I piccoli Comuni: «La sanità è un disastro»
Liste d’attesa lunghe e ambulatori chiusi. Il Sulcis Iglesiente ottiene l’ok per le analisi dei tamponi
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CAGLIARI. La sanità è troppo sotto pressione e gli effetti negativi sono sempre più percepiti dai cittadini. È questo, in estrema sintesi, l’appello lanciato dai sindaci dei piccoli Comuni. Con una lettera inviata al governatore Solinas e all’assessore alla sanità Mario Nieddu, il presidente dell’associazione, Rodolfo Cancedda, ha sollecitato un immediato confronto con la Regione: «Il coordinamento degli enti locali dev’essere convocato in tempi rapidi, perché la situazione è sempre più preoccupante». Ambulatori chiusi o blindati a causa dell’emergenza sanitaria, oppure le liste d’attesa sempre più lunghe che di fatto negano il diritto alla salute: sono queste le emergenze sollevate dai sindaci. Sindaci che, nei giorni, scorsi erano stati tra l’altro protagonisti di uno scontro con l’assessore Nieddu sulla mancanza di una strategia condivisa fra la Regione e i Comuni. «Finora – sottolinea Rodolfo Cancedda – questo confronto non c’è stato, mentre, vista la situazione preoccupante in cui versa oggi la sanità, diventa sempre più urgente assumere delle contromisure».
Tamponi. Anche l’Azienda sanitaria del Sulcis ha ottenuto l’accreditamento per l’analisi dei tamponi molecolari. Finora era stata esclusa dall’elenco delle strutture pubbliche abilitate, oltre a quella privata del Mater Olbia. Nei giorni scorsi, il sindaco di Iglesias, Fabio Usai aveva denunciato: «Invece di avere l’esito del test in sei ore, dobbiamo aspettare anche tre giorni, perché i laboratori della nostra Asl pur essendo in grado di effettuare le analisi, devono inviare i campioni a Cagliari». Il disguido è stato cancellato dall’assessorato alla sanità, che ha accreditato anche il laboratorio dell’ospedale Sirai di Carbonia. La buona notizia è stata sottolineata, con un comunicato, dal consigliere regionale Michele Ennas della Lega, eletto nel Sulcis: «Le strutture territoriali – scrive – saranno d’ora in poi ancora più autonome ed efficienti. Gi standard aumenteranno ancora con l’imminente acquisto di un ulteriore macchinario per test rapidi, destinato all’ospedale di Iglesias».
Caos al Microcitemico. L’aumento dei contagi, insieme alla recente riforma sanitaria voluta dal centrodestra, starebbe gettando nel caos anche l’ospedale regionale Microcitemico. L’annunciato accorpamento con l’Asl 8, la gestione finora era da parte del Brotzu, è stata contestata dalle associazioni dei pazienti: «Continuano a essere considerati dei pacchi postali». I gruppi in Consiglio regionale del Pd e dei Progressisti si sono uniti alla protesta: «Senza neppure una minima ricognizione, il centrodestra ha smantellato un’eccellenza».
Tamponi. Anche l’Azienda sanitaria del Sulcis ha ottenuto l’accreditamento per l’analisi dei tamponi molecolari. Finora era stata esclusa dall’elenco delle strutture pubbliche abilitate, oltre a quella privata del Mater Olbia. Nei giorni scorsi, il sindaco di Iglesias, Fabio Usai aveva denunciato: «Invece di avere l’esito del test in sei ore, dobbiamo aspettare anche tre giorni, perché i laboratori della nostra Asl pur essendo in grado di effettuare le analisi, devono inviare i campioni a Cagliari». Il disguido è stato cancellato dall’assessorato alla sanità, che ha accreditato anche il laboratorio dell’ospedale Sirai di Carbonia. La buona notizia è stata sottolineata, con un comunicato, dal consigliere regionale Michele Ennas della Lega, eletto nel Sulcis: «Le strutture territoriali – scrive – saranno d’ora in poi ancora più autonome ed efficienti. Gi standard aumenteranno ancora con l’imminente acquisto di un ulteriore macchinario per test rapidi, destinato all’ospedale di Iglesias».
Caos al Microcitemico. L’aumento dei contagi, insieme alla recente riforma sanitaria voluta dal centrodestra, starebbe gettando nel caos anche l’ospedale regionale Microcitemico. L’annunciato accorpamento con l’Asl 8, la gestione finora era da parte del Brotzu, è stata contestata dalle associazioni dei pazienti: «Continuano a essere considerati dei pacchi postali». I gruppi in Consiglio regionale del Pd e dei Progressisti si sono uniti alla protesta: «Senza neppure una minima ricognizione, il centrodestra ha smantellato un’eccellenza».
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