Vincere al primo turno non porta bene
Chi ottiene il miglior risultato all’inizio poi viene sconfitto nella seconda tornata
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PORTO TORRES. Non porta bene vincere al primo turno, perchè poi per chissà quale mistero inesplorato il favorito viene sconfitto 15 giorni dopo al ballottaggio.
È la terza volta che accade in quindici anni a Porto Torres e la vittoria di Massimo Mulas ne è l’ennesima conferma. Alessandro Pantaleo era in netto vantaggio e - diciamolo chiaramente - i partiti della coalizione del centrodestra e lo staff dell’ingegnere avevano messo già in cascina la conquista della poltrona di sindaco.
In fin dei conti era una formalità, anche se l’intesa tra Massimo Mulas e Franco Satta ha un po’ scombinato le previsioni. C’era però fiducia, nel senso che gli elettori non si muovono con la consolle di un videogioco: non è che dici a migliaia di persone dei andare a votare tizio solo perchè lo dice il candidato di riferimento. Non funziona mai, o quasi. E spesso anzi produce l’effetto contrario. Se poi vengono annunciate forze esterne che vengono a dare man forte e a dare ulteriori istruzioni, ecco che la vittoria certa può anche trasformarsi in una sconfitta a sorpresa.
Nel 2015 il candidato del centrosinistra Luciano Mura aveva ottenuto il 29,96 per cento, mentre Sean Christian Wheeler - candidato dell’ultima ora del M5S - si era attestato sul 26,98. A quella sfida partecipò anche Massimo Mulas con tre liste civiche e sfiorò il 12 per cento. A conti fatti la vittoria sembrava alla portata di Mura, invece ci fu un voto di “ribellione”, più contro che a favore. Wheeler venne premiato con 8458 voti e un incredibile (allora) 72,74 per cento, il sindaco uscente andò poco oltre il 27 per cento.
Il M5S stavolta è rimasto fuori dal ballottaggio, troppo poco il 10 per cento, ma quanto basta per aprire una riflessione sul futuro.
È la terza volta che accade in quindici anni a Porto Torres e la vittoria di Massimo Mulas ne è l’ennesima conferma. Alessandro Pantaleo era in netto vantaggio e - diciamolo chiaramente - i partiti della coalizione del centrodestra e lo staff dell’ingegnere avevano messo già in cascina la conquista della poltrona di sindaco.
In fin dei conti era una formalità, anche se l’intesa tra Massimo Mulas e Franco Satta ha un po’ scombinato le previsioni. C’era però fiducia, nel senso che gli elettori non si muovono con la consolle di un videogioco: non è che dici a migliaia di persone dei andare a votare tizio solo perchè lo dice il candidato di riferimento. Non funziona mai, o quasi. E spesso anzi produce l’effetto contrario. Se poi vengono annunciate forze esterne che vengono a dare man forte e a dare ulteriori istruzioni, ecco che la vittoria certa può anche trasformarsi in una sconfitta a sorpresa.
Nel 2015 il candidato del centrosinistra Luciano Mura aveva ottenuto il 29,96 per cento, mentre Sean Christian Wheeler - candidato dell’ultima ora del M5S - si era attestato sul 26,98. A quella sfida partecipò anche Massimo Mulas con tre liste civiche e sfiorò il 12 per cento. A conti fatti la vittoria sembrava alla portata di Mura, invece ci fu un voto di “ribellione”, più contro che a favore. Wheeler venne premiato con 8458 voti e un incredibile (allora) 72,74 per cento, il sindaco uscente andò poco oltre il 27 per cento.
Il M5S stavolta è rimasto fuori dal ballottaggio, troppo poco il 10 per cento, ma quanto basta per aprire una riflessione sul futuro.
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