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Ganau: «Colpo mortale per la stagione turistica»

Ganau: «Colpo mortale per la stagione turistica»

Il capogruppo del Pd: «La soluzione migliore sarebbero stati i test rapidi a tutti allo sbarco»

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SASSARI. «Per polemizzare con il governo Solinas dà un colpo mortale all’economia turistica dell’isola». Il capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau, stronca l’ordinanza targata Solinas, bollandola «inapplicabile, ambigua, incompatibile con la Costituzione». Ganau ricorda come ci fosse un accordo tra la Sardegna e il Lazio «per fare i test rapidi nei porti e negli aeroporti. Ma Solinas voleva accordi con tutte le regioni, cosa che invece presentava elementi di incostituzionalità. Sinceramente non si capisce se il governatore voglia tutelare i sardi o voglia polemizzare con il governo». Per il capogruppo dem l’ordinanza di Solinas è molto confusa. «Nel testo si utilizzano termini che sembrerebbero non rendere obbligatoria la certificazione, ma in realtà tutti sono costretti ad accettare di fare un test dopo lo sbarco, quindi di fatto c'è un'imposizione per chi arriva nell'Isola». Per questo, «si tratta di una norma che non dovrebbe essere considerata compatibile con le norme costituzionali». Oltretutto, continua Ganau, «l'ordinanza rischia di essere un boomerang per il settore turistico perché arrivare in Sardegna comporterà complessità che altre Regioni non hanno. Quindi lo scorcio della stagione turistica potrebbe essere compromesso». Secondo l'ex presidente del Consiglio regionale, «la soluzione più ovvia da mettere in pratica sarebbe stata quella che stanno praticando le altre Regioni, con la possibilità di fare test rapidi a tutti allo sbarco e su base volontaria. Invece, ora non sappiamo nulla: né dove si possono fare i tamponi né chi paga».

Anche il capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus, boccia il provvedimento della giunta. «Per l'ennesima volta hanno scritto cose inapplicabili al solo scopo di fare propaganda: l'ordinanza sancisce l'obbligo di fare il tampone entro due giorni a chiunque entri in Sardegna ben sapendo che oggi ne passano quattro o cinque per riuscire a fare un tampone a chi ha i sintomi». Quindi, «se anche venisse giudicata compatibile con la Costituzione visto il grave problema sanitario, l'ordinanza è comunque incompatibile con la realtà». Ora, conclude, «bisogna vedere cosa succederà dalla prossima settimana: la stagione turistica non è finita, ci sono ancora strutture aperte, persone che hanno già i biglietti e adesso scoprono di dover fare un esame che non in tutte le regioni è possibile fare».

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