Campus non attende: a Sassari stop alcol dalle 18
di Giovanni Bua
L’ordinanza sceglie di vietare il consumo di bevande per strada. Permesso nei locali, ma al tavolino
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SASSARI. Il sindaco Nanni Campus taglia con un colpo di spada il nodo gordiano del decreto Conte. E, mentre i suoi colleghi ai quattro angoli dell’Isola, si interrogano (e si arrabbiano) sulla possibilità o meno di chiudere vie o piazze o istituire coprifuoco più o meno difficili da far rispettare, rimuove il problema alla radice. Eliminando la causa principale della pericolosa movida: il consumo per strada di bevande alcoliche.
Con l’ordinanza firmata ieri (e in vigore fino al 13 novembre) è istituito infatti «il divieto di consumo sia in forma itinerante che statica di vino, birra e superalcolici dalle 18 alle 8 del giorno successivo, sette giorni su sette, in tutto il territorio comunale su aree pubbliche e private aperte ad uso pubblico». Provvedimento, spiega sempre l’ordinanza, preso: «per arginare la mobilità delle persone che vagabondano per le strade del territorio comunale in stato di alterazione psico-fisica, spesso in gruppo, e che si rendono responsabili di condotte che amplificano i rischi per la salute e per la sicurezza dei cittadini».
Niente birrette seduti sui gradini dei portoni o le panchine delle piazze, insomma. Nessun modo di aggirare il divieto di consumare al bancone dei bar, che scatta dopo le 18, o di crearsi tavolini “alternativi” su cofani di auto e aiuole se quelli ufficiali (dove si può tranquillamente bere fino alle 24) sono tutti occupati. L’alcol infatti si potrà chiaramente acquistare, ma quando si è trovati in strade o piazze in possesso di una bevanda proibita a cui sia stato rimosso il dispositivo di chiusura (ad esempio il tappo o linguetta della lattina), o quando sia versata nel bicchiere o altro contenitore scatta la sanzione.
E non basta. «Se quelli che berranno alcolici per strada saranno più di tre, ci sarà una sanzione anche per il mancato rispetto delle norme antiassembramento», avverte il primo cittadino.
Campus non è nuovo a questo genere di decisioni. Qualche mese fa varò infatti un’ordinanza, prima nel suo genere e ancora in vigore, che vieta la sosta e il consumo di bevande alcoliche al confine della città murata, in via delle Conce, diventata ritrovo abituale di un gruppo che rendeva la vita impossibile ai residenti.
Non che questo voglia però dire che il sindaco abbia intenzione di interdire, come reso possibile dal presidente del Consiglio, altre zone precise della città alla sosta. «Non intendo inasprire le misure del Dpcm – sottolinea infatti il primo cittadino –. Scelta che non si può scaricare sui sindaci, che tra l'altro non hanno la possibilità di ristorare i locali per i mancati introiti».
Con l’ordinanza firmata ieri (e in vigore fino al 13 novembre) è istituito infatti «il divieto di consumo sia in forma itinerante che statica di vino, birra e superalcolici dalle 18 alle 8 del giorno successivo, sette giorni su sette, in tutto il territorio comunale su aree pubbliche e private aperte ad uso pubblico». Provvedimento, spiega sempre l’ordinanza, preso: «per arginare la mobilità delle persone che vagabondano per le strade del territorio comunale in stato di alterazione psico-fisica, spesso in gruppo, e che si rendono responsabili di condotte che amplificano i rischi per la salute e per la sicurezza dei cittadini».
Niente birrette seduti sui gradini dei portoni o le panchine delle piazze, insomma. Nessun modo di aggirare il divieto di consumare al bancone dei bar, che scatta dopo le 18, o di crearsi tavolini “alternativi” su cofani di auto e aiuole se quelli ufficiali (dove si può tranquillamente bere fino alle 24) sono tutti occupati. L’alcol infatti si potrà chiaramente acquistare, ma quando si è trovati in strade o piazze in possesso di una bevanda proibita a cui sia stato rimosso il dispositivo di chiusura (ad esempio il tappo o linguetta della lattina), o quando sia versata nel bicchiere o altro contenitore scatta la sanzione.
E non basta. «Se quelli che berranno alcolici per strada saranno più di tre, ci sarà una sanzione anche per il mancato rispetto delle norme antiassembramento», avverte il primo cittadino.
Campus non è nuovo a questo genere di decisioni. Qualche mese fa varò infatti un’ordinanza, prima nel suo genere e ancora in vigore, che vieta la sosta e il consumo di bevande alcoliche al confine della città murata, in via delle Conce, diventata ritrovo abituale di un gruppo che rendeva la vita impossibile ai residenti.
Non che questo voglia però dire che il sindaco abbia intenzione di interdire, come reso possibile dal presidente del Consiglio, altre zone precise della città alla sosta. «Non intendo inasprire le misure del Dpcm – sottolinea infatti il primo cittadino –. Scelta che non si può scaricare sui sindaci, che tra l'altro non hanno la possibilità di ristorare i locali per i mancati introiti».
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