Covid, una degenza con vista su Porto Cervo
A disposizione del sistema sanitario anche il Luci di la mutagna di proprietà della famiglia Kassam
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ARZACHENA. È un pezzo di storia della Costa Smeralda e del turismo a quattro stelle. L’hotel “Luci di la muntagna” è stato uno dei primi alberghi costruiti a Porto Cervo. Oggi la struttura ricettiva che si affaccia sulla Marina si è messa a disposizione per garantire l'isolamento delle persone contagiate da Covid 19, positive asintomatici, paucisintomatiche e dei loro contatti stretti. Solo qualche giorno fa aveva ospitato i concorrenti del Rally storico Costa Smeralda.
L’albergo di proprietà di Fateh Kassam, padre di Farouk rapito nel 1992, dal 2013 è gestito dall’imprenditore Andrea Temussi. Oggi l’albergo con piscina e suite è uno dei pochi aperti sul territorio andato in letargo subito dopo l’estate. Ha quindi una disponibilità di posti letto immediata per garantire l’accoglienza dei pazienti Covid.
Per il momento è l’unico albergo in Gallura inserito nella lista selezionate dall’Ats. Ancora una volta il “Luci di la muntagna” si rende protagonista dei suoi tempi e scrive una nuova pagina di storia, anche se molto diversa dalla sua tradizione. L’albergo bianco e azzurro è stato progettato dall’architetto Michele Busiri Vici, lo stesso che disegnò la chiesetta di Stella Maris. Nei primi anni Sessanta, Busiri Vici insieme a Luigi Vietti e Jacque Couelle furono chiamati dal principe Karim Aga Khan per dare forma al suo sogno smeraldo. Tutti entrarono a far parte del Comitato per l’architettura della Costa Smeralda.
Il “Luci di la muntagna” rispecchia l’essenza dello stile di Busiri Vici, in cui convergevano elementi diversi dell’architettura mediterranea, tipici di Marocco, Spagna, Grecia, Tunisia. Ed ecco infatti la fisionomia dell’albergo dalle linee morbide e bianche, le grandi terrazze. Nel corso degli anni l’albergo è stato ampliato rispetto al nucleo originale e rinnovato più volte, fino agli ultimi lavori di ristrutturazione che sono stati eseguiti nel 2014.
L’albergo di proprietà di Fateh Kassam, padre di Farouk rapito nel 1992, dal 2013 è gestito dall’imprenditore Andrea Temussi. Oggi l’albergo con piscina e suite è uno dei pochi aperti sul territorio andato in letargo subito dopo l’estate. Ha quindi una disponibilità di posti letto immediata per garantire l’accoglienza dei pazienti Covid.
Per il momento è l’unico albergo in Gallura inserito nella lista selezionate dall’Ats. Ancora una volta il “Luci di la muntagna” si rende protagonista dei suoi tempi e scrive una nuova pagina di storia, anche se molto diversa dalla sua tradizione. L’albergo bianco e azzurro è stato progettato dall’architetto Michele Busiri Vici, lo stesso che disegnò la chiesetta di Stella Maris. Nei primi anni Sessanta, Busiri Vici insieme a Luigi Vietti e Jacque Couelle furono chiamati dal principe Karim Aga Khan per dare forma al suo sogno smeraldo. Tutti entrarono a far parte del Comitato per l’architettura della Costa Smeralda.
Il “Luci di la muntagna” rispecchia l’essenza dello stile di Busiri Vici, in cui convergevano elementi diversi dell’architettura mediterranea, tipici di Marocco, Spagna, Grecia, Tunisia. Ed ecco infatti la fisionomia dell’albergo dalle linee morbide e bianche, le grandi terrazze. Nel corso degli anni l’albergo è stato ampliato rispetto al nucleo originale e rinnovato più volte, fino agli ultimi lavori di ristrutturazione che sono stati eseguiti nel 2014.
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