Il gol più bello di Mulas: «La priorità? Il lavoro»
di Gavino Masia
Da bomber a sindaco: «C’è molto da fare per riscattare anni di abbandono»
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PORTO TORRES. É stato un abile centravanti. Ma quando i suoi compagni di squadra gli pronosticavano un futuro in nazionale lui sognava di fare il sindaco di Porto Torres. Un desiderio coltivato sin da bambino che ieri è diventato realtà per Massimo Mulas, 49 anni, dipendente di Terna, juventino doc, amante del mare e profondamente legato ai valori della Sardegna.
«Sono molto emozionato perché questo è il coronamento del lavoro di una vita – dice subito il neo primo cittadino – e anche un sogno che si avvera nel giorno più bello. É vero, sognavo di fare il sindaco e ci sono riuscito. Ora sono consapevole del fatto che avrò tanto da fare, ma è un momento bellissimo».
Parole cariche di emozione che il candidato della coalizione di centrosinistra scandisce con un po’ di commozione ringraziando la coalizione civica autonomistica per il supporto nel rush finale di un ballottaggio dominato dal primo all’ultimo voto. Davanti alla sede di via Sassari si respira aria di festa, ed è felicità vera. Forse perchè la vittoria non era poi così scontata.
«Io invece me l’aspettavo questa vittoria, senza alcuna presunzione – aggiunge Mulas –, in virtù dell’alleanza creata con le liste guidate da Franco Satta: da loro ho ricevuto lealtà sotto tutti i punti di vista e non lo dimenticherò. Un percorso che abbiamo deciso di affrontare assieme subito dopo il primo turno elettorale, confrontando programmi che contemplavano diversi punti in comune da portare avanti».
Le dediche personali di Massimo Mulas per questo successo sono al fratello Mauro, alla moglie e ai due figli. «Hanno subito la mia passione infinita per questa città, la voglia di mettermi in gioco e di riportare Porto Torres alla posizione che merita nel contesto territoriale e regionale. Creare nuova occupazione è possibile nelle attività di bonifica dell’area industriale, nel risanamento dei litorali e nelle infrastrutture per la futura metanizzazione della città». Ma il nuovo sindaco crede che i posti di lavoro è possibile crearli anche nel settore della portualità e della logistica, considerando che lo scalo marittimo turritano rappresenta da sempre una delle principali porte d’accesso al Mediterraneo. «La nautica e le costruzioni e manutenzioni navali devono costituire un ambito importante della vita economica di crescita e sviluppo, basta crederci e ragionarci con i vertici dell’Autorità di sistema portuale».
Tante le idee che ha in testa il nuovo primo cittadino di Porto Torres, che chiede però collaborazione ad ampio raggio per cercare di invertire il trend negativo che ha aleggiato per tanti, troppi anni.
Porto Torres, una città dalle mille potenzialità, sedotta e abbandonata dopo aver sacrificato migliaia di ettari del proprio territorio per fare il bene della Sardegna. «Ci sarà molto da lavorare per poter risolvere i tanti problemi che affliggono la nostra comunità – chiarisce Massimo Mulas – e per fare questo ci vuole anche la collaborazione di chi ha perso questa sfida politica: le buone idee devono diventare un nostro patrimonio, perché la città riparte solo se riusciamo a fare squadra, coesi rispetto ad un futuro che dobbiamo costruire tutti assieme. Tutta la comunità, non solo una parte di essa, deve contribuire alla rinascita».
Un richiamo alla collaborazione che Massimo Mulas ha inserito nel suo programma, aprendo soprattutto i ragionamenti agli enti e alle istituzioni dell’area vasta, in prospettiva della futura Città Metropolitana. Dove Porto Torres e Alghero, col porto e l’aeroporto, sono le vie di accesso principali dove transitano milioni di visitatori. Oggi Massimo Mulas prenderà coscienza del suo nuovo ruolo politico, e uno dei primi provvedimenti da sindaco sarà sull’emergenza sanitaria.
