mater olbia
Altri sei posti in terapia intensiva attivi da questo pomeriggio
OLBIA. Diciotto infermieri, sei anestesisti e tre operatori socio sanitari: personale in più che, a partire da questo pomeriggio alle 15, consentirà al Mater Olbia di attivare anche sei posti di...
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OLBIA. Diciotto infermieri, sei anestesisti e tre operatori socio sanitari: personale in più che, a partire da questo pomeriggio alle 15, consentirà al Mater Olbia di attivare anche sei posti di terapia intensiva nell’area Covid. La richiesta presentata alla Regione è stata dunque accolta e le degenze possono essere attivate.
Si sta invece ancora aspettando il via libera per gli ulteriori sei posti di assistenza ordinaria che vanno ad aggiungersi ai 22 già in funzione, dei quali otto di terapia sub intensiva. Alla fine saranno 34 i posti letto nella zona rossa del Mater Olbia (allestita nel blocco due), che viene raggiunta dalle ambulanze seguendo un percorso separato e sicuro.
«Si ricorda una volta di più che tutti i posti letto dedicati ai malati Covid, in ambiente a pressione negativa - si legge in una nota del Mater - si trovano in un reparto completamente isolato dal resto dell’ospedale e sono assistiti da personale dedicato esclusivamente a questo settore. Grazie a queste misure precauzionali, non si arrestano le ordinarie attività diagnostiche e l’assistenza ospedaliera a favore di tutti i pazienti non Covid e non vengono nemmeno sospesi i nuovi ricoveri».
Si sta invece ancora aspettando il via libera per gli ulteriori sei posti di assistenza ordinaria che vanno ad aggiungersi ai 22 già in funzione, dei quali otto di terapia sub intensiva. Alla fine saranno 34 i posti letto nella zona rossa del Mater Olbia (allestita nel blocco due), che viene raggiunta dalle ambulanze seguendo un percorso separato e sicuro.
«Si ricorda una volta di più che tutti i posti letto dedicati ai malati Covid, in ambiente a pressione negativa - si legge in una nota del Mater - si trovano in un reparto completamente isolato dal resto dell’ospedale e sono assistiti da personale dedicato esclusivamente a questo settore. Grazie a queste misure precauzionali, non si arrestano le ordinarie attività diagnostiche e l’assistenza ospedaliera a favore di tutti i pazienti non Covid e non vengono nemmeno sospesi i nuovi ricoveri».
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