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Sassari, Babudieri: «Ai primi sintomi chiamare il medico»

Sassari, Babudieri: «Ai primi sintomi chiamare il medico»

Coronavirus, l’Aou di Sassari: così si iniziano prima le terapie e non si intasa il pronto soccorso

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SASSARI. L’Aou di Sassari corre ai ripari, converte reparti, allestisce ospedali da campo, si inventa nuovi posti letto per far fronte all’emergenza Covid. Ma il pronto soccorso continua ad essere ogni giorno sotto pressione. «Esiste certamente – afferma Mario Oppes, direttore del Pronto soccorso – una sproporzione tra l’offerta di posti letto del sistema e i bisogni da soddisfare. E questo naturalmente allunga di molto la permanenza dei pazienti in pronto soccorso. Il numero dei pazienti da ricoverare per Covid-19 nel corso della settimana è cresciuto di circa il 50 per cento, e in questi ultimi 3 giorni sono stati ricoveri in media al giorno 15 pazienti positivi al test».

«Il sovraffollamento ospedaliero di utenti positivi si può fermare soltanto se i cittadini capiranno che ai primi sintomi devono immediatamente contattare le autorità sanitarie territoriali. Saranno queste a confermare la diagnosi quindi iniziare immediatamente le terapie a domicilio». A dirlo è il professor Sergio Babudieri, direttore della Clinica di Malattie infettive che in questi giorni è una delle strutture sotto pressione per l’alto numero di ricoveri. «Nei reparti Covid dell’Aou ci sono centinaia di persone guarite anche da situazioni clinicamente gravissime – prosegue Babudieri –, applichiamo con successo gli stessi protocolli terapeutici usati in tutta Italia. In Pronto soccorso arrivano quei pazienti che hanno trascurato i primi sintomi, senza avere avuto una diagnosi precoce dell'infezione e senza aver iniziato a domicilio quelle terapie che avrebbero impedito il ricovero ospedaliero. È vero c’è stanchezza e tensione nell’assistere decine di pazienti con "fame d'aria" e sempre più critici. Ma il nostro personale, adeguatamente formato sull’uso dei Dpi, non è mai arretrato di un solo centimetro».

Intanto, per far fronte alle difficoltà di gestione del Pronto soccorso l’Aou sta mettendo in campo una serie di interventi strutturali e organizzativi che permetteranno di migliorare la fase di attesa del posto letto. Infatti, oltre alle tre tende installate nei giorni scorsi, i tecnici stanno realizzando una struttura amovibile che sarà installata nel piazzale del Pronto soccorso e che potrà ospitare 12 pazienti in carico alla struttura diretta da Oppes e che si trovano in attesa di essere trasferiti nei reparti di degenza. Una sorte di “polmone” che consentirà di fronteggiare al meglio l’elevato numero di pazienti in arrivo in queste ultime settimane e che darà una boccata d’ossigeno all’unità operativa per le emergenze.

Ma per decongestionare concretamente il Pronto soccorso, anche gli utenti devono fare la loro parte. Perciò, il direttore del presidio sassarese, Bruno Contu, rinnova l’appello: «In caso di sintomi simili al Covid gli utenti devono chiamare il proprio medico di famiglia o quello di continuità assistenziale. Non devono presentarsi al Pronto soccorso – afferma – salvo in presenza di importanti sintomi. Si tratta di semplici regole che nella prima fase della pandemia sono state utilissime e che, ancora di più, valgono adesso per non congestionare l'attività del Pronto soccorso, che rimane sempre il presidio per tutte le emergenze-urgenze». (lu.so.)

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