La Nuova Sardegna

Scientifico, Scienze applicate, classico e Scienze umane Gavina Cappai: «Offerta studiata sulle esigenze del territorio» 

La scuola è un poker d’assi offre a tutti l’occasione di fare la scelta migliore

di Alessandra Porcu
La scuola è un poker d’assi offre a tutti l’occasione di fare la scelta migliore

Grazie a un’offerta formativa sempre più ricca, variegata e al passo coi tempi, il Liceo “Galileo Galilei” di Macomer è stato in grado di estendere il proprio bacino di utenza. L’istituto superiore,...

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Grazie a un’offerta formativa sempre più ricca, variegata e al passo coi tempi, il Liceo “Galileo Galilei” di Macomer è stato in grado di estendere il proprio bacino di utenza. L’istituto superiore, uno degli oltre 60 in Sardegna inserito a pieno titolo nel progetto La Nuova@Scuola, ha tra i suoi iscritti studenti che arrivano dal Marghine ma anche da Planargia e Guilcer. «Ne andiamo fieri – sottolinea la dirigente scolastica Gavina Cappai –. La nostra è stata una scelta oculata, dettata dalle esigenze del territorio e dalle richieste dei giovani». Al Galilei sono molteplici le possibilità: si può frequentare il tradizionale indirizzo Scientifico, oppure è possibile scegliere l’opzione aggiuntiva delle Scienze applicate. Tra i corsi di studio figura naturalmente anche quello Classico che tiene botta e resiste nonostante il calo delle presenze. A riscuotere molto successo è, invece, l’indirizzo delle Scienze umane con opzione Economico-sociale. «Lo abbiamo attivato nel 2010 – precisa la preside –. In tanti lo identificano come le vecchie magistrali, io amo invece definirlo il Liceo delle contemporaneità».

Dunque, oltrepassando il cancello del “Galilei” ci si trovano davanti percorsi differenti, bisogna solo sceglierne uno. Chi decide di intraprendere quello Scientifico con Scienze applicate verrà catapultato prepotentemente nel mondo dell’informatica. «I nostri laboratori di fisica e chimica sono tra i più attrezzati – spiega Gavina Cappai –. Muniti di apparecchiature all’avanguardia come un drone, una stampante 3D e una stazione meteorologica. Grazie al progetto “Aida”, gli studenti sono stati in grado di elaborare programmi di scrittura ad hoc per i loro compagni disabili. Come la tastiera interattiva del pc capace di effettuare la sintesi vocale di un testo e di sezionarlo». Abilità e passione che i giovani potranno utilizzare nella prosecuzione degli studi universitari o in ambito lavorativo. «Qualunque strada imboccheranno, avranno la certezza di avere avuto una formazione di alto livello» dice la dirigente dell’istituto di viale Nenni». «Dieci anni fa è stato attivato anche l’indirizzo di Scienze umane. Economia politica e Diritto sono i due pilastri portanti – sottolinea Cappai –. Materie con cui gli alunni dovranno confrontarsi per l’intero quinquennio. Sono elementi imprescindibili se si vogliono conoscere il mondo e le sue dinamiche. Dopo il diploma, buona parte dei ragazzi iscritti a questo corso opta per la prosecuzione degli studi nelle facoltà di Giurisprudenza o Economia e Commercio».

L’unica nota dolente resta, quindi, il Classico. «Mi piacerebbe che ci fosse più consapevolezza, anche tra i genitori, sull’importanza delle cosiddette lingue “morte” – sostiene la dirigente del Galilei –. Il greco e il latino sono più vive che mai e, come la matematica, servono per acquisire anche nozioni di logica e forniscono solide basi formative. Ecco perché dobbiamo preservarle». E se la tradizione fa rima con gli idiomi dei nostri avi, l’innovazione non può prescindere dall’uso dell’inglese e del francese.

«Al Liceo delle Scienze umane abbiamo inserito anche lo spagnolo» informa la preside che non manca di parlare del progetto “Frisali world”. «Nell’ultimo decennio – dice – ha permesso ai nostri studenti di trascorrere periodi di studio in Australia e in Argentina, passando per la Grecia».

In ultimo, ma non certo per l’importanza attribuita dalla scuola, ci sono i progetti scolastici per i ragazzi disabili. «Nel nostro istituto ce ne sono 23. Li coinvolgiamo attraverso lo sport – conclude Gavina Cappai –. Che si tratti di tiro con l’arco, nuoto o calcio a 5, poco importa. Quel che conta è abbattere le barriere. La diversità non deve e non può essere un ostacolo ma piuttosto un punto d’incontro. Un arricchimento personale».



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