale in organico».
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