Una strage con 140 vittime, 30 sarde

La tragedia della Moby Prince ha portato il lutto in 140 famiglie. Padri, madri, figli, sorelle, fratelli, nipoti, devastati dalla perdita e angosciati dall’idea di ciò che i loro cari avevano dovuto...

La tragedia della Moby Prince ha portato il lutto in 140 famiglie. Padri, madri, figli, sorelle, fratelli, nipoti, devastati dalla perdita e angosciati dall’idea di ciò che i loro cari avevano dovuto patire in quell’incidente davanti al porto di Livorno, il 10 aprile del 1991. Tra quelle 140 vittime c’erano anche 30 sardi. Adulti (il più anziano un uomo di 60 anni), e bambini (la più piccola aveva appena un anno).

Ecco i nomi di quelle donne e quegli uomini: Raimondo Brandano, 60 anni, e la moglie Maria Antonia Serra, 54, di San Teodoro; Gianfranco Campus (22), carabiniere di Birori; Angelo Canu (22), agente di custodia di Burgos, la moglie Alessandra Giglio, 26 anni, e le figlie Sara di 6 e Ilenia di un anno; Giuseppe Congiu, (24), carabiniere di Oliena; Angelita Demontis (24) e il fidanzato Pasqualino Piu (29) entrambi di Alghero; Daniele Furcas (38) e la moglie Gabriella Soro (30) di Silius; Maria Mela (45) di Buddusò; Gavino Bianco (39) di Ossi; Raimondo Vidili (22) di Bonarcado; Ugo Chessa (56) comandante del Moby Prince e la moglie Maria Giulia Ghezzano (52) di Cagliari; Tonino Sini (42) ingegnere di Pattada; Giovanni Filippeddu (48) e la moglie Maria Filigheddu (41) di Arzachena; Ignazio Pasqualino (37) di Cagliari; Paolo Mauro Mura (34 ), medico di bordo; Giovanni Campus (54) di Monti, radarista; Gianfranco Sara; Umberto Bartolozzi (47) della Maddalena; Salvatore Scanu (58) di Alà dei Sardi.

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