Boom di contagiati: la metà ha sintomi
di Claudio Zoccheddu
Il virus dilaga nell’isola: nuovo record di casi (230) e due nuove vittime Cala il numero dei tamponi, cresce ancora quello dei ricoverati
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SASSARI. Sono numeri che fanno paura. Ieri l’unità di crisi della Regione ha comunicato l’accertamento di 230 nuovi casi di positività al Sars-Cov-2, il numero più alto registrato nell’isola dall’inizio dell’emergenza sanitaria. La soglia dei 200 casi giornalieri è stata superata per la prima volta e il picco dei 186 casi registrati il 15 ottobre è stato scavalcato dagli accertamenti comunicati ieri. Ci sono poi due nuove vittime: una donna di 78 anni residente nel nord Sardegna e una di 92 anni che invece viveva nella Città Metropolitana di Cagliari. Ma gli ultimi due decessi e la conta dei nuovi casi non sono l’unica fonte di preoccupazione. Il numero dei tamponi, infatti, è calato di più di mille unità rispetto a quello comunicato sabato, quando era stata toccata la cifra record di 2.995 esami. Ieri l’Unità di crisi ha comunicato il completamento di 1.911 test. Nonostante il calo, il numero dei positivi è salito vertiginosamente. Ci sono poi i motivi che hanno portato i medici a decidere di effettuare l’esame. Negli ultimi giorni i “positivi” rilevati dall’attività di screening, ovvero il tracciamento dei contatti delle persone che hanno contratto il Sars-Cov-2, era decisamente superiore a quello dettato dal sospetto diagnostico, rilevato quindi su pazienti che manifestavano i sintomi del contagio. Ieri c’è stato il sorpasso: 113 casi rilevati dal tracciamento dei positivi e 117 riscontrati dopo un sospetto diagnostico. L’epidemia si allarga, i nuovi contagi sono distribuiti più o meno uniformemente in tutta l’isola, proprio quando il sistema ospedaliero manifesta tutte le difficoltà dettate dall’aumento esponenziale dei contagiati, in tripla cifra da ormai parecchi giorni.
Il bollettino. In totale sono 6.096 i casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati in Sardegna mentre il numero delle vittime, dopo gli ultimi due decessi, è salito a 174. In totale sono stati eseguiti 228.705 tamponi con un incremento, come detto, di 1.911 test rispetto all'ultimo aggiornamento. Sono invece 208 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (16 in più rispetto al dato comunicato nelle 24 ore precedenti). Sono invece 29 (1 in meno rispetto all’ultimo bollettino) il numero dei pazienti che combattono contro il Covid-19 nei reparti di terapia intensiva. Cresce di 193 unità anche il numero delle persone costrette all’isolamento domiciliare, 3.159 contro i 2.966 comunicati nelle 24 ore precedenti. Le buone notizie sono confinate in poche righe del bollettino dell’Unità di crisi e riguardano i pazienti che hanno superato la malattia, 20 in più rispetto a ieri e 2.488 in totale, a cui se ne sommano altri 38 considerati guariti clinicamente. Assume connotati più omogenei anche la distribuzione territoriale dei casi, con un picco rilevato nel cagliaritano: dei 6.096 casi positivi complessivamente accertati, 998 (+70) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 864 (+55) nel Sud Sardegna, 484 (+32) a Oristano, 909 (+15) a Nuoro, 2.841 (+58) a Sassari.
Appello per il Binaghi. Mentre la città metropolitana di Cagliari registra un’impennata dei contagi, i consiglieri comunali del Pd, di Progetto Comune e Sinistra per Cagliari lanciano un appello al sindaco Truzzu per la riapertura dell’ospedale Binaghi come centro Covid: «La situazione è critica – scrivono in un comunicato –. Lanciamo un accorato appello al sindaco, in qualità di massima autorità sanitaria locale, affinché si attivi per far aprire l’ospedale Binaghi come ospedale Covid, per alleggerire il santissima Trinità che ormai ha occupato i 120 posti letto e ha altri 30 pazienti in attesa di ricovero. Il Binaghi ha le condizioni logistiche per fare fronte alla pandemia, come definito dal “piano strategico per l’attivazione progressiva di strutture di area critica” approvato a marzo dalla giunta regionale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il bollettino. In totale sono 6.096 i casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati in Sardegna mentre il numero delle vittime, dopo gli ultimi due decessi, è salito a 174. In totale sono stati eseguiti 228.705 tamponi con un incremento, come detto, di 1.911 test rispetto all'ultimo aggiornamento. Sono invece 208 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (16 in più rispetto al dato comunicato nelle 24 ore precedenti). Sono invece 29 (1 in meno rispetto all’ultimo bollettino) il numero dei pazienti che combattono contro il Covid-19 nei reparti di terapia intensiva. Cresce di 193 unità anche il numero delle persone costrette all’isolamento domiciliare, 3.159 contro i 2.966 comunicati nelle 24 ore precedenti. Le buone notizie sono confinate in poche righe del bollettino dell’Unità di crisi e riguardano i pazienti che hanno superato la malattia, 20 in più rispetto a ieri e 2.488 in totale, a cui se ne sommano altri 38 considerati guariti clinicamente. Assume connotati più omogenei anche la distribuzione territoriale dei casi, con un picco rilevato nel cagliaritano: dei 6.096 casi positivi complessivamente accertati, 998 (+70) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 864 (+55) nel Sud Sardegna, 484 (+32) a Oristano, 909 (+15) a Nuoro, 2.841 (+58) a Sassari.
Appello per il Binaghi. Mentre la città metropolitana di Cagliari registra un’impennata dei contagi, i consiglieri comunali del Pd, di Progetto Comune e Sinistra per Cagliari lanciano un appello al sindaco Truzzu per la riapertura dell’ospedale Binaghi come centro Covid: «La situazione è critica – scrivono in un comunicato –. Lanciamo un accorato appello al sindaco, in qualità di massima autorità sanitaria locale, affinché si attivi per far aprire l’ospedale Binaghi come ospedale Covid, per alleggerire il santissima Trinità che ormai ha occupato i 120 posti letto e ha altri 30 pazienti in attesa di ricovero. Il Binaghi ha le condizioni logistiche per fare fronte alla pandemia, come definito dal “piano strategico per l’attivazione progressiva di strutture di area critica” approvato a marzo dalla giunta regionale».
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