Staff presidente, le opposizioni: stop alla legge
Pd, Progressisti, Leu, M5s: l’Aula non può occuparsi di questa mostruosità in piena emergenza Covid
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CAGLIARI. Una legge pessima, nel momento peggiore. Le opposizioni lo hanno detto: «In un battibaleno il governatore Solinas vuole quadruplicare gran parte del suo staff fra segretari, consulenti e portaborse. A parte l’assurdità di mettere su una struttura parallela, sarà una regione nella regione e dai costi pazzeschi, come si fa a pretendere che il Consiglio regionale si occupi di questa mostruosità in piena emergenza sanitaria?». Progressisti, Partito democratico, Leu e M5s hanno confermato che la discussione sul disegno di legge contestato dovrebbe cominciare dopo le elezioni amministrative, nell’aula della commissione riforme. «Il nostro appello è rivolto alla maggioranza di centrodestra: fermatevi». Prima di mettere in fila gli effetti negativi, secondo loro, della rivoluzione politico amministrativa, Massimo Zedda ha detto: «Questa riforma metterà in palio una fetta enorme di sottogoverno».
I numeri. Da 130 unità lo staff della presidenza passerebbe a 257, più 127 e un costo che raddoppierebbe: da 10,9 a 20 milioni. «Però – ha aggiunto Alessandro Solinas, M5s – il testo è zeppo di zone grigie e quel numero potrebbe addirittura lievitare fino a 531 unità. Una follia». È vero: la Regione avrebbe bisogno di una profonda manutenzione, l’attuale schema risale al 1977, «ma non la si può rivoluzionare con una decisione arrogante, imposta al Consiglio e ancora meno ai Comuni, che invece si devono arrangiare con organici ridotti al minimo», ha sottolineato Salvatore Corrias del Pd.
Novità contestate. Dal segretario della presidenza all’Ufficio studi, dai dipartimenti che raggruppano gli assessorati a un’infinità di esperti sparsi fra venti di direzioni generali: sono questi gli incarichi finiti nel mirino delle opposizioni. «Il governatore vuole diventare un monarca assoluto», sono state le parole di Desirè Manca dell’M5s. Laura Caddeo dei Progressisti ha aggiunto: «Con questa mega struttura, vuole emarginare anche il Consiglio regionale. Serve una ribellione contro una legge oltre i limiti della democrazia». Secondo Maria Laura Orrù, Progressisti, «questo riempimento del potere servirà a piazzare solo gli amici degli amici, che saranno arruolati per chiamata diretta».
I numeri. Da 130 unità lo staff della presidenza passerebbe a 257, più 127 e un costo che raddoppierebbe: da 10,9 a 20 milioni. «Però – ha aggiunto Alessandro Solinas, M5s – il testo è zeppo di zone grigie e quel numero potrebbe addirittura lievitare fino a 531 unità. Una follia». È vero: la Regione avrebbe bisogno di una profonda manutenzione, l’attuale schema risale al 1977, «ma non la si può rivoluzionare con una decisione arrogante, imposta al Consiglio e ancora meno ai Comuni, che invece si devono arrangiare con organici ridotti al minimo», ha sottolineato Salvatore Corrias del Pd.
Novità contestate. Dal segretario della presidenza all’Ufficio studi, dai dipartimenti che raggruppano gli assessorati a un’infinità di esperti sparsi fra venti di direzioni generali: sono questi gli incarichi finiti nel mirino delle opposizioni. «Il governatore vuole diventare un monarca assoluto», sono state le parole di Desirè Manca dell’M5s. Laura Caddeo dei Progressisti ha aggiunto: «Con questa mega struttura, vuole emarginare anche il Consiglio regionale. Serve una ribellione contro una legge oltre i limiti della democrazia». Secondo Maria Laura Orrù, Progressisti, «questo riempimento del potere servirà a piazzare solo gli amici degli amici, che saranno arruolati per chiamata diretta».
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