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il capogruppo di fratelli d’italia 

Mura: «Gli alleati non devono temerci noi saremo sempre leali e rispettosi»

Mura: «Gli alleati non devono temerci noi saremo sempre leali e rispettosi»

SASSARI. In questo momento è il partito più in forma. Non c’è sondaggio che non decreti la crescita di Fratelli d’Italia. Giorgia Meloni avrebbe addirittura superato il premier Giuseppe Conte nel...

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SASSARI. In questo momento è il partito più in forma. Non c’è sondaggio che non decreti la crescita di Fratelli d’Italia. Giorgia Meloni avrebbe addirittura superato il premier Giuseppe Conte nel gradimento degli italiani. E anche in Sardegna il partito nato dalle ceneri di An (ma non solo) inizia a pensare in grande. Un anno fa la conquista di Cagliari con Paolo Truzzu, oggi di fatto l’egemonia del comune di Oristano dove il sindaco Andrea Lutzu, due assessori e sette consiglieri hanno aderito a Fratelli d’Italia. Un’avanzata che non può che fare felice Francesco Mura, capogruppo in Consiglio regionale, nonché sindaco di Nughedu Santa Vittoria e segretario della provincia di Oristano di Fdi.

Come si spiega questa capacità di attrazione di Fdi?

«Giorgia Meloni e il gruppo nazionale hanno costruito il partito intorno a valori che danno responsabilità e certezza a chi vuole impegnarsi in politica. Il nostro partito arriva dal movimento giovanile di An, che oggi è maturo e ha una sua struttura nazionale. Agli occhi degli elettori e anche degli eletti in altri partiti questo fa una buona impressione. Noi siamo la generazione di Atreju cresciuta politicamente. Chi pensa che Fdi sia l’evoluzione di An sbaglia. Noi siamo quelli di Azione giovani».

Non crede che l’avanzata di Fdi infastidisca i vostri alleati di centrodestra, visto l’esodo di sindaci e consiglieri?

«Il rischio di un partito che cresce non va mai sottovalutato, ma io resto prudente con il pensiero alto e i piedi per terra. Quanto agli alleati, ricordo la migrazione da An verso Forza Italia e nessuno si pose il problema. Adesso l’evoluzione dell’andamento politico del centrodestra vede noi come partito che attrae. E chi tra gli alleati vede un problema nella nostra crescita sbaglia. Noi saremo sempre leali e rispettosi».

Salvini scende, Meloni sale: con la Lega è una sfida a destra. C’è un po’ di rivalità?

«Assolutamente no. Dal nostro punto di vista la Lega, come anche Forza Italia, sono alleati con cui condividere un percorso e vincere insieme».

Alle ultime comunali però il responso è stato negativo: ko tre ballottaggi su tre.

«Ma le ultime elezioni non sono solo i tre ballottaggi. Facendo la somma tra primo e secondo turno non siamo stati così sconfitti. Abbiamo vinto in diversi centri e siamo stati capaci di arrivare in tutti i comuni. Se penso che i partiti di sinistra per vincere si sono dovuti mascherare da civici e i 5 stelle sono scomparsi la sconfitta la misurerei in maniera minore. Senza contare che abbiamo perso in tre città che non governavamo. Ciò non toglie che sia opportuna una riflessione sulla mancata vittoria».

Dall’emergenza Covid alle polemiche sulle discoteche riaperte: come giudica l’azione della giunta Solinas?

«Io penso che non si debba mai essere appagati del lavoro. Dove c’è spazio per crescere si deve crescere e vedo che anche il presidente Solinas si sta spendendo per dedicarsi alla Sardegna con dedizione ed equilibrio. Governare oggi sotto l’attacco del Covid permette ad altri di uscire anche con azioni comunicative forti, ma la partita si giudica alla fine e sono convinto che Solinas e la sua maggioranza ne usciranno vincitori».

Quando ci sarà il rimpasto?

«È un argomento del tavolo politico a cui non siedo. Saranno il presidente con i partiti a stabilirlo».

Da sindaco ha una ricetta contro lo spopolamento?

«Bisogna lavorare alla autodeterminazione dell’individuo affinché ogni persona sia motivata a crescere socialmente, culturalmente ed economicamente. Non esiste una legge che fa rivivere i paesi, non basta riempire di soldi i Comuni. Se non si entra nella testa delle persone non cambierà mai nulla». (al.pi.)

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