Nuove “zone rosse” Domani la decisione
di Matteo Guidelli
Emilia, Veneto e Friuli anticipano l’esecutivo varando la stretta
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ROMA. Arriva l'ulteriore stretta delle Regioni per evitare che al prossimo monitoraggio molte di loro finiscano in zona rossa: nelle prossime ore sono attese le ordinanze dei governatori di Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia, per porre un freno a spostamenti e assembramenti, e il sindaco di Napoli Luigi De Magistris annuncia per domani un «ampio provvedimento» che non si fermerà alla chiusura di singole strade. Ma sulla Campania, che da giorni ha una situazione ospedaliera sotto stress e difficoltà nella trasmissione dei dati, si muove ora anche il governo, che fino a domani non aggiornerà l'elenco delle regioni in zona arancione o rossa: si valuta la possibilità di aprire nuovi Covid hotel e rafforzare la presenza di Esercito e Protezione Civile a partire proprio dal capoluogo campano. Con i contagi che hanno superato la soglia simbolica del milione di casi e con quasi 29.500 persone ricoverate nei reparti ordinari degli ospedali, un numero mai raggiunto neanche durante la prima ondata, la necessità di frenare rapidamente la curva dei contagi resta la priorità del premier Giuseppe Conte e della maggioranza. Il governo non si muoverà però prima dell'arrivo dei nuovi dati: perché le misure introdotte con i Dpcm del 24 ottobre e del 3 novembre cominciano a produrre i primi, seppur minimi, effetti positivi; e perché saranno solo e soltanto i parametri «oggettivi e scientifici» a determinare eventuali passaggi da una zona all'altra. Passaggio comunque scontato per le 4 regioni per le quali il presidente dell'Istituto superiore di Sanita Silvio Brusaferro ha chiesto un anticipo delle misure restrittive: Campania, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna. «Dobbiamo aspettarci che in base al flusso dei dati e ad un'accurata analisi con i parametri stabiliti», conferma il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, alcune Regioni possano vedere un «innalzamento del loro livello di guardia». La linea del governo non esclude però che le regioni possano fare ordinanze più restrittive e procedere in autonomia, ad esempio per limitare l'apertura dei negozi nel fine settimana. Emilia Romagna, Veneto e Friuli sono attualmente in zona gialla ma alcuni parametri le collocano nello scenario 4, il peggiore, quello che se dovessero aggravarsi ulteriori indicatori le farebbe slittare automaticamente nella zona rossa. L'obiettivo dei governatori è dunque di anticipare le misure per tentare di finire «solo» in zona arancione e ridurre l'impatto sull'economia dei territori. «Ci saranno tre ordinanze, una per ogni regione» spiega il governatore del Veneto Luca Zaia sottolineando che i provvedimenti saranno diversi ma seguiranno tutti lo stesso principio: evitare «gli assembramenti» e far rispettare «le regole, per chi non se le è fatte ancora entrare in testa». Una delle misure potrebbe riguardare bar e ristoranti: l'ipotesi è quella di mettere la consumazione obbligatoria al tavolo e ridurre il numero di persone che possono stare sedute rispetto alle 4 indicate nel Dpcm, ha detto il presidente del Friuli Massimilano Fedriga. E ci saranno interventi anche per limitare gli spostamenti e regolare l'apertura dei negozi. Non si muoverà il governatore della Campania Vincenzo De Luca, che è tornato a chiedere al prefetto la «rapida definizione» di un piano di controlli di polizia che possano evitare i «clamorosi assembramenti fuori controllo» visti a Napoli. Nelle prossime ore il capo del Dipartimento Angelo Borrelli dovrà valutare con la Regione quali sono le esigenze prioritarie e definire gli interventi. De Luca aveva già chiesto dei medici, ma non è escluso possano anche essere inviati uno o più ospedali da campo, tenendo conto che nei magazzini del commissario Arcuri ci sono ancora 1.300 ventilatori per le terapie intensive.
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