Bloccati gli indennizzi per gli stagionali
Salva Sardegna, i Progressisti denunciano i tempi lunghi della burocrazia
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CAGLIARI. Il maxi finanziamento anti-Covid va avanti a singhiozzo. Il Salva Sardegna aveva un potenziale di oltre 186 milioni, ma diversi bandi sono ancora bloccati. Secondo il gruppo dei Progressisti in Consiglio regionale, a essere fermo al palo è soprattutto quello che avrebbe dovuto garantire un indennizzo agli stagionali non riassunti quest’estate a causa della pandemia e di una stagione turistica azzoppata sempre dal Convid. «Da quasi tre mesi sono bloccati ben 18 milioni e non si sa ancora quando potranno essere erogati i contributi ai singoli lavoratori», è scritto nell’interrogazione urgente presentata da consigliere regionale Gianfranco Satta e rivota al presidente della giunta, Christian Solinas, e all’assessora al lavoro Alessandra Zedda.
Crollo assunzioni. «A stagione turistica ormai conclusa e con un aumento a settembre dei nuovi casi di infezione da Covid - scrive Satta – si da oggi è possibile tirare le somme sul calo delle assunzioni da giugno in poi. C’è stato un crollo almeno del 40-50 per cento rispetto al 2019. Ma anche chi è stato più fortunato nel trovare lavoro, comunque ha dovuto fare i conti con una stagione breve e, quindi, con un'indennità di disoccupazione ridotta rispetto agli anni passati».
Il tonfo. È stata un’estate disastrosa non solo per i fatturati in rosso della filiera del turismo, nonostante la piccola ripresa in agosto, ma lo è stata anche sotto l’aspetto economico e sociale. Ed è questo uno dei motivi – sottolineano i Progressisti – per cui i tempi di erogazione dell’indennità anti-Covid sarebbero dovuti essere veloci, ma così non è stato. «A luglio – scrive – come gruppi di opposizione abbiamo ridotto il più possibile i tempi di approvazione della legge Salva Sardegna proprio per senso di responsabilità verso tutti coloro che avrebbero potuto trovare non una soluzione ai problemi ma certamente qualche aiuto concreto per provare a risolverli almeno in parte». Ma ad oggi, è scritto nell’interrogazione, di quei «18 milioni stanziati non c’è traccia fra i bandi della Regione e ad ottobre è arrivato il momento che la Giunta batta finalmente un colpo».
L’indennità. Secondo la Salva Sardegna agli stagionali della filiera del turismo, non riassunti a causa degli effetti della pandemia, sarebbe dovuto spettare un indennizzo di mille euro al mese. Indennizzo destinato, sempre secondo la legge regionale, a coprire le mancate assunzioni. In alcuni casi il contributo sarebbe dovuto scattare da maggio, in altri da giugno e comunque per tutti fino ad agosto.
Crollo assunzioni. «A stagione turistica ormai conclusa e con un aumento a settembre dei nuovi casi di infezione da Covid - scrive Satta – si da oggi è possibile tirare le somme sul calo delle assunzioni da giugno in poi. C’è stato un crollo almeno del 40-50 per cento rispetto al 2019. Ma anche chi è stato più fortunato nel trovare lavoro, comunque ha dovuto fare i conti con una stagione breve e, quindi, con un'indennità di disoccupazione ridotta rispetto agli anni passati».
Il tonfo. È stata un’estate disastrosa non solo per i fatturati in rosso della filiera del turismo, nonostante la piccola ripresa in agosto, ma lo è stata anche sotto l’aspetto economico e sociale. Ed è questo uno dei motivi – sottolineano i Progressisti – per cui i tempi di erogazione dell’indennità anti-Covid sarebbero dovuti essere veloci, ma così non è stato. «A luglio – scrive – come gruppi di opposizione abbiamo ridotto il più possibile i tempi di approvazione della legge Salva Sardegna proprio per senso di responsabilità verso tutti coloro che avrebbero potuto trovare non una soluzione ai problemi ma certamente qualche aiuto concreto per provare a risolverli almeno in parte». Ma ad oggi, è scritto nell’interrogazione, di quei «18 milioni stanziati non c’è traccia fra i bandi della Regione e ad ottobre è arrivato il momento che la Giunta batta finalmente un colpo».
L’indennità. Secondo la Salva Sardegna agli stagionali della filiera del turismo, non riassunti a causa degli effetti della pandemia, sarebbe dovuto spettare un indennizzo di mille euro al mese. Indennizzo destinato, sempre secondo la legge regionale, a coprire le mancate assunzioni. In alcuni casi il contributo sarebbe dovuto scattare da maggio, in altri da giugno e comunque per tutti fino ad agosto.
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