fondi ai gruppi
Condanna confermata in appello per Mario Diana: 5 anni e 3 mesi
CAGLIARI. Il reato di falso è prescritto, per uno dei fatti di peculato riferito a una spesa di ottomila euro è arrivata l’assoluzione. Il 13 luglio del 2018 l’ex presidente del gruppo regionale Pdl...
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CAGLIARI. Il reato di falso è prescritto, per uno dei fatti di peculato riferito a una spesa di ottomila euro è arrivata l’assoluzione. Il 13 luglio del 2018 l’ex presidente del gruppo regionale Pdl Mario Diana era stato condannato a cinque anni e mezzo, la Corte d’Appello presieduta da Giovanni Lavena ha respinto in parte il ricorso firmato dagli avvocati Pierluigi Concas e Massimo Delogu e ha chiuso il processo-bis con uno sconto di due mesi e venti giorni: cinque anni, tre mesi e dieci giorni la pena sulla quale dovrà fare le sue valutazioni la Corte di Cassazione, se la difesa deciderà di ricorrere ancora.
Alla fine quindi Diana è rimasto inchiodato a quei libri preziosi acquistati coi fondi del gruppo che la polizia giudiziaria gli trovò a casa e che gli costarono il carcere con l’accusa di peculato continuato. Così come sono rimaste intatte le accuse relative ad altre situazioni in cui Diana avrebbe autorizzato spese al di fuori dai criteri d’uso dei fondi.
L’ex capo della destra è interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, come dire che la sua carriera politica è finita a meno che la Cassazione non lo riabiliti. La difesa ha sempre contestato l'ammontare delle uscite attribuite a Diana, finito a giudizio immediato per aver speso o fatto spendere illegalmente 220 mila euro tratti dai fondi destinati all'attività del suo gruppo tra marzo 2009 e maggio 2012. (m.l)
Alla fine quindi Diana è rimasto inchiodato a quei libri preziosi acquistati coi fondi del gruppo che la polizia giudiziaria gli trovò a casa e che gli costarono il carcere con l’accusa di peculato continuato. Così come sono rimaste intatte le accuse relative ad altre situazioni in cui Diana avrebbe autorizzato spese al di fuori dai criteri d’uso dei fondi.
L’ex capo della destra è interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, come dire che la sua carriera politica è finita a meno che la Cassazione non lo riabiliti. La difesa ha sempre contestato l'ammontare delle uscite attribuite a Diana, finito a giudizio immediato per aver speso o fatto spendere illegalmente 220 mila euro tratti dai fondi destinati all'attività del suo gruppo tra marzo 2009 e maggio 2012. (m.l)
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