Sorso, starnuto in classe: la maestra si difende
«Ho applicato il protocollo». Il dirigente: «È stato solo un malinteso»
SORSO. «Non c’era nessuna intenzione di impedire alla bambina di frequentare la scuola. Abbiamo semplicemente chiesto alla famiglia di valutare l’indomani in base al suo stato di salute». Il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Sorso, Marco Orrù, ne è certo: c’è stato un malinteso. Ieri mattina la scuola si è confrontata con la madre dell’alunna per cercare di appianare le divergenze dei giorni scorsi, spiegando di aver consigliato soltanto di alzare la soglia di attenzione per eventuali sintomi sospetti. Per quanto riguarda l’altro alunno, quello mandato a casa durante l’orario di lezione, la scuola ha rilevato una sintomatologia «degna di attenzione». Pare che fosse raffreddato e un po’ accasciato. Ma in ogni caso, anche per lui è arrivata la certificazione del pediatra e il bambino è rientrato in classe senza problemi.
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La situazione che si è creata attorno ai due alunni ha creato molto dibattito e, soprattutto sui social, è partita qualche offesa pesante nei confronti dell’insegnante finita al centro di una bufera. Dall’altra parte però, nel suo smartphone sono arrivati molti attestati di solidarietà di genitori e alunni. «Non sarebbe costato nulla chiarirsi – dice l’insegnante – era la cosa più semplice da fare. E invece no. Sono finita sulla gogna pubblica senza motivo, semplicemente per aver preso in mano e applicato alla lettera il protocollo, che è necessario fare perché siamo in piena pandemia. Forse ci siamo dimenticati di questo piccolo dettaglio. E io tutti i giorni quei 23 bambini li devo proteggere in tutti in modi». «Io ci metto l’anima nel mio lavoro – aggiunge l’insegnante – e non avrei mai pensato neanche lontanamente di poter vivere una situazione di questo tipo. Sono una maestra con le braccia aperte, non ho messo alla porta i due bambini». «Non siamo medici – riprende il dirigente Orrù – stiamo imparando anche noi a gestire queste situazioni, è chiaro che le famiglie devono venirci incontro. Devono avere fiducia nella scuola, se ci sono incomprensione devono relazionarsi con noi». E aggiunge: «Troveremo una soluzione sicuramente migliore e si arriverà a una reciproca comprensione e quindi anche quando si riproporranno analoghe situazioni, ci sarà una più opportuna comunicazione senza bisogno di andare nei social, che rappresentano una modalità molto disdicevole. Queste ingiurie sono ingiustificate, immeritate e fuori luogo. E siamo rimasti molto amareggiati per questo, soprattutto la maestra».
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