La Nuova Sardegna

A Tempio i pm al lavoro già da fine agosto

di Tiziana Simula
A Tempio i pm al lavoro già da fine agosto

Anche nel tribunale gallurese si indaga per epidemia colposa: ai raggi x il weekend di Ferragosto

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TEMPIO. È stata quella di Tempio la prima Procura a muoversi sulle tracce dei focolai Covid nelle discoteche della Costa Smeralda. Epidemia colposa è l’ipotesi di reato su cui indaga il procuratore di Tempio, Gregorio Capasso. Un’inchiesta scattata a fine agosto, condotta per mesi sottotraccia e nel riserbo più assoluto, che ha preso il via inizialmente sotto forma di attività conoscitiva e sfociata poi nell’apertura di due fascicoli con attività di indagine che riguardano i contagi da coronavirus e i controlli nelle discoteche sul rispetto dei protocolli di sicurezza. Al vaglio della magistratura quanto è successo nei giorni a cavallo di Ferragosto (e non solo) sulle piste da ballo della Costa Smeralda e nelle strutture alberghiere delle più importanti località turistiche della Gallura, diventate improvvisamente focolai, con un’escalation impressionante di contagi tra turisti e lavoratori. Tanto da trasformare la Sardegna, fino ad allora Covid free, in un focolaio balzato all’attenzione delle cronache nazionali con i casi del Billionaire di Porto Cervo e del Country club a Porto Rotondo, dove un gruppo di ragazzi romani reduci da Ibiza, risultati poi positivi, il 9 agosto partecipò a una serata nel locale e poi proseguì il tour in altre discoteche e ristoranti della Costa.

L’inchiesta gallurese per ora è a carico di ignoti e mira ad accertare se siano stati rispettati o meno i protocolli anti covid nelle discoteche e nei locali. Ciò anche dopo l’allarme lanciato dalle organizzazioni sindacali in seguito all’esplosione dei primi casi, ad agosto. In particolare, la Cgil Gallura denunciò le condizioni critiche in cui versavano i lavoratori del turismo in relazione alla pandemia. Non a caso sotto la lente della Procura ci sono soprattutto i contagi al Billionaire, dove molti lavoratori risultarono positivi al Covid, ma anche quelli in un resort di Santo Stefano. Una cosa è certa: da fine agosto la polizia giudiziaria lavora a 360 gradi su due fronti: quello dei contagi e quello dei controlli. Già diverse le attività d’indagine, dall’audizione di testimoni all’acquisizione di materiale e informazioni utili. Nelle mani del procuratore anche filmati che documentano le serate in alcuni locali della Costa. Sono video circolati sui social o pubblicati da testate online da cui appare chiaro che il distanziamento tra il popolo della notte che si divertiva sotto le stelle smeraldine non era affatto una priorità da rispettare.

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