I dubbi del Governo: «Pronti a impugnare la riforma sanitaria»

Due rilievi mossi alla legge varata a settembre dal Consiglio No a pensionati-manager e a un elenco su base locale

CAGLIARI. Il Governo ha messo nel mirino la riforma della sanità, leggi ritorno delle Asl, approvata a settembre dal Consiglio regionale. Palazzo Chigi non è entrato nel merito della mappa territoriale votata dalla maggioranza di centrodestra, ma due rilievi li ha fatti. Ha chiesto la correzione immediata di alcuni articoli o altrimenti impugnerà la legge. Tra l’altro alla Regione ha imposto tempi stretti per rimediare, entro metà novembre, e in questi giorni Giunta e presidenza del Consiglio regionale stanno decidendo come replicare.

Le contestazioni. Gli articoli messi in discussione sono due ed entrambi riguardano le nomine di commissari e direttori generali delle nascenti otto Aziende sanitari. Il primo riguarda la possibilità che la Regione possa ingaggiare come traghettatori anche manager in pensione. Secondo il Governo, in base alla legge Madia, questo non è possibile e comunque i neo commissari dovrebbero lavorare gratis. L’ipotesi non era prevista nella bozza iniziale della riforma, ma poi, con un emendamento, era passata comunque. Ora Palazzo Chigi ha intimato la correzione dell’articolo. L’altro punto critico, invece, riguarda l’elenco regionale dei manager per la gestione della sanità pubblica. Il Governo ha fatto sapere che «questa ipotesi non è contemplata, perché l’unico elenco ammesso è quello nazionale». È una contestazione, quella della regionalizzazione delle nomine, che i partiti di opposizione avevano sollevato durante il dibattito in aula, ma a suo tempo la maggioranza di centrodestra non aveva voluto sentire ragioni fino ad approvare anche questo passaggio. A imporre un altolà preventivo ci ha pensato comunque il Governo, imponendo anche questa seconda correzione. È però difficile che il centrodestra subisca e basta. Nel dibattito la Giunta aveva replicato così al fuoco di fila delle opposizioni: «L’elenco regionale esiste in Trentino e quindi anche la Sardegna può averne un suo». Fatte queste premesse, è quindi molto probabile che si arrivi a un braccio di ferro fra la Regione e Palazzo Chigi.

Nomine. Il commissario straordinario dell’Ats, Massimo Temussi, ha fatto un primo cambiamento nello staff. Nei giorni scorsi aveva nominato direttore amministrativo facente funzioni Antonio Tognotti, ma dopo poco tempo l’ha sostituito con Emidio di Virgilio, al quale è stato assegnato lo stesso incarico ma definitivo. Sarebbe stato un normale passaggio di consegne e non dovrebbero esserci altri retroscena. Invece è su altre nomine, sono quelle recenti dei responsabili delle Aziende socio-sanitarie in procinto di essere sostituite dalle Asl, che ci sarebbe stata più di un fibrillazione in maggioranza. Secondo alcuni partiti, uno dovrebbe essere l’Udc, il commissario sarebbe andato ben oltre i poteri previsti dall’incarico assegnatogli neanche un mese fa. La verità però è questa: buona parte del centrodestra sarebbe indispettito dalla mancata scelta da parte della Giunta dei commissari delle Asl. C’era una scadenza, ma è saltata senza un vero perché. Finora l’unica nomina è stata quella all’Ats-Ares, delle altre invece non c’è ancora traccia e qualcuno ha cominciato a protestare. (ua)

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