Nassiriya, una ferita aperta dopo 17 anni
Calvisi: «Rendiamo omaggio ai nostri caduti». Pais: «Siamo sempre vicini alla famiglia di Silvio Olla»
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SASSARI. Nella giornata del ricordo dei caduti italiani nelle missioni internazionali il sottosegretario alla Difesa, Giulio Calvisi, ha ricordato il 17esimo anniversario dell’attentato di Nassirya, in Iraq, costato la vita a 19 italiani: «Rendiamo omaggio alla loro memoria e ci stringiamo ai loro familiari nel ricordo del sacrificio dei loro cari. Questa giornata coincide anche con l’anniversario dell'attentato di Nassiriya. Ricordiamo quel terribile giorno in cui 17 militari impegnati nell’operazione “Antica Babilonia” e due civili aggregati al contingente, caddero tragicamente a seguito di un vile attentato. Tra loro due uomini della gloriosa Brigata Sassari, il Capitano Massimo Ficuciello e il Maresciallo Capo Silvio Olla».
«Sono trascorsi 17 anni dalla strage di Nassiriya ma il ricordo della tragedia è sempre più presente in noi tutti e serve da monito per il futuro. L'intolleranza e la violenza non devono prendere il sopravvento e minare la democrazia –, dice il presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, che ha ricordato il 12 novembre del 2003, quando un camion imbottito di esplosivo fu lanciato a tutta velocità contro una palazzina di tre piani nella base Maestrale a Nassiriya. Nell'attentato morirono 12 carabinieri, 5 soldati, due civili italiani e 9 iracheni. Tra le vittime anche il maresciallo capo dell'esercito Silvio Olla, appena 32enne. «Il cordoglio dell'assemblea, per nulla scalfito dal tempo, va alla famiglia di Silvio Olla – prosegue Pais – e a tutti i congiunti delle vittime dell’odio in ogni parte del mondo. Il dolore per le vite stroncate 17 anni fa è forte. Il sacrificio di chi ha immolato la propria vita per servire il Paese impegnandosi in una missione internazionale per riportare la pace in territori martoriati dalla guerra, non può essere dimenticato. Le istituzioni devono ricordare a tutti, ma soprattutto ai più giovani, gli atti eroici compiuti dai nostri ragazzi impegnati nelle missioni all'estero».
«Sono trascorsi 17 anni dalla strage di Nassiriya ma il ricordo della tragedia è sempre più presente in noi tutti e serve da monito per il futuro. L'intolleranza e la violenza non devono prendere il sopravvento e minare la democrazia –, dice il presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, che ha ricordato il 12 novembre del 2003, quando un camion imbottito di esplosivo fu lanciato a tutta velocità contro una palazzina di tre piani nella base Maestrale a Nassiriya. Nell'attentato morirono 12 carabinieri, 5 soldati, due civili italiani e 9 iracheni. Tra le vittime anche il maresciallo capo dell'esercito Silvio Olla, appena 32enne. «Il cordoglio dell'assemblea, per nulla scalfito dal tempo, va alla famiglia di Silvio Olla – prosegue Pais – e a tutti i congiunti delle vittime dell’odio in ogni parte del mondo. Il dolore per le vite stroncate 17 anni fa è forte. Il sacrificio di chi ha immolato la propria vita per servire il Paese impegnandosi in una missione internazionale per riportare la pace in territori martoriati dalla guerra, non può essere dimenticato. Le istituzioni devono ricordare a tutti, ma soprattutto ai più giovani, gli atti eroici compiuti dai nostri ragazzi impegnati nelle missioni all'estero».
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