La Nuova Sardegna

Oristano, pazienti positivi “parcheggiati”

di Enrico Carta
Oristano, pazienti positivi “parcheggiati”

Tre casi confermati. Impossibile il trasferimento in altri ospedali: non c’è posto 

2 MINUTI DI LETTURA





ORISTANO. Non c’è posto negli altri ospedali della Sardegna e i malati che dovevano essere trasferiti nei reparti covid restano nelle sale del pronto soccorso del San Martino, dove invece non è stato previsto un reparto apposito per i contagiati. Il caos, l’ennesimo nella gestione dell’emergenza anche se il discorso per Oristano e provincia è ancora più lungo viste le voragini negli organici del personale sanitario, inizia due sere fa quando al pronto soccorso arrivano due pazienti con sintomi riconducibili al coronavirus.

Vengono avviate le procedure, effettuati gli accertamenti e ieri mattina arriva anche la conferma dai tamponi: sono entrambi positivi e hanno bisogno di un ricovero, per cui bisogna immediatamente trasferirli in uno dei tre ospedali sardi cui fa riferimento anche Oristano per i pazienti affetti da covid. Si aspetta il via libera, ma il via libera non arriva perché da Sassari a Cagliari, passando per Nuoro, non c’è ospedale che li possa accogliere. La voce si diffonde in corsia tra i medici e trova immediate conferme: non c’è più posto nei tre reparti per il ricovero di altri pazienti. Tradotto, significa che le strutture sarde sono già al tutto esaurito. E allora che si fa? Si naviga, tanto per cambiare, nell’emergenza. I pazienti non possono essere rispediti a casa, motivo per cui vengono mantenuti nelle sale di osservazione breve del pronto soccorso del San Martino di Oristano, dove anche i medici sono costretti a dividersi i compiti: uno resta coi pazienti covid, l’altro si occupa di tutto il resto della truppa di malati che pian piano arrivano al pronto soccorso.

C’è di più perché un malato covid ha bisogno di ulteriori accertamenti per cui viene utilizzata la Tac, costringendo il reparto di radiologia a interrompere tutte le altre visite con lo stesso strumento perché poi bisogna effettuare la sanificazione. Sembra la cronaca di un disastro, ma una volta raggiunto il fondo ci si accorge che si può scavare ancora e arrivare persino più in basso. Nel pomeriggio di ieri arriva al pronto soccorso del San Martino un terzo paziente con sintomi e diagnostica riconducibili al coronavirus. In attesa dell’esito del tampone viene sistemato, in isolamento, in una terza stanza.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative