La Nuova Sardegna

Più posti letto e tracciamento il piano anti Covid di Solinas

di Umberto Aime
Più posti letto e tracciamento il piano anti Covid di Solinas

Il governatore: «I prossimi saranno per tutti noi 40 giorni di controffensiva» L’Ats punta a potenziare gli ospedali pubblici e a liberare i pronto soccorso

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CAGLIARI. La seconda ondata è stata peggio di una mazzata e questo purtroppo lo si sa da settembre. Ma la Sardegna ce la farà, oppure no, a rimanere agganciata il più possibile all’area gialla, che fra i tre colori governativi è quello meno inquietante? Sì, senza se e senza ma, per il presidente Christian Solinas. «I prossimi saranno per tutti noi 40 giorni di controffensiva», ha esordito nell’annunciare l’ultimo piano straordinario della Regione, chissà se sarà il definitivo. Lo ha presentato in una conferenza stampa on line, molto affollata, era presente l’intero stato maggiore della sanità, ma senza ammettere alcun contraddittorio esterno. Sin dall’inizio sono state impedite le domande in diretta. Soprattutto nei primi dieci minuti, i più politici, quando Solinas ha scandito tra l’altro: «Mentre altri alimentavano la paura, noi abbiamo lavorato per mettere al sicuro la Sardegna. Dove comunque la situazione è pienamente sotto controllo, a dispetto delle rappresentazioni che qualcuno tende a fare procurando allarme, l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno. Vogliamo restare fra le regioni gialle, consolidando la nostra posizione, che continua a essere fra le migliori in Italia, fino a quando non ci sarà finalmente un’inversione della curva epidemiologica». È stato questo il suo unico riferimento al caso choc della settimana: l’inchiesta della magistratura sull’ordinanza ferragostana, sui pareri del Comitato scientifico e sulle presunte pressioni, rivelate da altri, per riaprire le discoteche. Di rimbalzo è stata ancora questa la sua isolata replica alle contestazioni, stavolta politiche, rovesciategli addosso dai partiti d’opposizione negli ultimi giorni. Chiusa la parentesi dei veleni, Solinas ha lasciato campo libero ai tecnici – dall’assessore alla sanità, Mario Nieddu, al commissario dell’Ats-Ares Massimo Temussi – senza più intervenire.

Il piano. Dentro il «contenitore» è stato messo di tutto, per frenare l’avanzata del Covid: dai posti letto al tracciamento, dalla diagnosi precoce ai pronto soccorso fino alla «mobilitazione generale, perché abbiamo messo su un ottimo gioco di squadra», dirà Temussi, «facendo, dov’era necessario, non uno, ma due o tre passi indietro». Era indispensabile farlo: le criticità sono in agguato (testuale dalle tabelle ndr), o potrebbero esserlo da un momento all’altro. Sette incombono sull’area critica, i casi Covid conclamati, sei sugli asintomatici e tre sulla post ospedalizzazione. Sedici problemi in tutto, alcuni sono esplosi da più di un mese, ma con a fianco altrettante possibili soluzioni. «Abbiamo affinato quella collaborazione, all’interno della rete Covid, che è esistita anche quando i casi erano solo un migliaio, nella prima fase, per poi schizzare fino 10 volte tanto in autunno. Con questo piano modulare, di fatto abbiamo rafforzato, blindato, il sistema e ridurremo la pressione che esiste sugli ospedali Covid e sulla sanità in generale», ha sottolineato Nieddu.

Moduli d’attacco. Inseguendo ma non subendo la pandemia, nell’arco di 40 giorni, i posti letto Covid passeranno, da 392 a 848 negli ospedali, più i 132 in quelli privati e altri 26 di riserva, per arrivare ai 1006 comunicati pochi girni fa. Poi saranno decongestionati i pronto soccorso, è la seconda vera criticità, intercettando i casi positivi «il più possibile a monte», ha ribadito Temussi, e per riuscirci «abbiamo assunto e assumeremo ancora medici e infermieri fino a quando non potenzieremo al massimo i Servizi d’igiene, le Unità territoriali e i pool dei tracciatori». Per raggiungere l’obiettivo, però, dovrà migliorare anche ben altro: le comunicazioni con i medici di famiglia, il numero di tamponi e la velocità nel consegnare gli esiti. «Vogliamo ridurre tutti i tempi che esistono fra le varie fasi – ha detto il commissario Ats-Ares – Dobbiamo evitare che i ritardi provochino un’escalation dei sintomi e quindi il ricovero in ospedale di pazienti ormai gravi». Bisognerà evitare soprattutto la saturazione nelle terapie intensive e negli altri reparti Covid: se accadesse, sarebbe una tragedia. Le contromisure ci saranno, è stato confermato, anche per gli asintomatici: più terapie a domicilio e il telemonitoraggio degli isolati. «È questa la luce che tutti insieme dobbiamo vedere in fondo al tunnel», ha concluso l’assessore, facendo così scattare i fatidici 40 giorni della riscossa.

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