Studenti, i bus ci sono ma è meglio l’auto di papà
di Giandomenico Mele
La paura del virus fa crollare gli abbonamenti del trasporto pubblico locale Aziende pronte al raddoppio delle corse, ma l’affollamento forse non ci sarà
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OLBIA. La paura dei mezzi pubblici. Effetto collaterale del coronavirus, convitato di pietra nella ripresa scolastica dopo la pandemia. A farne le spese il trasporto pubblico locale. Con il paradosso che il limite di capienza all’80% degli autobus e scuolabus, che prima dell’apertura delle scuole veniva vissuto come uno spauracchio, almeno a Olbia rischia di non essere più un problema. «Partiamo dal servizio di scuolabus per i bambini più piccoli. Il servizio si deve prenotare per questioni organizzative e posso dire che al momento il numero di richieste pervenute è inferiore di circa il 25% rispetto allo scorso anno scolastico, prima del Covid-19 – spiega Massimo Putzu, presidente dell’Aspo, l’azienda di trasporto pubblico locale di Olbia – Attualmente ci atteniamo al limite di capienza dell’80% imposto dalla legge, mentre nelle tratte inferiori ai 15 minuti di percorrenza la capienza può arrivare anche al 100% dei posti disponibili».
Calo abbonamenti. L’Aspo ha elaborato una strategia che punti a garantire l’efficienza del servizio. Ma il rischio è che il calo delle presenze degli studenti sugli autobus non richieda particolari contromisure. Molti genitori sembrano disposti ad accompagnare personalmente i figli a scuola, o dotarli di un proprio mezzo di trasporto. «A oggi, in base ai nostri dati, gli studenti che hanno sottoscritto un abbonamento agli autobus sono il 45% in meno rispetto all’anno scorso – conferma Massimo Putzu – Possiamo parlare di un “effetto paura”, le famiglie stanno ancora cercando di capire bene la situazione, probabilmente nutrono timori sulle distanze. In ogni caso l’Aspo è pronta a rafforzare le linee anche in tempo reale, monitorando i percorsi, attraverso mezzi aggiuntivi».
Raddoppio linee. La strategia per affrontare una possibile carenza di posti a bordo degli autobus, come si vede al momento improbabile, consisterebbe nel raddoppio di alcune linee. «Traffico permettendo, siamo in grado di sperimentarlo, anche se in questo momento non esiste una necessità in questo senso – sottolinea Putzu – Poi siamo in grado di mettere in strada gli autobus da 18 metri, che solitamente non utilizziamo per questo tipo di corse, aumentando la capacità rispetto ai 12 metri. Questi possono portare circa 80 passeggeri, il 18 metri ne trasporta 100». Così la riduzione del 20% di capienza sarebbe compensata dal maggior numero di posti a disposizione.
Quasi pieni. Alla ripresa delle lezioni, tra meno di una settimana, autobus e scuolabus potranno viaggiare “quasi pieni”, ovviamente con i passeggeri muniti di mascherina. Alla fine Governo, Regioni, Province e Comuni avevano trovato l’accordo sul cosiddetto “indice di riempimento” dei mezzi di trasporto. L’intesa riguarda una capienza massima dell’80 per cento, se i tempi di percorrenza sono superiori ai 15 minuti. Per i tragitti più brevi i mezzi di trasporto potranno viaggiare a capienza piena. «A bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale, dei mezzi del trasporto ferroviario regionale e degli scuolabus del trasporto scolastico dedicato – spiega la nota del ministero dei trasporti – è consentito, in considerazione delle evidenze scientifiche sull’assunto dei tempi di permanenza medi dei passeggeri indicati dai dati disponibili, un coefficiente di riempimento non superiore all’80 per cento, prevedendo una maggiore riduzione dei posti in piedi rispetto a quelli seduti». La nota spiega anche che sono state approvate le “Linee guida” del trasporto pubblico del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con le misure organizzative per il contenimento della diffusione del Covid-19 e le modalità di informazione agli utenti.
Calo abbonamenti. L’Aspo ha elaborato una strategia che punti a garantire l’efficienza del servizio. Ma il rischio è che il calo delle presenze degli studenti sugli autobus non richieda particolari contromisure. Molti genitori sembrano disposti ad accompagnare personalmente i figli a scuola, o dotarli di un proprio mezzo di trasporto. «A oggi, in base ai nostri dati, gli studenti che hanno sottoscritto un abbonamento agli autobus sono il 45% in meno rispetto all’anno scorso – conferma Massimo Putzu – Possiamo parlare di un “effetto paura”, le famiglie stanno ancora cercando di capire bene la situazione, probabilmente nutrono timori sulle distanze. In ogni caso l’Aspo è pronta a rafforzare le linee anche in tempo reale, monitorando i percorsi, attraverso mezzi aggiuntivi».
Raddoppio linee. La strategia per affrontare una possibile carenza di posti a bordo degli autobus, come si vede al momento improbabile, consisterebbe nel raddoppio di alcune linee. «Traffico permettendo, siamo in grado di sperimentarlo, anche se in questo momento non esiste una necessità in questo senso – sottolinea Putzu – Poi siamo in grado di mettere in strada gli autobus da 18 metri, che solitamente non utilizziamo per questo tipo di corse, aumentando la capacità rispetto ai 12 metri. Questi possono portare circa 80 passeggeri, il 18 metri ne trasporta 100». Così la riduzione del 20% di capienza sarebbe compensata dal maggior numero di posti a disposizione.
Quasi pieni. Alla ripresa delle lezioni, tra meno di una settimana, autobus e scuolabus potranno viaggiare “quasi pieni”, ovviamente con i passeggeri muniti di mascherina. Alla fine Governo, Regioni, Province e Comuni avevano trovato l’accordo sul cosiddetto “indice di riempimento” dei mezzi di trasporto. L’intesa riguarda una capienza massima dell’80 per cento, se i tempi di percorrenza sono superiori ai 15 minuti. Per i tragitti più brevi i mezzi di trasporto potranno viaggiare a capienza piena. «A bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale, dei mezzi del trasporto ferroviario regionale e degli scuolabus del trasporto scolastico dedicato – spiega la nota del ministero dei trasporti – è consentito, in considerazione delle evidenze scientifiche sull’assunto dei tempi di permanenza medi dei passeggeri indicati dai dati disponibili, un coefficiente di riempimento non superiore all’80 per cento, prevedendo una maggiore riduzione dei posti in piedi rispetto a quelli seduti». La nota spiega anche che sono state approvate le “Linee guida” del trasporto pubblico del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con le misure organizzative per il contenimento della diffusione del Covid-19 e le modalità di informazione agli utenti.
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