Medici, in 777 rispondono all’appello
Entro questa settimana le prime 300 assunzioni a tempo delle cinquecento previste per affrontare l’emergenza sanitaria
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CAGLIARI. I medici hanno risposto in massa all’appello dell’Ats: 777 domande per 500 posti. «È l’ennesima conferma del senso di responsabilità e partecipazione collettiva della categoria, compresi i colleghi più giovani, nell’affrontare l’emergenza», è il commento a caldo di chi indossa il camice da molti anni ed è in prima linea sin dall’inizio della pandemia. Stavolta la manifestazione d’interesse era riservata ai medici laureati non specializzandi iscritti all’Ordine. La selezione è cominciata subito e i primi posti, dovrebbero essere almeno 300, saranno assegnati entro questa settimana. Le procedure di assunzione, come ribadito dall’Azienda unica, saranno rapidi e semplici, come tra l’altro era previsto sin da marzo dal ministero della salute, con una deroga al tetto massimo della spesa per la sanità pubblica. L’Ats ci ha messo qualche mese di troppo per sfruttare la finestra, ma alla fine, undici giorni fa, ha pubblicato il bando.
Contratto. Mettere assieme la graduatoria non sarà per nulla complicato. I criteri stabiliti sono solo due: l’anno di laurea e l’anzianità di iscrizione. Poi ci saranno le chiamate immediate, con un’unica incognita: il candidato potrebbe comunque rinunciare perché la sede assegnata è troppo lontano dal Comune di residenza. «Certo, è una possibilità, ma vedrete che a rifiutare l’incarico saranno in pochissimi», fanno sapere dall’Ordine dei medici. In ogni caso, grazie alle oltre 200 domande in più, non dovrebbero rimanere posti vacanti. I contratti saranno a tempo fino a un massimo di sei mesi, ma – come previsto dal ministero della salute – potranno essere prorogati fino a quando non sarà revocato lo stato d’emergenza.
Mansioni. Stando a quanto previsto dal bando, i 500 medici saranno assegnati «in tutte le sedi dell’Ats per far fronte alle esigenze straordinarie ed urgenti derivanti dalla diffusione del Covid 19». Nel dettaglio, gran parte dei neo assunti saranno assegnati alle Unità territoriali di assistenza, le Usca, ma anche agli ospedali per dar respiro ai medici in prima linea sin dall’inizio della pandemia. Quindi, una quota consistente sarà impegnata nella fase della prevenzione, che continua a essere considerata fondamentale per intercettare i positivi ancor prima che debbano essere ricoverati in ospedale. Delle oltre 30 Usca previste dall’assessorato – com’è stato sottolineato più volte in Consiglio regionale – alcune funzionano da settimane a pieno regime, mentre altre, proprio a causa della mancanza di personale, non riescono ancora a tenere il passo delle segnalazioni che arrivano dai medici di base. Diversi assunti, infine, saranno assegnati agli ambulatori delle otto Aziende socio-sanitarie locali: Cagliari, Medio Campidano, Sulcis-Iglesiente, Oristano, Nuoro, Ogliastra, Sassari e Gallura. Ooppure saranno assegnati ai reparti ospedalieri oggi in sofferenza. È possibile comunque che se il numero di contagi dovesse avere un nuovo picco, siano assunti più dei 500 medici previsti dal bando.
Anestesisti. A parte la chiamata dei neo laureati, il vero problema continuano a essere i vuoti in organico nelle terapie intensive. Come si sa da tempo, a mancare sono soprattutto anestesisti e rianimatori, indispensabili per garantire l’assistenza 24 ore su 24 ai pazienti intubati, quelli più gravi. Stando alle tabelle ministeriali, ogni 10 posti sono necessari almeno 40 operatori fra specialisti, infermieri e operatori sanitari. Ma è un rapporto che in Sardegna è quasi impossibile da rispettare, anche se nei mesi scorsi – sfruttando un altro bando – la Regione ha reclutato diversi medici iscritti al secondo e al terzo anno delle scuole di specializzazione. Però i vuoti in organico ci sono ancora.
