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Didattica a distanza, i presidi in attesa di Solinas

Didattica a distanza, i presidi in attesa di Solinas

Il Dpcm impone almeno il 75% alle Superiori, la Regione potrebbe arrivare a 100. Oggi tutti in classe

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CAGLIARI. Almeno il 75 per cento di didattica a distanza e nelle scuole la campanella mai suonerà prima delle 9. Così c’è scritto sull’ultimo Dpcm del governo Conte, ma questa percentuale è tutta da interpretare e anche l’orario potrebbe essere spostato ancora più avanti. Oggi per i presidi degli istituti secondari sarà la giornata «dell’organizziamoci fino al 24 novembre». Sempre che, nel frattempo, il governatore Solinas non decida di chiudere del tutto i licei. A quel punto ogni problema sarebbe risolto all’origine, ma per ora non pare che sia questa l’intenzione della Regione.

Didattica. Non ci sono dubbi: le prescrizioni scatteranno da domani. Oggi saranno solo spiegate di persona a insegnanti e studenti, dopo semmai anche l’arrivo di una circolare più chiara del ministero della pubblica istruzione, oppure della direzione scolastica regionale. Anche se i presidi, come si sa, hanno piena autonomia nell’organizzare entrate e uscite.

Prima direttiva. Il Dpcm impone d’incrementare la didattica a distanza almeno del 75 per cento. Il che vorrebbe dire, ad esempio, ogni 200 studenti: 150 a casa di fronte al computer e 50 nelle aule. Bisognerà vedere se i presidi decideranno di calcolare la percentuale sul totale degli studenti di questo o quell’istituto superiore, oppure la conteggeranno su ciascuna classe. Ancora: ci sarà alternanza fra chi dovrà seguire le lezioni da casa e quanti dovranno essere presenti a scuola? Chissà. Oggi le varie griglie saranno messe a punto e non dovrebbero più cambiare fino al 24 novembre.

Seconda direttiva. Sempre a leggere l’ultimo decreto, i presidi dovranno «modulare gli orari d’ingresso e d’uscita», per evitare assembramenti davanti alle scuole, alle fermate dei pullman e soprattutto a bordo dei bus. L’orario d’ingresso è stabilito, non dovrà essere comunque prima delle 9, quello d’uscita no. È quindi probabile che oggi anche il secondo possa essere scaglionato dalle 13 in poi. Sono tutte ipotesi, ma oggi i presidi una decisione definitiva dovranno prenderla.

Terza direttiva. Il Dpcm ipotizza, senza imporla, anche la possibilità dei doppi turni. Era questa una delle alternative proposte da parte delle Regioni, che erano comunque per la chiusura totale, ma respinta dal Governo come soluzione definitiva.

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