Controlli sugli arrivi: scontro Boccia-Solinas
di Roberto Petretto
Polemica dura tra ministro e governatore per l’ordinanza sui test
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SASSARI. Oggi si fa sul serio. O, almeno, si dovrebbe. Perché è lecito supporre che l’applicazione dell’ordinanza del presidente Solinas (la numero 43, quella che introduce l’obbligo di test per chi entra in Sardegna) potrebbe essere problematica. Come era prevedibile l’ordinanza ha rinfocolato lo scontro con il Governo nazionale. Ieri il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, ha affrontato il presidente della Sardegna con un’entrata che su un campo di calcio sarebbe stata catalogata come tackle duro. Ma la risposta di Solinas, arrivata poco dopo, è stata altrettanto dura.
L’attacco. «Il Governo è sempre a totale disposizione della comunità sarda - dichiara il ministro -, ma fare propaganda su un passaporto che non c'è, che non può esistere, è molto grave».
Secondo Boccia «sulla Sardegna c’è tanta propaganda politica e le conseguenze rischiano di pagarle i cittadini sardi» perchè l’isola, per il ministro, è l’unica regione italiana «che ha avuto problemi con le linee guida nazionali approvate all’unanimità anche dalla stessa Sardegna. Le regole funzionano ovunque tranne in Sardegna o si fa propaganda sulla pelle dei sardi».
Il contrattacco. «Il Ministro Boccia bene farebbe a chiarire come e perché i cittadini sardi siano discriminati in alcune regioni senza che il Governo abbia detto una parola - ha risposto il presidente Christian Solinas -. Lazio, Campania e Puglia hanno adottato ordinanze che impongono a chi rientra dalla Sardegna il tampone e la quarantena. E su questo il Governo di Boccia, quello che si dichiara “vicino alla Sardegna” , non ha avviato nessuna istruttoria, nessuna verifica di legittimità costituzionale, non ha nemmeno sentito il bisogno di chiedere scusa».
Duello sui test. Secondo Boccia è’ stata la Regione sarda ad aver «rifiutato diverse volte di sottoscrivere un accordo con la Protezione civile e il Ministero della Salute, rinviando senza motivi». Il ministro ha anche ricordato che in questi mesi il Governo ha organizzato «test ovunque e fornito a richiesta test d’ingresso ogni tipo in caso di esigenza a partire da quelli molecolari e assicurato anche attraverso la Protezione civile qualsiasi supporto. La Regione Sardegna avrà sempre il nostro supporto ma deve chiarirsi le idee su cosa fare. Non esiste una “soluzione sarda” al Coronavirus, ma azioni sinergiche tra Stato e Regioni per bloccare la diffusione del contagio».
Scontro politico. «Abbiamo subito dalla metà di agosto - ribatte Solinas - un attacco politico e mediatico senza precedenti nei confronti della Sardegna da parte di Regioni del centrosinistra, che hanno creato un danno enorme all’immagine dell’Isola volendola rappresentare come epicentro della nuova ondata».
Solinas accusa Boccia di «inaccettabile mistificazione della realtà» ricordando che proprio ieri «su 1.458 nuovi casi in Italia, solo 33 sono segnalati in Sardegna mentre il Lazio e l’Emilia sono a 143 e la Campania a 122. E il problema saremmo noi?».
La situazione di luglio. La situazione in Sardegna è peggiorata dopo l’estate, ricorda Solinas: «L’indagine epidemiologica nazionale ha certificato che con il più basso indice di sieroprevalenza del Paese, pari a 0,3, fino a luglio la Sardegna non ha avuto circolazione virale. Avevamo chiesto di preservare questa situazione attraverso un sistema di controlli che il Governo non ha voluto accettare».
L’accordo col Lazio. Il presidente della Regione torna anche sull’ipotesi, mai realizzata, di un accordo con la sola Regione Lazio: «Era a dir poco paradossale: proponeva i controlli (che in quel caso sarebbero stati inspiegabilmente “costituzionali” ) solo lungo le rotte marittime tra porti sardi e Civitavecchia, lasciando che sul resto delle linee via mare ed in tutti gli aeroporti la gente potesse continuare ad entrare in Sardegna senza controllo».
Solinas chiarisce anche che l’ordinanza non parla di alcun passaporto sanitario: «La propaganda di regime cerca di mistificare il nostro modello per contrastarlo».
Destra e sinistra. Con Boccia o con Solinas a seconda degli schieramenti. « Il ministro invita la Regione Sardegna al rispetto delle regole e alla condivisione delle strategie per il contenimento della pandemia- dice il segretario del Pd, Emanuele Cani -. Il Presidente Solinas concordi con il Governo nazionale un provvedimento che rispetti la legge e che possa essere applicato».
«Il Governatore Solinas continua a ingenerare confusione - sostengono i deputati del Pd i deputati dem Andrea Frailis, Gavino Manca e Romina Mura - e con l'ultima pasticciata ordinanza mette la Sardegna al di fuori del sistema costruito in collaborazione da Governo e amministrazioni locali».
