il delitto di sestu
Fucilata letale all’amico no al giudizio abbreviato
CAGLIARI. Il difensore, l’avvocato Stefano Piras, ci ha provato: alla Corte d’Assise ha chiesto ancora una volta di accordare il giudizio abbreviato al sessantenne Aldo Soro, di Sestu, che per un’accu...
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CAGLIARI. Il difensore, l’avvocato Stefano Piras, ci ha provato: alla Corte d’Assise ha chiesto ancora una volta di accordare il giudizio abbreviato al sessantenne Aldo Soro, di Sestu, che per un’accusa basata su prove schiaccianti il 17 giugno dell’anno scorso ha fulminato il compaesano Antonio Piras (35 anni) con una colpo di fucile a canne mozzate caricato a pallettoni dopo un pomeriggio trascorso a bere in un bar del paese. Una legge recente vieta il beneficio del rito alternativo, con relativo sconto di pena, in caso di reati che prevedono l’ergastolo. Qui siamo di fronte a un’imputazione di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, quindi il rischio di carcere a vita c’è. Ma l’avvocato Piras ha insistito, sollecitando il presidente della Corte Giovanni Massidda a porre alla Corte Costituzionalità la questione sull’applicabilità della norma. Le istanze sono state respinte dai giudici ma potrebbero tornare in ballo negli eventuali gradi successivi del giudizio. Il dibattimento pubblico si è aperto con l’esame degli investigatori, gli agenti della squadra mobile che dopo un’indagine-lampo arrestarono Soro quando si era appena liberato dell’arma del delitto per tornare tranquillamente al bar. Hanno confermato quanto era emerso già ai primi accertamenti: sulla responsabilità dell’omicidio non sembrano esserci dubbi.
Il fatto, ricostruito nelle carte processuali, è privo di risvolti misteriosi. Soro e Piras si trovavano in un bar di via Giulio Cesare, a Sestu. Bevevano, forse discutevano di qualcosa. Tutto il pomeriggio nel locale, solo attorno alle 20.30 i toni si alzano, quella che i testimoni percepiscono sembra essere una lite fra ubriachi. I due salgono sulla Fiat 600 di Soro e raggiungono una località di campagna, Terra e’ pilloni, dove secondo l’accusa il più anziano dei due imbraccia il fucile e spara una rosa di pallettoni sul petto di Antonio Piras. Il 30 novembre il processo va avanti con nuovi testi. (m.l)
Il fatto, ricostruito nelle carte processuali, è privo di risvolti misteriosi. Soro e Piras si trovavano in un bar di via Giulio Cesare, a Sestu. Bevevano, forse discutevano di qualcosa. Tutto il pomeriggio nel locale, solo attorno alle 20.30 i toni si alzano, quella che i testimoni percepiscono sembra essere una lite fra ubriachi. I due salgono sulla Fiat 600 di Soro e raggiungono una località di campagna, Terra e’ pilloni, dove secondo l’accusa il più anziano dei due imbraccia il fucile e spara una rosa di pallettoni sul petto di Antonio Piras. Il 30 novembre il processo va avanti con nuovi testi. (m.l)
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