tribunale
Psichiatra affidava i pazienti a Dio, perizia su una teste
CAGLIARI. Serve una consulenza per stabilire se una delle pazienti dello psichiatra Enrico Loria, che curava i malati di mente affidandoli alla bontà del Padre eterno, è in condizioni di testimoniare...
1 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Serve una consulenza per stabilire se una delle pazienti dello psichiatra Enrico Loria, che curava i malati di mente affidandoli alla bontà del Padre eterno, è in condizioni di testimoniare al processo davanti al tribunale in cui il professionista è imputato di rifiuto continuato di atti d’ufficio, abbandono di persona incapace e di frode informatica. Il collegio presieduto da Giampiero Sanna ha incaricato la psichiatra Federica Pinna ed ha aggiornato l’udienza al 26 novembre per l’eventuale esame della teste. Finora Loria - difeso da Patrizio Rovelli, la parte civile è patrocinata da Luigi Porcella - ha preferito restare in silenzio mentre il dibattimento va avanti e viene ricostruita in aula una vicenda sconcertante: malati psichiatrici - così sostiene l’accusa, il pm è Marco Cocco - che si incontravano al centro di salute mentale dell’Asl 8 per sedute di preghiera, disposti in circolo e mano nella mano, per rivolgersi a Dio alla luce dei ceri. Un rito che a leggere le carte della Procura sarebbe stato l’alternativa scelta da Loria alle terapie psichiatriche indicate dai protocolli, una scelta che stando alle accuse si sarebbe rivelata dannosa anzichè risolutiva in diversi casi trattati dal medico. (m.l)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google