Sos insegnanti di sostegno in Sardegna, i rettori: «Sì a più posti»
di Silvia Sanna
L’appello di Biancareddu: le Università disponibili a incrementare i corsi
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SASSARI. Rispondono subito all’appello dell’assessore regionale all’Istruzione Andrea Biancareddu, dicono che il tema è molto sentito e per questo sono pronti a fare la loro parte. I rettori delle università di Sassari Massimo Carpinelli e di Cagliari Maria Del Zompo sono pronti a incontrare l’esponente della giunta Solinas per parlare di un problema cronico: i pochi insegnanti abilitati al sostegno, talmente pochi da coprire appena la metà delle cattedre (circa 5500) previste nell’isola, a fronte di oltre 7mila studenti affetti da disabilità fisica o mentale e per questo bisognosi di assistenza a scuola. Biancareddu si è rivolto a chi è incaricato ai rettori perché i corsi di specializzazione per il sostegno li organizzano le Università. E i numeri previsti quest’anno dal Ministero per i due atenei non risolveranno il problema: l’anno prossimo il rapporto numerico tra prof e studenti che hanno diritto al sostegno continuerà a essere fortemente sbilanciato. Per questo Biancareddu ha chiesto ai rettori di aumentare i posti previsti per i corsi che si svolgeranno nei prossimi mesi: sono 240 a Cagliari e 150 a Sassari. L’assessore punta al raddoppio, unico modo per evitare che anche nel 2021 – come succederà quest’anno alla riapertura delle scuole – a ricoprire un ruolo così delicato siano in maggioranza precari non abilitati. Per Del Zompo e Carpinelli si può fare, ma i tempi sono diversi: mentre il rettore di Cagliari è pronta a valutare un incremento dei posti già da quest’anno, il rettore di Sassari rimanda a quello successivo «perché – spiega Carpinelli – le procedure concorsuali di accesso al corso di specializzazione sono già partite. E la prima selezione dei candidati è fissata per il 24 settembre».
Più posti? Siamo pronti. Maria del Zompo fa una premessa: «Abbiamo aumentato ogni anno il numero dei posti, con uno sforzo organizzativo di notevole intensità». E poi: «Siamo disponibili a valutare un ulteriore incremento ma abbiamo necessità della collaborazione di Regione e di Governo per modificare alcune regole che attualmente rendono impossibile andare incontro alle richieste dell’assessore». Il rettore di Cagliari si riferisce per esempio alle misure di sicurezza anti Covid-19 per quanto riguarda il distanziamento nelle aule». Ma con un po’ di buona volontà si può fare: «L’Ateneo di Cagliari ha recentemente creato il Cediaf, Centro di servizio di ateneo per la didattica e l’inclusione nell’alta formazione delle professionalità educative e ha ogni anno incrementato i posti anche grazie al sostegno dell’assessorato regionale. Siamo disponibili a farlo ancora e per questo chiederemo un incontro urgente all’assessore».
Attenzione massima. Anche il rettore Massimo Carpinelli assicura l’intenzione di collaborare per garantire un migliore diritto allo per le categorie più svantaggiate: «La formazione riservata agli insegnanti di sostegno è un tema molto caro all’Università di Sassari così come tutte le problematiche che riguardano l’inclusione». Qualche numero: «Nelle tre edizioni del Corso che finora l’Ateneo di Sassari ha realizzato, si sono specializzati complessivamente più di 500 insegnanti di sostegno, che ora lavorano nei diversi ordini e gradi della scuola pubblica». Ma c’è la consapevolezza che si deve fare di più: «La questione della formazione degli insegnanti specializzati nelle attività di sostegno è molto sentita dall’Università di Sassari – dice Carpinelli – Siamo al lavoro per organizzare a fine settembre un incontro on line al quale parteciperanno il presidente e alcuni membri del direttivo della Società italiana di Pedagogia, nonché il coordinatore dei Direttori dei corsi degli insegnanti di sostegno, proprio perché vogliamo approfondire questa tematica. Chiederò anche all’Assessore Andrea Biancareddu e al direttore dell’Ufficio scolastico regionale Francesco Feliziani di prendere parte alla riunione: servono infatti nuove alleanze e strategie operative condivise tra le diverse istituzioni per offrire al territorio un numero più elevato di insegnanti di sostegno». Dal prossimo anno, però: i posti per il 2020 assegnati a Sassari sono 150 e non saranno incrementati perché sono già «partite le procedure concorsuali di accesso al corso di specializzazione».