«Esternazioni degne di un vetero-comunista nemico dlel’autonomia dei sardi - dice Angelo Cocciu, capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale -. Affermazioni come quelle del ministro offendono la verità e l’intelligenza». Mentre Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia: «Bella faccia tosta: strumentale è la posizione di un ministro che non perde occasione per bacchettare la Sardegna».
L’attacco. «Il Governo è sempre a totale disposizione della comunità sarda - dichiara il ministro -, ma fare propaganda su un passaporto che non c'è, che non può esistere, è molto grave».
Secondo Boccia «sulla Sardegna c’è tanta propaganda politica e le conseguenze rischiano di pagarle i cittadini sardi» perchè l’isola, per il ministro, è l’unica regione italiana «che ha avuto problemi con le linee guida nazionali approvate all’unanimità anche dalla stessa Sardegna. Le regole funzionano ovunque tranne in Sardegna o si fa propaganda sulla pelle dei sardi».
Il contrattacco. «Il Ministro Boccia bene farebbe a chiarire come e perché i cittadini sardi siano discriminati in alcune regioni senza che il Governo abbia detto una parola - ha risposto il presidente Christian Solinas -. Lazio, Campania e Puglia hanno adottato ordinanze che impongono a chi rientra dalla Sardegna il tampone e la quarantena. E su questo il Governo di Boccia, quello che si dichiara “vicino alla Sardegna” , non ha avviato nessuna istruttoria, nessuna verifica di legittimità costituzionale, non ha nemmeno sentito il bisogno di chiedere scusa».
Duello sui test. Secondo Boccia è’ stata la Regione sarda ad aver «rifiutato diverse volte di sottoscrivere un accordo con la Protezione civile e il Ministero della Salute, rinviando senza motivi». Il ministro ha anche ricordato che in questi mesi il Governo ha organizzato «test ovunque e fornito a richiesta test d’ingresso ogni tipo in caso di esigenza a partire da quelli molecolari e assicurato anche attraverso la Protezione civile qualsiasi supporto. La Regione Sardegna avrà sempre il nostro supporto ma deve chiarirsi le idee su cosa fare. Non esiste una “soluzione sarda” al Coronavirus, ma azioni sinergiche tra Stato e Regioni per bloccare la diffusione del contagio».
Scontro politico. «Abbiamo subito dalla metà di agosto - ribatte Solinas - un attacco politico e mediatico senza precedenti nei confronti della Sardegna da parte di Regioni del centrosinistra, che hanno creato un danno enorme all’immagine dell’Isola volendola rappresentare come epicentro della nuova ondata».
Solinas accusa Boccia di «inaccettabile mistificazione della realtà» ricordando che proprio ieri «su 1.458 nuovi casi in Italia, solo 33 sono segnalati in Sardegna mentre il Lazio e l’Emilia sono a 143 e la Campania a 122. E il problema saremmo noi?».
La situazione di luglio. La situazione in Sardegna è peggiorata dopo l’estate, ricorda Solinas: «L’indagine epidemiologica nazionale ha certificato che con il più basso indice di sieroprevalenza del Paese, pari a 0,3, fino a luglio la Sardegna non ha avuto circolazione virale. Avevamo chiesto di preservare questa situazione attraverso un sistema di controlli che il Governo non ha voluto accettare».
L’accordo col Lazio. Il presidente della Regione torna anche sull’ipotesi, mai realizzata, di un accordo con la sola Regione Lazio: «Era a dir poco paradossale: proponeva i controlli (che in quel caso sarebbero stati inspiegabilmente “costituzionali” ) solo lungo le rotte marittime tra porti sardi e Civitavecchia, lasciando che sul resto delle linee via mare ed in tutti gli aeroporti la gente potesse continuare ad entrare in Sardegna senza controllo».
Solinas chiarisce anche che l’ordinanza non parla di alcun passaporto sanitario: «La propaganda di regime cerca di mistificare il nostro modello per contrastarlo».
Destra e sinistra. Con Boccia o con Solinas a seconda degli schieramenti. « Il ministro invita la Regione Sardegna al rispetto delle regole e alla condivisione delle strategie per il contenimento della pandemia- dice il segretario del Pd, Emanuele Cani -. Il Presidente Solinas concordi con il Governo nazionale un provvedimento che rispetti la legge e che possa essere applicato».
«Il Governatore Solinas continua a ingenerare confusione - sostengono i deputati del Pd i deputati dem Andrea Frailis, Gavino Manca e Romina Mura - e con l'ultima pasticciata ordinanza mette la Sardegna al di fuori del sistema costruito in collaborazione da Governo e amministrazioni locali».
«Esternazioni degne di un vetero-comunista nemico dlel’autonomia dei sardi - dice Angelo Cocciu, capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale -. Affermazioni come quelle del ministro offendono la verità e l’intelligenza». Mentre Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia: «Bella faccia tosta: strumentale è la posizione di un ministro che non perde occasione per bacchettare la Sardegna».
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