La Nuova Sardegna

lotta all’epatite c 

Nelle carceri di Sassari e Alghero il piano di ricerca del “sommerso”

SASSARI. La casa circondariale di Sassari e il carcere di Alghero sono tra gli otto istituti penitenziari italiani in cui è partito il piano per la ricerca del “sommerso” dell’epatite C. «Anche nelle...

1 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. La casa circondariale di Sassari e il carcere di Alghero sono tra gli otto istituti penitenziari italiani in cui è partito il piano per la ricerca del “sommerso” dell’epatite C.

«Anche nelle carceri c’è stato un rallentamento dei trattamenti – ha spiegato Sergio Babudieri, direttore scientifico della SIMSPe (Società italiana di medicina e sanità penitenziaria) – La metodologia applicata è basata su un approccio che prenda in esame le singole sezioni (una sezione è composta abitualmente da 60-70 detenuti circa) di ciascun penitenziario. Il progetto è già partito in otto carceri, trasversali alle diverse regioni». La Sardegna è appunto protagonista con il carcere di Bancali e con quello di Alghero. «Il progetto – aggiunge Babudieri – era già partito prima della pandemia».

Il tema dell’eliminazione dell’epatite C nelle carceri è al centro del XXI congresso nazionale della Simspe, “L’Agorà penitenziaria 2020” cominciato giovedì scorso e che si concluderà oggi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative