CAMBI VOLTO A UNA CITTÀ DEGRADATA
di GIANNI BAZZONI
Non c’è tempo per festeggiare. I tempi sono cambiati rispetto a cinque anni fa quando la città sferrò quello schiaffo pesante sul viso della vecchia politica e aprì le porte al laboratorio dei...
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Non c’è tempo per festeggiare. I tempi sono cambiati rispetto a cinque anni fa quando la città sferrò quello schiaffo pesante sul viso della vecchia politica e aprì le porte al laboratorio dei grillini. É cambiato quasi tutto, e non solo perchè è in atto una crisi economica e sociale pesantissima, una emergenza sanitaria di dimensioni mondiali. Porto Torres ha deciso di dare fiducia al centrosinistra ma non è un ritorno al passato. É una apertura di credito alla persona che ha parlato chiaro e ha definito alleanze alla luce del sole. E lo sguardo sarà rivolto proprio alle scelte, alla gestione di una vittoria che fin da subito vedrà nuovi arrivi pronti a saltare sul carro del vincitore che fino a ieri avevano dato come sicuro sconfitto. Dovrà stare attento il nuovo sindaco, perchè - come sa bene - c’è più da fare che stare a guardare, sarà una lotta continua, ogni giorno. Non è un novellino della politica Massimo Mulas, a fare il sindaco ci pensava da bambino, era il suo sogno. Ora è realtà. Conosce le priorità: rimettere a nuovo una città sporca e degradata, dare risalto alle potenzialità del porto e del parco nazionale dell’Asinara dove Porto Torres è quasi assente. E poi creare opportunità per attirare aziende e insediamenti produttivi compatibili con un ambiente (quello dell’area industriale) da risanare senza più esitazioni. Si può fare, ma serviranno concentrazione e tanta determinazione. Con il pensiero sempre rivolto alla città che l’ha premiato e non ai giochi dei partiti. Quelli non servono più, negli anni hanno fiaccato la resistenza di Porto Torres. Il laboratorio del M5S ha già le porte chiuse, si riparte dal centrosinistra e da una città che non molla mai ma che ha già dimostrato la sua severità di giudizio.
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