Oncologia dimezza le terapie la disperazione dei pazienti

A Nuoro il reparto ha traslocato per fare spazio agli Infettivi: si passerà da 40 chemio al giorno a 20 L’associazione dei malati annuncia un esposto in Procura. Da Fi a Leu: situazione inaccettabile  

NUORO. Il “trasloco” è ripreso ieri, di buonora. L’Oncologia del San Francesco, per ordine dei vertici di Ats, ha lasciato il piano tra la Rianimazione e l’Ematologia, destinato alla Terapia intensiva, per andare ad occupare l’ex Pediatria al terzo piano dell’ospedale nuorese. Il lavoro di trasferimento iniziato venerdì sera, quando ancora l’ufficialità della notizia non era stata resa nota, ha visto impegnato tutto il personale del reparto che per obbedire agli ordini imposti dall’azienda si è messo all’opera per cercare di riorganizzare gli ambulatori destinati ad accogliere i malati di tumore. «Ci stanno letteralmente buttando fuori – ha detto amareggiato un operatore, intento a spostare poltrone e schedari che custodiscono le cartelle cliniche dei pazienti –. Una nuova lista d’attesa è iniziata. I malati che dovevano presentarsi lunedì sono stati avvisati che la seduta salterà. Verranno richiamati successivamente. Chi ha voluto questa scelta, forse non si rende contro della gravità della situazione. Siamo riusciti a creare un reparto di eccellenza e ora lo si vuole distruggere». Sono più di 400 i pazienti in cura al San Francesco, e ogni settimana se ne aggiungono di nuovi. Arrivano da tutta la Sardegna. Il trasferimento del reparto comporterà un dimezzamento delle terapie e delle visite ambulatoriali (contro la media attuale di 40 sedute giornaliere, si passerà a un massimo di venti ndr), visto che lo spazio al terzo piano del nosocomio risulta inadeguato. Intanto gli avvocati dell’associazione dei malati oncologici “Vivere a colori”, Irene Melis e Maria Grazia Pastorino, annunciano che sporgeranno denuncia «affinché la Procura della Repubblica possa indagare e ravvisare tutte le fattispecie di reato connesse a questa situazione di denegata sanità».

«Stiamo parlando di pazienti fragili – dice Pina Cui, familiare di un malato – che necessitano di cure e di tanta umanità. Al San Francesco tutto questo è sempre stato garantito. Chi dall’alto prende queste decisioni, sa dei sacrifici che una persona è disposta a fare pur di farsi curare? Mia sorella domani avrebbe dovuto fare la chemio, ma venerdì le è stata annullata per via del trasloco in atto. Non sappiamo quando verrà ricontattata. Chi ha pianificato tutto questo – aggiunge – è a conoscenza del fatto che per i nostri malati una settimana senza terapia potrebbe essergli fatale? Chi occupa i “piani alti” dovrebbe fungere da padre di famiglia e cercare di curare tutti allo stesso modo. Questa non è una battaglia tra malati Covid e malati di cancro. È una lotta per la vita».

Al grido di allarme dei pazienti si unisce il deputato di Forza Italia, Pietro Pittalis: «Siamo in una situazione di emergenza ma ciò non toglie che alcuni ambiti debbano essere intoccabili. Piuttosto bisognerebbe potenziare il personale e garantire la salute a tutti. I pazienti oncologici non saranno lasciati soli. Chiedo l’intervento del presidente Solinas e dell’assessore alla Sanità. C’è da capire perché si è arrivati a tanto». Gli fa eco il consigliere regionale di Leu, Daniele Cocco: «Noto con dispiacere una progressiva destrutturazione dell’ospedale nuorese in cui, nonostante gli impegni presi dall’assessore Nieddu, si continuano a ridurre i servizi sanitari offerti con un’incessante emorragia del personale, trasferito in altri presidi regionali. Sono convinto della necessità di combattere il propagarsi del virus con tutti i mezzi, ma l’utilizzo degli spazi del reparto di Oncologia da destinare alla terapia intensiva è una previsione del medio periodo. Inoltre, l’attivazione di nuovi posti letto presuppone l’assegnazione di personale sanitario esperto che al momento non risulta disponibile, salvo penalizzare ulteriormente l’attività della chirurgia che opera già solo per le emergenze».

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