«Cercherò di dare serenità ai cittadini – assicura –, chiedendo ai medici di base di essere un punto di riferimento. Le difficoltà ci sono, ma se ciascuno svolge al meglio e con responsabilità il proprio ruolo, riusciremo a fronteggiare questa emergenza che non fa sconti a nessuno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Sono molto emozionato perché questo è il coronamento del lavoro di una vita – dice subito il neo primo cittadino – e anche un sogno che si avvera nel giorno più bello. É vero, sognavo di fare il sindaco e ci sono riuscito. Ora sono consapevole del fatto che avrò tanto da fare, ma è un momento bellissimo».
Parole cariche di emozione che il candidato della coalizione di centrosinistra scandisce con un po’ di commozione ringraziando la coalizione civica autonomistica per il supporto nel rush finale di un ballottaggio dominato dal primo all’ultimo voto. Davanti alla sede di via Sassari si respira aria di festa, ed è felicità vera. Forse perchè la vittoria non era poi così scontata.
«Io invece me l’aspettavo questa vittoria, senza alcuna presunzione – aggiunge Mulas –, in virtù dell’alleanza creata con le liste guidate da Franco Satta: da loro ho ricevuto lealtà sotto tutti i punti di vista e non lo dimenticherò. Un percorso che abbiamo deciso di affrontare assieme subito dopo il primo turno elettorale, confrontando programmi che contemplavano diversi punti in comune da portare avanti».
Le dediche personali di Massimo Mulas per questo successo sono al fratello Mauro, alla moglie e ai due figli. «Hanno subito la mia passione infinita per questa città, la voglia di mettermi in gioco e di riportare Porto Torres alla posizione che merita nel contesto territoriale e regionale. Creare nuova occupazione è possibile nelle attività di bonifica dell’area industriale, nel risanamento dei litorali e nelle infrastrutture per la futura metanizzazione della città». Ma il nuovo sindaco crede che i posti di lavoro è possibile crearli anche nel settore della portualità e della logistica, considerando che lo scalo marittimo turritano rappresenta da sempre una delle principali porte d’accesso al Mediterraneo. «La nautica e le costruzioni e manutenzioni navali devono costituire un ambito importante della vita economica di crescita e sviluppo, basta crederci e ragionarci con i vertici dell’Autorità di sistema portuale».
Tante le idee che ha in testa il nuovo primo cittadino di Porto Torres, che chiede però collaborazione ad ampio raggio per cercare di invertire il trend negativo che ha aleggiato per tanti, troppi anni.
Porto Torres, una città dalle mille potenzialità, sedotta e abbandonata dopo aver sacrificato migliaia di ettari del proprio territorio per fare il bene della Sardegna. «Ci sarà molto da lavorare per poter risolvere i tanti problemi che affliggono la nostra comunità – chiarisce Massimo Mulas – e per fare questo ci vuole anche la collaborazione di chi ha perso questa sfida politica: le buone idee devono diventare un nostro patrimonio, perché la città riparte solo se riusciamo a fare squadra, coesi rispetto ad un futuro che dobbiamo costruire tutti assieme. Tutta la comunità, non solo una parte di essa, deve contribuire alla rinascita».
Un richiamo alla collaborazione che Massimo Mulas ha inserito nel suo programma, aprendo soprattutto i ragionamenti agli enti e alle istituzioni dell’area vasta, in prospettiva della futura Città Metropolitana. Dove Porto Torres e Alghero, col porto e l’aeroporto, sono le vie di accesso principali dove transitano milioni di visitatori. Oggi Massimo Mulas prenderà coscienza del suo nuovo ruolo politico, e uno dei primi provvedimenti da sindaco sarà sull’emergenza sanitaria.
«Cercherò di dare serenità ai cittadini – assicura –, chiedendo ai medici di base di essere un punto di riferimento. Le difficoltà ci sono, ma se ciascuno svolge al meglio e con responsabilità il proprio ruolo, riusciremo a fronteggiare questa emergenza che non fa sconti a nessuno».
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