La Nuova Sardegna

Continuità calpestata dal taglio dei voli Alitalia

di Alessandro Pirina
Continuità calpestata dal taglio dei voli Alitalia

Il contratto prevede più collegamenti quotidiani: Alghero e Olbia semi-isolate

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SASSARI. Sardegna sempre più lontana da Roma. Nel vero senso della parola. I tagli di Alitalia sui voli autunnali hanno isolato ancora di più l’isola, in particolare il Nord. Dal 1° ottobre gli scali di Alghero e Olbia hanno visto ridursi drasticamente i collegamenti in regime di continuità territoriale. Appena due giornalieri a testa per Roma e Milano. E per di più in orari non sempre compatibili con le esigenze dei passeggeri, residenti o non residenti. Basta pensare che gli ultimi voli della giornata da Alghero e Olbia per Fiumicino partono alle 11 del mattino, mentre il primo volo per Milano verso i due aeroporti sardi non decolla prima delle 3 del pomeriggio. Un calendario lacunoso che rischia di trasformare qualsiasi viaggio verso la penisola, o viceversa, in un’odissea. Ma soprattutto un calendario che non tiene conto degli oneri di servizio stabiliti dal ministero per le rotte in regime di continuità. Paletti dunque accettati da Alitalia al momento della stipulazione del contratto. Ma che in questo momento non vengono rispettati.

Alghero. Attualmente in Sardegna è in vigore la vecchia continuità territoriale, datata 2013, dopo che la giunta Solinas ha cassato quella varata dalla giunta Pigliaru. Ebbene, in base al contratto di servizio sottoscritto da Regione e Alitalia la compagnia di bandiera non può decidere frequenze e orari a suo piacimento. No, ci sono dei numeri che è tenuta a rispettare. Partiamo da Alghero. I voli giornalieri su Roma dovrebbero essere 8 nei mesi estivi, 4 all’andata e altrettanti al ritorno, mentre sei - sempre tra andata e ritorno - da ottobre a maggio. Oggi invece sono solo due. Ma non solo. Alitalia non tiene conto nemmeno delle fasce orarie. I tre voli quotidiani da Alghero per Roma dovrebbero decollare il primo tra le 7 e le 7.30, il secondo tra le 13 e le 14.30 e il terzo tra le 19.30 e le 21. Invece, i due previsti oggi partono il primo alle 6.45 e il secondo alle 11. Da metà mattinata, dunque, non è più possibile raggiungere Fiumicino dal Riviera del corallo. Stesso discorso per il Roma-Alghero, tratta su cui vengono garantiti i voli della fascia mattutina (alle 9.20) e serale (alle 21.40), mentre non c’è traccia di quello pomeridiano. Sull’Alghero-Milano Alitalia rispetta il numero di due voli quotidiani - poi da novembre a marzo sarà solo uno al giorno, mentre la continuità targata Pigliaru-Careddu ne aveva stabilito due per tutti i mesi invernali -, ma sulle fasce orarie la compagnia cancella quella serale e se ne inventa una pomeridiana. I collegamenti giornalieri dal Riviera del corallo per Linate sono infatti previsti alle 6.45 e alle 16.45. Vietato, dunque, partire più tardi. Mentre da Milano non esiste alcun volo del mattino per Alghero: il primo è alle 14.45 e il secondo alle 21.15.

Olbia. Lo scenario è lo stesso nello scalo gallurese, che finora aveva potuto contare sulla compagnia di casa, Meridiana e poi Air Italy, che nei mesi invernali garantiva sei voli tra andata e ritorno su Roma e due su Milano. Tutto come previsto dal contratto di servizio. Ma anche su Olbia Alitalia applica lo stesso metodo Alghero. Dal Costa Smeralda, anziché i tre voli previsti per Fiumicino, uno per ogni fascia oraria, ne partono solo due: alle 6.45 e alle 11, entrambi al mattino. Da quell’ora, dunque, l’unico modo per raggiungere Roma è arrivare fino a Cagliari, visto che Alghero è nella stessa situazione. Il percorso contrario vede confermati i voli della fascia mattutina (alle 9.20) e serale (alle 21.50), mentre quello pomeridiano, per quanto previsto dal contratto di servizio, è stato eliminato. Su Milano i due voli sono stati confermati - anche in questo caso la giunta Pigliaru ne aveva stabiliti tre al giorno -, ma senza rispettare le fasce orarie: il primo alle 9.20 e il secondo alle 17.15, mentre da Linate alle 15.15 e alle 21.40.

Cagliari. Anche lo scalo di Elmas ha visto ridursi il numero dei voli in continuità: su Roma sarebbero dovuti essere nove, mentre oggi sono solo sei, e i collegamenti per Milano sarebbero dovuti essere sei e invece sono solo quattro. Un taglio netto, ma almeno da Cagliari è possibile coprire più o meno tutte le fasce orarie.

La Regione. Di fronte a questa riduzione dei collegamenti non si è ancora sentita la voce della Regione, a cui spetta la vigilanza sul rispetto degli oneri di servizio. Tocca infatti al Comitato di monitoraggio presieduto dall’assessore ai Trasporti - in questo caso Giorgio Todde - e composto da un esperto nominato dallo stesso assessore, da un rappresentante dell’Enac e da uno delle compagnie aeree (in questo caso la sola Alitalia), valutare la presenza di eventuali violazioni del contratto e proporre alla Regione l’adozione di sanzioni. Per ora, però, tutto tace. Senza contare che nel prossimo Dpcm di Conte, previsto per il 7 ottobre, sarà stabilito che la capienza di treni e autobus non andrà oltre l’80 per cento dei posti a sedere. La regola non vale (per ora) per gli aerei, ma, vista l’emergenza Covid, Alitalia dovrebbe almeno garantire il numero dei collegamenti previsti dal contratto di servizio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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