Aeroporto di Olbia a F2i piace l’idea dell’asse a nord
di Marco Bittau
L’esperto Coni: «Il passaggio di mano apre le porte a scenari nuovi e interessanti» La gestione in comune con lo scalo di Alghero «è un’opportunità di crescita»
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OLBIA. La prospettiva di un polo aeroportuale nel nord Sardegna sull’asse Olbia-Alghero incassa i primi consensi. «Sarà una grande opportunità», dice con convinzione Mauro Coni, ingegnere e professore associato di Strade, ferrovie e aeroporti all’Università di Cagliari, uno dei massimi esperti di trasporti in Sardegna. Certo, è l’alba di una rivoluzione ed è presto per esprimere giudizi compiuti, ma la notizia dell’acquisizione dell’80% di Geasar da parte del fondo F2i e quindi del passaggio di mano dell’aeroporto Costa Smeralda oggi apre le porte verso nuovi e interessanti scenari.
«Al netto di piani e strategie che ancora non si conoscono, in una Sardegna sempre più divisa e polarizzata creare i presupposti per una forte sinergia tra Olbia e Alghero è una novità positiva – dice Mauro Coni, che è anche ex assessore alla Mobilità e trasporti del Comune di Cagliari e consulente di enti e amministrazioni –. Vedo la gestione comune dei due scali come una opportunità di integrazione di territori diversi che possono fare sistema pur conservando le loro caratteristiche e peculiarità. Vale per Olbia che ha sempre puntato sulla forte stagionalità e sulla qualità della sua offerta, e vale anche per Alghero che storicamente ha fatto scelte diverse».
Tutto si inquadra in un processo di modernizzazione del sistema dei trasporti che sta cambiando profondamente e velocemente. «Tanto che la politica deve inseguire – affonda Coni – alla Sardegna manca un adeguato piano dei trasporti e questo significa non scegliere. È un problema annoso che nessuna parte politica ha mai risolto».
Regione alla finestra, dunque, mentre fuori il mercato regna incontrastato. «È evidente che l’operazione finanziaria che ha portato F2i ad acquisire il controllo di Geasar ha un obiettivo di lucro e di rafforzamento della posizione del fondo italiano nel mercato delle gestioni aeroportuali – aggiunge Coni – ciò non toglie che per la Sardegna abbia comunque un grande valore strategico. Fare sistema e integrare significa ottimizzare l’operatività dei due aeroporti con sinergie mai viste prima. Penso alla forte stagionalità del Costa Smeralda che d’estate conta numeri da record, al limite della saturazione. Un problema che potrebbe adesso trovare una soluzione. In questo senso la gestione comune di F2i può essere un facilitatore. E ancora, basta pensare al maggiore potere contrattuale sul mercato che assicura l’amministrazione comune di due aeroporti, soprattutto da parte di un gruppo imprenditoriale che già gestisce direttamente o partecipa alla gestione di diversi importanti scali. Una sorta di network dove il nord Sardegna a questo punto entra di diritto e può anche diventare protagonista. In ogni caso, un salto di qualità».
Secondo Mauro Coni, condizione importante per la buona riuscita dell’operazione F2i è che le esperienze di gestione positive non vadano disperse, ma anzi possano consolidarsi. «È il caso di Geasar – precisa – che ha saputo interpretare al meglio la governance moderna di un aeroporto, diventato polo di attrazione di imprese ed eventi culturali, volano di iniziative e punto di riferimento per il territorio.
@marcobittau. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Al netto di piani e strategie che ancora non si conoscono, in una Sardegna sempre più divisa e polarizzata creare i presupposti per una forte sinergia tra Olbia e Alghero è una novità positiva – dice Mauro Coni, che è anche ex assessore alla Mobilità e trasporti del Comune di Cagliari e consulente di enti e amministrazioni –. Vedo la gestione comune dei due scali come una opportunità di integrazione di territori diversi che possono fare sistema pur conservando le loro caratteristiche e peculiarità. Vale per Olbia che ha sempre puntato sulla forte stagionalità e sulla qualità della sua offerta, e vale anche per Alghero che storicamente ha fatto scelte diverse».
Tutto si inquadra in un processo di modernizzazione del sistema dei trasporti che sta cambiando profondamente e velocemente. «Tanto che la politica deve inseguire – affonda Coni – alla Sardegna manca un adeguato piano dei trasporti e questo significa non scegliere. È un problema annoso che nessuna parte politica ha mai risolto».
Regione alla finestra, dunque, mentre fuori il mercato regna incontrastato. «È evidente che l’operazione finanziaria che ha portato F2i ad acquisire il controllo di Geasar ha un obiettivo di lucro e di rafforzamento della posizione del fondo italiano nel mercato delle gestioni aeroportuali – aggiunge Coni – ciò non toglie che per la Sardegna abbia comunque un grande valore strategico. Fare sistema e integrare significa ottimizzare l’operatività dei due aeroporti con sinergie mai viste prima. Penso alla forte stagionalità del Costa Smeralda che d’estate conta numeri da record, al limite della saturazione. Un problema che potrebbe adesso trovare una soluzione. In questo senso la gestione comune di F2i può essere un facilitatore. E ancora, basta pensare al maggiore potere contrattuale sul mercato che assicura l’amministrazione comune di due aeroporti, soprattutto da parte di un gruppo imprenditoriale che già gestisce direttamente o partecipa alla gestione di diversi importanti scali. Una sorta di network dove il nord Sardegna a questo punto entra di diritto e può anche diventare protagonista. In ogni caso, un salto di qualità».
Secondo Mauro Coni, condizione importante per la buona riuscita dell’operazione F2i è che le esperienze di gestione positive non vadano disperse, ma anzi possano consolidarsi. «È il caso di Geasar – precisa – che ha saputo interpretare al meglio la governance moderna di un aeroporto, diventato polo di attrazione di imprese ed eventi culturali, volano di iniziative e punto di riferimento per il territorio.
@marcobittau. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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