Vertice governo-regioni
Ipotesi doppi turni per non affollare aule e bus
ROMA. A scuola in orari diversi, con l'ipotesi di lezioni serali. Nel confronto tra Governo e Regioni spunta l'unica alternativa alla didattica a distanza, per diminuire la presenza sui mezzi di...
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ROMA. A scuola in orari diversi, con l'ipotesi di lezioni serali. Nel confronto tra Governo e Regioni spunta l'unica alternativa alla didattica a distanza, per diminuire la presenza sui mezzi di trasporto e far fronte all'avanzare dei contagi nel Paese. Su tutte, la proposta degli Enti Locali di definire nelle grandi città un calendario delle lezioni a “blocchi” e differenziato, di mattina o di pomeriggio, a seconda degli istituti garantendo le stesse ore di lavoro per il personale docente e non.
Entra dunque nel vivo la trattativa tra l'Esecutivo e i governatori per arginare il problema dell'affollamento del Tpl. Sul tavolo c'è anche l'idea di aumentare in tutto il Paese la percentuale di lavoratori in smart-working, in particolare nell'ambito della Pubblica Amministrazione. Una proposta a cui «si può lavorare ancora di più» secondo il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina, che apre anche sugli orari scaglionati e aggiunge: «lo avevamo già fatto. Ma da Roma ci dicano dove sono la maggiori criticità e se c'è da fare ulteriori rilfessioni si facciano».
Quella di dilatare «gli orari» scolastici «su tutta la giornata, cioè mattino e pomeriggio» è una proposta che arriva dalla maggior parte dei territori. Primo fra tutti il presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini: «Se la curva aumenta - spiega - piuttosto che lasciare a casa i ragazzi, penso che se si dilatassero gli orari su tutta la giornata, cioè mattino e pomeriggio. Questa potrebbe esser la soluzione per far circolare i mezzi», ma una eventuale «decisione spetta al Governo: provi a condividerla con le Regioni. Noi di autobus qui non ne abbiamo praticamente più». Dello stesso avviso il governatore lombardo Attilio Fontana, che precisa: «Il ministro Azzolina è contraria alla didattica a distanza, ma invece è disponibile a prevedere una differenziazione degli orari di ingresso e di inizio delle singole lezioni». Più scettico Luca Zaia: «La mia idea è di prepararsi, dato che le linee guida prevedono la didattica mista, affinchè nei momenti di maggiore difficoltà ci sia un piano che preveda la didattica a distanza». Ma su quest'ultima ipotesi al momento il governo frena compatto: «È molto prematuro parlarne perché la scuola è un luogo sicuro».
Entra dunque nel vivo la trattativa tra l'Esecutivo e i governatori per arginare il problema dell'affollamento del Tpl. Sul tavolo c'è anche l'idea di aumentare in tutto il Paese la percentuale di lavoratori in smart-working, in particolare nell'ambito della Pubblica Amministrazione. Una proposta a cui «si può lavorare ancora di più» secondo il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina, che apre anche sugli orari scaglionati e aggiunge: «lo avevamo già fatto. Ma da Roma ci dicano dove sono la maggiori criticità e se c'è da fare ulteriori rilfessioni si facciano».
Quella di dilatare «gli orari» scolastici «su tutta la giornata, cioè mattino e pomeriggio» è una proposta che arriva dalla maggior parte dei territori. Primo fra tutti il presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini: «Se la curva aumenta - spiega - piuttosto che lasciare a casa i ragazzi, penso che se si dilatassero gli orari su tutta la giornata, cioè mattino e pomeriggio. Questa potrebbe esser la soluzione per far circolare i mezzi», ma una eventuale «decisione spetta al Governo: provi a condividerla con le Regioni. Noi di autobus qui non ne abbiamo praticamente più». Dello stesso avviso il governatore lombardo Attilio Fontana, che precisa: «Il ministro Azzolina è contraria alla didattica a distanza, ma invece è disponibile a prevedere una differenziazione degli orari di ingresso e di inizio delle singole lezioni». Più scettico Luca Zaia: «La mia idea è di prepararsi, dato che le linee guida prevedono la didattica mista, affinchè nei momenti di maggiore difficoltà ci sia un piano che preveda la didattica a distanza». Ma su quest'ultima ipotesi al momento il governo frena compatto: «È molto prematuro parlarne perché la scuola è un luogo sicuro».
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