San Martino sta andando a tutta birra
di Roberto Sanna
Nasce la prima “artigianale” realizzata con l’acqua dell’azienda di Codrongianos. Un esperimento, ma è già boom di prenotazioni
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Sulle qualità dell’acqua San Martino, pluripremiata nei vari concorsi e ricercatissima dai consumatori, nessuno discute. La novità è che adesso è diventata anche la base per una birra artigianale che ha già scatenato la curiosità del mondo brassicolo: la storica azienda di Codrongianos, in collaborazione col birrificio artigianale Ispruma di
Selargius, ha appena messo in commercio una blonde-ale che, oltre ad allietare le serate (prevalentemente casalinghe) di questo difficile periodo, è già contornata da un alone di unicità dovuta alla sua produzione limitata.
Un’idea che viaggia a cavallo tra sfida e promessa, nata dall’iniziativa dell’amministratore delegato Luca Simula: «Quella di produrre una birra con la nostra acqua minerale è un sogno che ho coltivato praticamente da sempre – racconta – e a frenarmi erano state le perplessità che un po’ tutti hanno sempre espresso: buona la San Martino, mi dicevano, ma troppo particolare per poter dare vita a una birra altrettanto buona. Nel corso degli anni però il mondo brassicolo si è evoluto e pian piano l’idea ha cominciato a prendere corpo, ho capito che serviva soprattutto una buona ricetta».
E mentre sviluppava l’idea, Luca Simula ha avuto una grande intuizione di marketing: sondare il terreno attraverso un “fake” diffuso sui social network. «La risposta è stata impressionante, quel post con una bottiglia in realtà inesistente è letteralmente esploso – dice Simula –. Questo mi ha incoraggiato a proseguire la ricerca, ho capito che il prodotto avrebbe potuto funzionare».
La fase finale del progetto ha preso corpo poi nel momento meno favorevole, la scorsa primavera: «Durante il lockdown abbiamo preferito non piangerci addosso e anzi sfruttare il momento per inventarci qualcosa di nuovo. Abbiamo avviato la produzione all’inizio dell’estate e stiamo ancora andando avanti, chiaramente coi ritmi dettati dalle esigenze di un birrificio artigianale. L’idea è arrivare a 30mila bottiglie da vendere per la maggior parte su prenotazione on-line, purtroppo il canale Horeca, al quale comunque ci rivolgiamo insiame alle enoteche, in questo momento soffre perché è stretto dalle disposizioni governative. E la partenza è stata strepitosa, con seimila prenotazioni». Parlando di qualità e caratteristiche, si tratta di una «non filtrata, rifermentata in bottiglia – spiega l’ad della San Martino –. Tecnicamente definita una
blonde-ale, con una gradazione di 5
gradi, è una birra estremamente
piacevole, in cui risalta il gusto minerale caratteristico della San
Martino e sentori di agrumi. Mi piace sottolineare l’Ibu, cioè l’indice che indica l’amaro della birra, molto basso. L’amaro del luppolo, ben bilanciato, va a compensare le note dolci del malto Ilbrief per «una birra che possa coniugare la percezione del gusto unico e inconfondibile dei minerali
della nostra acqua ai migliori ingredienti naturali. Siamo infinitamente soddisfatti del risultato. Questo prodotto in edizione limitata
vuole essere un nostro messaggio di
positività e convivialità in un momento
storico certamente particolare».
Anche il marketing ovviamente vuole la sua parte e la San Martino ha investito anche su un packaging particolare con bicchieri personalizzati nelle confezioni e, per quanto riguarda le bottiglie, il design
propone una rappresentazione di San
Martino a cavallo e la carta in cotone
naturale e i tocchi d’oro sono stati studiati come un omaggio al colore della birra.
A questo punto resta solo da chiedersi se l’avventura della birra si chiuderà davvero il 31 dicembre: «Per ora nasce come “una tantum” – chiude Simula –, la nostra attività principale resta l’acqua minerale. Però siamo curiosi di vedere il riscontro, chissà».
Selargius, ha appena messo in commercio una blonde-ale che, oltre ad allietare le serate (prevalentemente casalinghe) di questo difficile periodo, è già contornata da un alone di unicità dovuta alla sua produzione limitata.
Un’idea che viaggia a cavallo tra sfida e promessa, nata dall’iniziativa dell’amministratore delegato Luca Simula: «Quella di produrre una birra con la nostra acqua minerale è un sogno che ho coltivato praticamente da sempre – racconta – e a frenarmi erano state le perplessità che un po’ tutti hanno sempre espresso: buona la San Martino, mi dicevano, ma troppo particolare per poter dare vita a una birra altrettanto buona. Nel corso degli anni però il mondo brassicolo si è evoluto e pian piano l’idea ha cominciato a prendere corpo, ho capito che serviva soprattutto una buona ricetta».
E mentre sviluppava l’idea, Luca Simula ha avuto una grande intuizione di marketing: sondare il terreno attraverso un “fake” diffuso sui social network. «La risposta è stata impressionante, quel post con una bottiglia in realtà inesistente è letteralmente esploso – dice Simula –. Questo mi ha incoraggiato a proseguire la ricerca, ho capito che il prodotto avrebbe potuto funzionare».
La fase finale del progetto ha preso corpo poi nel momento meno favorevole, la scorsa primavera: «Durante il lockdown abbiamo preferito non piangerci addosso e anzi sfruttare il momento per inventarci qualcosa di nuovo. Abbiamo avviato la produzione all’inizio dell’estate e stiamo ancora andando avanti, chiaramente coi ritmi dettati dalle esigenze di un birrificio artigianale. L’idea è arrivare a 30mila bottiglie da vendere per la maggior parte su prenotazione on-line, purtroppo il canale Horeca, al quale comunque ci rivolgiamo insiame alle enoteche, in questo momento soffre perché è stretto dalle disposizioni governative. E la partenza è stata strepitosa, con seimila prenotazioni». Parlando di qualità e caratteristiche, si tratta di una «non filtrata, rifermentata in bottiglia – spiega l’ad della San Martino –. Tecnicamente definita una
blonde-ale, con una gradazione di 5
gradi, è una birra estremamente
piacevole, in cui risalta il gusto minerale caratteristico della San
Martino e sentori di agrumi. Mi piace sottolineare l’Ibu, cioè l’indice che indica l’amaro della birra, molto basso. L’amaro del luppolo, ben bilanciato, va a compensare le note dolci del malto Ilbrief per «una birra che possa coniugare la percezione del gusto unico e inconfondibile dei minerali
della nostra acqua ai migliori ingredienti naturali. Siamo infinitamente soddisfatti del risultato. Questo prodotto in edizione limitata
vuole essere un nostro messaggio di
positività e convivialità in un momento
storico certamente particolare».
Anche il marketing ovviamente vuole la sua parte e la San Martino ha investito anche su un packaging particolare con bicchieri personalizzati nelle confezioni e, per quanto riguarda le bottiglie, il design
propone una rappresentazione di San
Martino a cavallo e la carta in cotone
naturale e i tocchi d’oro sono stati studiati come un omaggio al colore della birra.
A questo punto resta solo da chiedersi se l’avventura della birra si chiuderà davvero il 31 dicembre: «Per ora nasce come “una tantum” – chiude Simula –, la nostra attività principale resta l’acqua minerale. Però siamo curiosi di vedere il riscontro, chissà».
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