Coronavirus, test sierologici per i docenti, Ats in campo: li facciamo noi

Nell’isola pochi medici hanno ritirato il kit per eseguire gli esami agli insegnanti. Il commissario Steri corre ai ripari per fare partire in sicurezza l’anno scolastico

CAGLIARI. Per la sicurezza del ritorno a scuola il commissario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri, con molto ottimismo, l’aveva risolta così: il docente va dal suo medico di base con il tesserino sanitario, fa il test sierologico. Tutto a posto in pochi minuti. Questo in un documento arrivato nelle caselle di posta elettronica di tutti i docenti d’Italia. La realtà in Sardegna è un’altra. Il dato di Sassari, ad esempio, parla chiaro: i kit per i test agli insegnanti messi a disposizione dalla Asl sono stati ritirati finora solo da 23 medici su 180. A Cagliari le proporzioni sono simili: 13 su 85 nell’area ovest e 20 su 186 nell’area vasta. Al povero docente coscienzioso che vuole presentarsi ai suoi studenti sicuro di non avere il Covid- se il suo dottore non fa i test- non rimane altro che rivolgersi al laboratorio privato. Magari anche accreditato, ma comunque a pagamento.

A otto giorni dalla prima campanella la situazione è questa. E le previsioni non sono rosee: se fare il test (volontario) è più complicato di quello che dice Arcuri e bisogna pure tirare fuori il bancomat è facile prevedere che il primo giorno di scuola molti docenti si possano presentare senza la garanzia del test. In realtà molti docenti sono già in classe per i corsi di recupero. Tutti con il controllo già effettuato? Per questo l’Ats sta correndo ai ripari. Poche parole, ma chiare, quelle del commissario Giorgio Steri: «Provvederemo noi – ha spiegato ieri mattina – daremo subito le disposizioni per consentire ai docenti di fare i test».

Saranno quindi le strutture di igiene pubblica a somministrare i test. Molti medici di base ancora sull’Aventino. Soprattutto per un motivo, già reso noto allo stesso Steri e all’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu: «Se somministriamo il test a un docente che poi è positivo – hanno spiegato a più riprese i medici di medicina generale – dobbiamo andare in quarantena e chiudere l’ambulatorio».

Per questo molti medici hanno già comunicato che non andranno a prendere i kit. Ad Alghero hanno ritirato l’attrezzatura 21 medici su 60, a Ozieri 15 su 21. Meglio a Oristano: 33 su 53. Più della metà anche ad Ales Terralba, 17 su 30. Massiccia adesione invece a Ghilarza Bosa: 26 su 28. Numeri capovolti invece a Sanluri: 2 su 69. Idem a Carbonia e isole: 9 su 96. Percentuali più alte nel Sarcidano: 11 su 28. Mentre a Quartu si viaggia sul 50 per cento: 12 su 25. Meglio nel Sarrabus Gerrei: 17 medici su 20 useranno il kit.

Qualche scuola, tra il vedere e il non vedere, sta chiedendo aiuto al progetto Ad Adiuvandum che sta garantendo i test a tutte le categorie di lavoratori a contatto con il pubblico. Ora però entra in gioco l'Ats: dovrebbe essere la mossa decisiva. Anche se ormai al suono della campanella mancano davvero pochi giorni. In Sardegna le scuole apriranno martedì 22 settembre.

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