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Su trasporti e chiusure Solinas tratta con Roma

Su trasporti e chiusure Solinas tratta con Roma

Slitta ancora l’ordinanza del presidente della Regione: decisione forse oggi Potrebbero essere decisivi i segnali incoraggianti dalla curva dei contagi

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CAGLIARI. Altre 24 ore di riflessione e limature: l’ordinanza numero 49 è slittata ancora. Il governatore Christian Solinas sarebbe in attesa del via libera romano per la chiusura parziale di porti e aeroporti. Sarà una «barriera sanitaria» concordata comunque con i vari ministeri, per evitare strascichi giudiziari nelle aule del Tar, com’è accaduto a settembre. Mentre sugli altri due punti chiave dell’ordinanza in preparazione – cento per cento nella didattica a distanza nelle scuole superiori e orari di apertura dei locali pubblici – il governatore avrebbe già concordato una griglia col Comitato tecnico scientifico regionale. Gli ultimi dati ufficiali sulla catena di contagi confermano che, in questi giorni, la Sardegna è in fase calante rispetto ai picchi della scorsa settimana. È proprio la diminuzione dei positivi una delle condizioni previste dall’ultimo Dpcm del Governo, perché le Regioni possano adottare prescrizioni diverse da quelle nazionali. Se la discesa dovesse essere confermata anche oggi, Solinas dovrebbe firmare l’ordinanza in tarda serata dopo un confronto con i capigruppo di maggioranza e opposizioni del Consiglio regionale.

Le differenze. Il Dpcm, com’è ormai chiaro, non ha imposto nessuna limitazione negli spostamenti fra le regioni. Non è andato oltre la semplice raccomandazione: evitate il pendolarismo fra i Comuni se non per motivi di lavoro, salute, studio e necessità. Come annunciato, invece, Solinas vorrebbe ridurre innazitutto i collegamenti con la penisola, soprattutto quelli aerei, per evitare possibili contagi dall’esterno. Però, come detto, per questa prescrizione è indispensabile l’accordo preliminare con il Governo e la trattativa è in corso. Sulla didattica a distanza negli istituti superiori, invece, Solinas può e potrà agire in piena autonomia. Perché imponendo il cento per cento degli studenti a casa, la sua sarebbe una decisione più restrittiva rispetto al Dpcm, che prevede il 75 per cento, e quindi il Governo non avrebbe nulla da obiettare. Infine, c’è il capitolo degli orari per bar e ristoranti. Da lunedì, stando a Palazzo Chigi, la chiusura per tutti è alle 18, ma Solinas vorrebbe allungare le aperture. Sostenuta anche dal Comitato tecnico-scientifico, una delle sue ultime ipotesi è prorogarle fino alle 21 per le consumazioni al bar, con i clienti seduti ai tavolini, e alle 23 per i ristoranti. Ma tutto dipenderà dall’andamento dei contagi e sarà il bollettino ufficiale di oggi a far da spartiacque. Perché il decreto nazionale lascia sì una discreta discrezionalità ai governatori ma solo nei casi in cui siano in grado di evitare assembramenti e che «nei loro territori l’andamento dei contagi sia stabile». Sono due condizioni che da sempre il Comitato tecnico scientifico regionale tiene sotto controllo, e gli ultimi monitoraggi sarebbero tutt’altro che negativi. Quindi, l’apertura più lunga per bar e ristoranti sembra essere possibile. Oggi, con l’ordinanza, si capirà fino a che punto Solinas s’è spinto, sfruttando le varie possibilità previste dal decreto Conte.

Le tappe. Stando a un’agenda ufficiosa, stamattina il governatore dovrebbe definire la bozza con gli esperti, che sono Giovanni Sotgiu e Stefano Vella. Poi, in tarda mattina, concordarla con il ministro per gli affari regionali, Francesco Boccia, e infine presentarla alla conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale convocata per il primo pomeriggio. Per quella che è stata ribattezzata la Consulta tecnico-politica, oggi sarà la seconda riunione. La prima risale a venerdì scorso, quando il Dpcm non esisteva ancora, e quindi le intenzioni del Governo erano ancora ufficiose. Comunque, nonostante pochi giorni fa non ci fosse ancora un testo al centro del confronto, i capigruppo avevano raggiunto l’accordo sulla necessità di rallentare la diffusione del virus, puntando sulle scuole superiori (con didattica a distanza) e su riduzioni della movida soprattutto nelle città. Poi sull’esigenza di azzerare qualunque tipo di cerimonia e allo stesso tempo aumentare i controlli a tappeto nelle zone più a rischio assembramenti. Con Solinas che, alla fine di quel lungo vertice allargato, aveva assicurato: «La prossima ordinanza verrà condivisa prima di entrare in vigore», e così sarà. (ua)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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