La Cgil. Biancareddu incassa i complimenti della Cgil: «Finalmente l’assessore accoglie come strategico l'obiettivo di porre rimedio a uno dei problemi più impattanti sulla scuola, cioè la carenza di insegnanti di sostegno specializzati – dice il segretario regionale Flc Manuel Usai – alla quale da troppo tempo si fa fronte in maniera provvisoria attraverso le supplenze». Precari di buona volontà ma non specializzati ad affrontare un ruolo così delicato.
Più posti? Siamo pronti. Maria del Zompo fa una premessa: «Abbiamo aumentato ogni anno il numero dei posti, con uno sforzo organizzativo di notevole intensità». E poi: «Siamo disponibili a valutare un ulteriore incremento ma abbiamo necessità della collaborazione di Regione e di Governo per modificare alcune regole che attualmente rendono impossibile andare incontro alle richieste dell’assessore». Il rettore di Cagliari si riferisce per esempio alle misure di sicurezza anti Covid-19 per quanto riguarda il distanziamento nelle aule». Ma con un po’ di buona volontà si può fare: «L’Ateneo di Cagliari ha recentemente creato il Cediaf, Centro di servizio di ateneo per la didattica e l’inclusione nell’alta formazione delle professionalità educative e ha ogni anno incrementato i posti anche grazie al sostegno dell’assessorato regionale. Siamo disponibili a farlo ancora e per questo chiederemo un incontro urgente all’assessore».
Attenzione massima. Anche il rettore Massimo Carpinelli assicura l’intenzione di collaborare per garantire un migliore diritto allo per le categorie più svantaggiate: «La formazione riservata agli insegnanti di sostegno è un tema molto caro all’Università di Sassari così come tutte le problematiche che riguardano l’inclusione». Qualche numero: «Nelle tre edizioni del Corso che finora l’Ateneo di Sassari ha realizzato, si sono specializzati complessivamente più di 500 insegnanti di sostegno, che ora lavorano nei diversi ordini e gradi della scuola pubblica». Ma c’è la consapevolezza che si deve fare di più: «La questione della formazione degli insegnanti specializzati nelle attività di sostegno è molto sentita dall’Università di Sassari – dice Carpinelli – Siamo al lavoro per organizzare a fine settembre un incontro on line al quale parteciperanno il presidente e alcuni membri del direttivo della Società italiana di Pedagogia, nonché il coordinatore dei Direttori dei corsi degli insegnanti di sostegno, proprio perché vogliamo approfondire questa tematica. Chiederò anche all’Assessore Andrea Biancareddu e al direttore dell’Ufficio scolastico regionale Francesco Feliziani di prendere parte alla riunione: servono infatti nuove alleanze e strategie operative condivise tra le diverse istituzioni per offrire al territorio un numero più elevato di insegnanti di sostegno». Dal prossimo anno, però: i posti per il 2020 assegnati a Sassari sono 150 e non saranno incrementati perché sono già «partite le procedure concorsuali di accesso al corso di specializzazione».
La Cgil. Biancareddu incassa i complimenti della Cgil: «Finalmente l’assessore accoglie come strategico l'obiettivo di porre rimedio a uno dei problemi più impattanti sulla scuola, cioè la carenza di insegnanti di sostegno specializzati – dice il segretario regionale Flc Manuel Usai – alla quale da troppo tempo si fa fronte in maniera provvisoria attraverso le supplenze». Precari di buona volontà ma non specializzati ad affrontare un ruolo così delicato.
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