Solinas: convinto da Zedda La replica: lui non ascolta
di Umberto Aime
Scontro fra il governatore e il leader dei Progressisti che minaccia querele Le opposizioni presentano la mozione di sfiducia: Iv e la M5s Cuccu si sfilano
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CAGLIARI. L’indagine della procura della Repubblica di Cagliari, comunque vada a finire, ha scatenato un furioso tutti contro tutti in Consiglio regionale. Anche con la promessa di reciproche querele in una guerra ormai globale. Da una parte, a fianco del governatore Solinas, s’è schierato compatto il centrodestra. «Alla fine gli schizzi sporcheranno solo la faccia di chi ha scatenato l’ignobile macchina del fango», è stata una delle frasi, fra le più innocenti, dette da chi ha già prosciolto la Giunta da tutte le ipotesi di reato. Dimenticandosi, però, che a scatenare il ciclone sono stati proprio due consiglieri del centrodestra con le loro rivelazioni. Tra l’altro uno degli attori protagonisti – Angelo Cocciu, capogruppo di Forza Italia – è ritornato in Consiglio dopo le confidenze televisive, ma non ha voluto parlare con nessuno. Sul fronte opposto, si è schierata l’intera alleanza centrosinistra-5 stelle. Anche se sin da subito ha dovuto rinunciare a due delle 23 firme annunciate a sostegno della mozione di sfiducia contro il governatore Solinas. A saltare sono state quelle di Carla Cuccu del Movimento, «non sono stata consultata», e di Franco Stara, Italia Viva: «Sono un garantista e quindi contrario a qualunque processo in piazza ancor prima delle decisioni dei magistrati». Al di là delle schermaglie più o meno interne, da giorni i Palazzi sono polveriere.
Duello Solinas-Zedda. Da sempre ai ferri conti, i due si sono scontrati a muso duro anche sul caso discoteche. In un’intervista a La Repubblica, il governatore ha detto: «Quest’estate ad avermi convinto più di altri è stato l’intervento di Massimo Zedda, in Consiglio regionale, sui rischi per l’ordine pubblico, oltre che sanitario, se non avessimo riaperto le discoteche». Letta e riletta la dichiarazione dell’avversario, il leader dei Progressisti ha replicato: «Il presidente della Regione ascolta poco e non capisce quello che gli si dice. Oppure, come suo solito, cerca di spostare l'attenzione dalle domande alle quali non risponde da mesi sulla gestione dell’emergenza sanitaria, sulle sue ordinanze e sui pareri fantasma del Comitato tecnico-scientifico. Perché, invece, non ammette che la situazione ormai gli è sfuggita di mano?». Poi, con un secondo comunicato, sempre Zedda ha annunciato che querelerà «quanti hanno manipolato il suo intervento per montare un video diffamatorio (diventato virale sul web) e con cui è stato stravolto il senso delle mie parole». Conclusione: «I soldi recuperati con le querele saranno da me utilizzati per l’acquisto di macchinari sanitari».
La rissa. Il caso Sardegna-discoteche ormai tiene banco da giorni. Dopo la conferenza dell’altro giorno, le opposizioni hanno confermato: «La commissione d’inchiesta è indispensabile per scoprire tutti gli errori che sono stati commessi dalla Regione in questi mesi». Poi è stata la volta di Sinistra italiana: «Grazie alla copertura di Salvini e della Lega, in Sardegna c’è qualcuno che fa e disfa come vuole». Di fronte a questi continui attacchi, stavolta il centrodestra non è rimasto in silenzio. Il capogruppo del Psd’Az, Franco Mula, ha definito le scorribande del centrosinistra «atti di sciacallaggio politico contro chi ha sempre difeso la salute dei sardi e invece spesso gli è stato impedito di farlo proprio dal governo Pd-Cinque stelle». Letta la mozione di sfiducia presentata dal centrosinistra, in cui tra l’altro c’è scritto «la sanità è sull’orlo del baratro per colpa delle decisioni folli di Solinas», Stefano Tunis, Sardegna 20.Venti, ha commentato: «Invece di contrastare il Covid e votare le leggi necessarie, i partiti di opposizione vogliono solo far perdere tempo al Consiglio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Duello Solinas-Zedda. Da sempre ai ferri conti, i due si sono scontrati a muso duro anche sul caso discoteche. In un’intervista a La Repubblica, il governatore ha detto: «Quest’estate ad avermi convinto più di altri è stato l’intervento di Massimo Zedda, in Consiglio regionale, sui rischi per l’ordine pubblico, oltre che sanitario, se non avessimo riaperto le discoteche». Letta e riletta la dichiarazione dell’avversario, il leader dei Progressisti ha replicato: «Il presidente della Regione ascolta poco e non capisce quello che gli si dice. Oppure, come suo solito, cerca di spostare l'attenzione dalle domande alle quali non risponde da mesi sulla gestione dell’emergenza sanitaria, sulle sue ordinanze e sui pareri fantasma del Comitato tecnico-scientifico. Perché, invece, non ammette che la situazione ormai gli è sfuggita di mano?». Poi, con un secondo comunicato, sempre Zedda ha annunciato che querelerà «quanti hanno manipolato il suo intervento per montare un video diffamatorio (diventato virale sul web) e con cui è stato stravolto il senso delle mie parole». Conclusione: «I soldi recuperati con le querele saranno da me utilizzati per l’acquisto di macchinari sanitari».
La rissa. Il caso Sardegna-discoteche ormai tiene banco da giorni. Dopo la conferenza dell’altro giorno, le opposizioni hanno confermato: «La commissione d’inchiesta è indispensabile per scoprire tutti gli errori che sono stati commessi dalla Regione in questi mesi». Poi è stata la volta di Sinistra italiana: «Grazie alla copertura di Salvini e della Lega, in Sardegna c’è qualcuno che fa e disfa come vuole». Di fronte a questi continui attacchi, stavolta il centrodestra non è rimasto in silenzio. Il capogruppo del Psd’Az, Franco Mula, ha definito le scorribande del centrosinistra «atti di sciacallaggio politico contro chi ha sempre difeso la salute dei sardi e invece spesso gli è stato impedito di farlo proprio dal governo Pd-Cinque stelle». Letta la mozione di sfiducia presentata dal centrosinistra, in cui tra l’altro c’è scritto «la sanità è sull’orlo del baratro per colpa delle decisioni folli di Solinas», Stefano Tunis, Sardegna 20.Venti, ha commentato: «Invece di contrastare il Covid e votare le leggi necessarie, i partiti di opposizione vogliono solo far perdere tempo al Consiglio».
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