selargius/banda di minorenni
Picchiavano le vittime con i caschi: 4 nei guai
SELARGIUS. Per due mesi hanno spadroneggiato nelle strade, nelle piazze e in particolare nelle fermate della metropolitana, molestando e aggredendo fisicamente con calci e colpi di casco da...
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SELARGIUS. Per due mesi hanno spadroneggiato nelle strade, nelle piazze e in particolare nelle fermate della metropolitana, molestando e aggredendo fisicamente con calci e colpi di casco da motociclista coetanei e perfino adulti. Al termine di indagini particolari condotte sotto traccia, i carabinieri della stazione di Selargius hanno individuato quattro dei componenti la baby gang, un 17enne e tre gemelli che intanto hanno compiuto i 18 anni, denunciandoli per lesioni personali in concorso.
Saranno giudicati dal tribunale dei minori, la cui Procura ha coordinato le delicate indagini portate avanti dagli investigatori dell’Arma. I raid della banda di bulli erano fatti di spintoni, pugni, percosse e violenze sia psicologiche che fisiche. L'arma preferita erano i caschi da motociclista che tutti usavano oltre che per viaggiare a bordo dei loro scooter anche per picchiare, mirando sempre alla testa dei malcapitati. Il branco era finito al centro delle indagini dei carabinieri, rese complesse a causa di una iniziale reticenza da parte delle giovani vittime timorose di possibili ritorsioni. L’attività investigativa ha consentito però di ricostruire tutti i fatti e le dinamiche aggressive con cui i giovani agivano. Al momento sono stati individuati quattro componenti la baby gang, tutti residenti nell’hinterland cagliaritano. Ma è probabile che con loro abbiano agito anche altri giovanissimi bulli loro amici. Gli episodi accertati sono vari e si sono verificati tra il mese di luglio e agosto scorso. Il copione era sempre lo stesso: il gruppo individuava la vittima di turno, uno di loro l'avvicinava con una scusa chiedendo l'ora o una sigaretta, poi il malcapitato si vedeva improvvisamente accerchiato e aggredito dal resto del branco con calci, pugni e colpi di casco. Atti non solo di bullismo - come ha precisato il comandante interinale della Compagnia carabinieri di Quartu, il tenente Giovanni Russo -, ma anche scene di inaudita violenza in cui il branco scatenava la sua furia cieca e insensata nei confronti di persone indifese, molte delle quali hanno dovuto ricorrere alle cure mediche a causa delle gravi lesioni riportate. Una violenza in alcun modo giustificabile, dettata dalla voglie di mostrarsi forti. Le indagini vanno avanti alla ricerca di altri complici, è infatti possibile che la banda dei picchiatori sia molto numerosa. (l.on.)
Saranno giudicati dal tribunale dei minori, la cui Procura ha coordinato le delicate indagini portate avanti dagli investigatori dell’Arma. I raid della banda di bulli erano fatti di spintoni, pugni, percosse e violenze sia psicologiche che fisiche. L'arma preferita erano i caschi da motociclista che tutti usavano oltre che per viaggiare a bordo dei loro scooter anche per picchiare, mirando sempre alla testa dei malcapitati. Il branco era finito al centro delle indagini dei carabinieri, rese complesse a causa di una iniziale reticenza da parte delle giovani vittime timorose di possibili ritorsioni. L’attività investigativa ha consentito però di ricostruire tutti i fatti e le dinamiche aggressive con cui i giovani agivano. Al momento sono stati individuati quattro componenti la baby gang, tutti residenti nell’hinterland cagliaritano. Ma è probabile che con loro abbiano agito anche altri giovanissimi bulli loro amici. Gli episodi accertati sono vari e si sono verificati tra il mese di luglio e agosto scorso. Il copione era sempre lo stesso: il gruppo individuava la vittima di turno, uno di loro l'avvicinava con una scusa chiedendo l'ora o una sigaretta, poi il malcapitato si vedeva improvvisamente accerchiato e aggredito dal resto del branco con calci, pugni e colpi di casco. Atti non solo di bullismo - come ha precisato il comandante interinale della Compagnia carabinieri di Quartu, il tenente Giovanni Russo -, ma anche scene di inaudita violenza in cui il branco scatenava la sua furia cieca e insensata nei confronti di persone indifese, molte delle quali hanno dovuto ricorrere alle cure mediche a causa delle gravi lesioni riportate. Una violenza in alcun modo giustificabile, dettata dalla voglie di mostrarsi forti. Le indagini vanno avanti alla ricerca di altri complici, è infatti possibile che la banda dei picchiatori sia molto numerosa. (l.on.)
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