Infermieri. L’emergenza Covid ha messo a nudo anche un secondo buco nero nel sistema sanitario regionale: mancano 4.500 infermieri, secondo l’ultima denuncia del sindacato Nursing Up, che l’altro giorno è sceso in piazza per protestare contro «turni di lavoro non più sostenibili». È possibile che presto l’Ats pubblichi anche un bando per assumere infermieri a tempo? È molto probabile. (ua)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Contratto. Mettere assieme la graduatoria non sarà per nulla complicato. I criteri stabiliti sono solo due: l’anno di laurea e l’anzianità di iscrizione. Poi ci saranno le chiamate immediate, con un’unica incognita: il candidato potrebbe comunque rinunciare perché la sede assegnata è troppo lontano dal Comune di residenza. «Certo, è una possibilità, ma vedrete che a rifiutare l’incarico saranno in pochissimi», fanno sapere dall’Ordine dei medici. In ogni caso, grazie alle oltre 200 domande in più, non dovrebbero rimanere posti vacanti. I contratti saranno a tempo fino a un massimo di sei mesi, ma – come previsto dal ministero della salute – potranno essere prorogati fino a quando non sarà revocato lo stato d’emergenza.
Mansioni. Stando a quanto previsto dal bando, i 500 medici saranno assegnati «in tutte le sedi dell’Ats per far fronte alle esigenze straordinarie ed urgenti derivanti dalla diffusione del Covid 19». Nel dettaglio, gran parte dei neo assunti saranno assegnati alle Unità territoriali di assistenza, le Usca, ma anche agli ospedali per dar respiro ai medici in prima linea sin dall’inizio della pandemia. Quindi, una quota consistente sarà impegnata nella fase della prevenzione, che continua a essere considerata fondamentale per intercettare i positivi ancor prima che debbano essere ricoverati in ospedale. Delle oltre 30 Usca previste dall’assessorato – com’è stato sottolineato più volte in Consiglio regionale – alcune funzionano da settimane a pieno regime, mentre altre, proprio a causa della mancanza di personale, non riescono ancora a tenere il passo delle segnalazioni che arrivano dai medici di base. Diversi assunti, infine, saranno assegnati agli ambulatori delle otto Aziende socio-sanitarie locali: Cagliari, Medio Campidano, Sulcis-Iglesiente, Oristano, Nuoro, Ogliastra, Sassari e Gallura. Ooppure saranno assegnati ai reparti ospedalieri oggi in sofferenza. È possibile comunque che se il numero di contagi dovesse avere un nuovo picco, siano assunti più dei 500 medici previsti dal bando.
Anestesisti. A parte la chiamata dei neo laureati, il vero problema continuano a essere i vuoti in organico nelle terapie intensive. Come si sa da tempo, a mancare sono soprattutto anestesisti e rianimatori, indispensabili per garantire l’assistenza 24 ore su 24 ai pazienti intubati, quelli più gravi. Stando alle tabelle ministeriali, ogni 10 posti sono necessari almeno 40 operatori fra specialisti, infermieri e operatori sanitari. Ma è un rapporto che in Sardegna è quasi impossibile da rispettare, anche se nei mesi scorsi – sfruttando un altro bando – la Regione ha reclutato diversi medici iscritti al secondo e al terzo anno delle scuole di specializzazione. Però i vuoti in organico ci sono ancora.
Infermieri. L’emergenza Covid ha messo a nudo anche un secondo buco nero nel sistema sanitario regionale: mancano 4.500 infermieri, secondo l’ultima denuncia del sindacato Nursing Up, che l’altro giorno è sceso in piazza per protestare contro «turni di lavoro non più sostenibili». È possibile che presto l’Ats pubblichi anche un bando per assumere infermieri a tempo? È molto probabile. (ua)
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