Racconta la violenza ma non denuncia
di Luciano Onnis
Cagliari, 20enne chiede aiuto all’amica e accusa un ragazzo di un anno più grande
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CAGLIARI. Una studentessa ventenne fuori sede sarebbe stata stuprata nella casa di Piazza Michelangelo a Cagliari, in cui vive con alcune colleghe di università, da un amico con cui stava guardando un film in tv. Ma per il presunto violentatore non ci sono, al momento, conseguenze: la ragazza non ha voluto presentare denuncia contro di lui. Dopo essere stato portato nella caserma dei carabinieri per essere identificato il giovane è stato rilasciato senza alcun provvedimento a suo carico. I militari dell’Arma, di fronte a un reato pur grave come questo, non possono procedere d’ufficio. La vittima può comunque ripensarci epresentare denuncia in un secondo momento.
I carabinieri sono intervenuti dopo che un’amica della ragazza aveva chiesto l’intervento del 112. Tutto è accaduto nella tarda serata di lunedì, in un appartamento di piazza Michelangelo dove la studentessa abita insieme ad alcune colleghe universitarie, anche loro fuori sede, al momento dei fatti tutte assenti.
La ragazza, originaria di un paese dell’Oristanese, ha ricevuto in casa l’amico 21enne e assieme hanno cominciato a vedere un film in tv. Dalla visione della tv si sarebbe passati alle effusioni che sarebbero diventate sempre più aggressive, fino a trasformarsi, nonostante le resistenze della ragazza – secondo quanto lei stessa ha poi riferito ai carabinieri -, in autentica violenza sessuale a cui la vittima non sarebbe riuscita ad opporsi. Poi il ragazzo è andato via: la studentessa, in lacrime, ha chiamato al telefono un’amica che l’ha raggiunta immediatamente e alla quale ha raccontato quanto accaduto. È stata proprio l’amica a chiamare il 112 per chiedere l’intervento dei carabinieri. Nell’appartamento sono arrivati una pattuglia del nucleo radiomobile della Compagnia di Cagliari e i colleghi della stazione di Cagliari-Villanova, quindi l’equipe di un’ambulanza del 118, richiesta dagli stessi militari, che ha portato la ragazza all’ospedale Santissima Trinità. La vittima della violenza ha raccontato per sommi capi quanto avvenuto, ma non ha voluto sporgere denuncia nei confronti del ragazzo.
Gli investigatori dell’Arma non hanno impiegato molto a rintracciare il presunto stupratore, portarlo in caserma per l’identificazione e poi lasciarlo andare. I militari attendono ora il referto dei medici ospedalieri che hanno visitato la studentessa e l’eventuale denuncia della vittima dell’aggressione.
I carabinieri sono intervenuti dopo che un’amica della ragazza aveva chiesto l’intervento del 112. Tutto è accaduto nella tarda serata di lunedì, in un appartamento di piazza Michelangelo dove la studentessa abita insieme ad alcune colleghe universitarie, anche loro fuori sede, al momento dei fatti tutte assenti.
La ragazza, originaria di un paese dell’Oristanese, ha ricevuto in casa l’amico 21enne e assieme hanno cominciato a vedere un film in tv. Dalla visione della tv si sarebbe passati alle effusioni che sarebbero diventate sempre più aggressive, fino a trasformarsi, nonostante le resistenze della ragazza – secondo quanto lei stessa ha poi riferito ai carabinieri -, in autentica violenza sessuale a cui la vittima non sarebbe riuscita ad opporsi. Poi il ragazzo è andato via: la studentessa, in lacrime, ha chiamato al telefono un’amica che l’ha raggiunta immediatamente e alla quale ha raccontato quanto accaduto. È stata proprio l’amica a chiamare il 112 per chiedere l’intervento dei carabinieri. Nell’appartamento sono arrivati una pattuglia del nucleo radiomobile della Compagnia di Cagliari e i colleghi della stazione di Cagliari-Villanova, quindi l’equipe di un’ambulanza del 118, richiesta dagli stessi militari, che ha portato la ragazza all’ospedale Santissima Trinità. La vittima della violenza ha raccontato per sommi capi quanto avvenuto, ma non ha voluto sporgere denuncia nei confronti del ragazzo.
Gli investigatori dell’Arma non hanno impiegato molto a rintracciare il presunto stupratore, portarlo in caserma per l’identificazione e poi lasciarlo andare. I militari attendono ora il referto dei medici ospedalieri che hanno visitato la studentessa e l’eventuale denuncia della vittima dell’aggressione.
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