La birra spiegata su Zoom
di Roberto Sanna
“Questioni di luppolo”: l’Ais organizza un webinar con degustazione Il kit con 4 etichette allestito dai sommelier insieme alla birroteca Hamelin di Sassari
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L’amore per il luppolo (e anche per un po’ di normalità) non ha confini e può esplicitarsi anche attraverso uno schermo: “Questioni di luppolo” è il titolo dell’evento organizzato sulla piattaforma Zoom dall’Ais Sardegna per il prossimo 4 dicembre. Evento già sold-out che vedrà il sommelier degustatore ufficiale e relatore Antonio Furesi, curatore della Guida delle birre artigianali sarde, condurre gli oltre quaranta ammessi su un percorso di approfondimento su tendenze, stili e prospettive del mondo delle birre artigianali.
Approfondimento che, in questo caso, sarà incentrato proprio sulle birre luppolate. Con tanto di degustazione finale di quattro birre scelte proprio sul tema.
«L’idea è quella di raccontare il ruolo del luppolo nella produzione, come i vari birrifici giostrano con questa materia prima, raccontare gli stili che sfruttano il luppolo e come lo fanno – spiega Furesi –. Un evento che siamo riusciti a realizzare grazie alla collaborazione della Birroteca Hamelin di Sassari, che ci ha aiutato ad allestire il kit di degustazione con cui concluderemo questo webinar».
Anche i sommelier, come si può immaginare, hanno risentito nella loro attività degli effetti della pandemia perché le degustazioni in presenza sono diventate problematiche per tutta una serie di motivi. Non restava così che provare a farle on line, cosa non semplicissima soprattutto per il vino. Per le birre, invece, può essere più semplice e questo primo esperimento promette di essere solo un nuovo inizio dell’attività, almeno in tempi di coronavirus: «Col vino ancora non siamo riusciti a trovare una soluzione – aggiunge il sommelier sassarese –. Con la birra sicuramente è più pratico organizzare un kit di degustazione, grazie anche al fatto che molti birrifici, anche molto famosi, ormai producono le lattine. La scorsa primavera abbiamo organizzato un primo evento e i riscontri sono stati buoni, non abbiamo però fatto la degustazione. Adesso proviamo a spingerci più in là, il riscontro è stato ottimo perché in tre giorni abbiamo praticamente esaurito i posti a disposizione. L’evento è diretto prima di tutto ai nostri soci, ai quali vogliamo comunque dare un segnale di presenza, poi abbiamo aperto una lista di attesa per i non soci. Purtroppo oltre un certo numero di posti non è stato possibile andare, avevamo pensato di chiudere a quaranta poi qualcosa in più siamo riusciti a fare ma non troppo: non è semplice trovare grandi quantità di certe etichette e a un certo punto bisogna fermarsi».
A fermarsi sarà quest’anno, ed era una notizia quasi scontata, la riuscitissima Guida delle birre sarde: «Troppo complicato. Anche perché i produttori hanno i loro problemi, in questo periodo, sarebbe stato veramente difficile farci arrivare le birre e, successivamente, organizzare gli incontri. Anche in questo caso, però, non ci arrendiamo. L’obiettivo è fare ogni anno qualcosa di diverso e migliorarci, utilizzeremo questa pausa per buttare giù nuove idee in vista dell’anno prossimo. Una potrebbe essere un’app. Speriamo proprio di poter rientrare in pista nel 2021 con tutte le nostre iniziative».
Approfondimento che, in questo caso, sarà incentrato proprio sulle birre luppolate. Con tanto di degustazione finale di quattro birre scelte proprio sul tema.
«L’idea è quella di raccontare il ruolo del luppolo nella produzione, come i vari birrifici giostrano con questa materia prima, raccontare gli stili che sfruttano il luppolo e come lo fanno – spiega Furesi –. Un evento che siamo riusciti a realizzare grazie alla collaborazione della Birroteca Hamelin di Sassari, che ci ha aiutato ad allestire il kit di degustazione con cui concluderemo questo webinar».
Anche i sommelier, come si può immaginare, hanno risentito nella loro attività degli effetti della pandemia perché le degustazioni in presenza sono diventate problematiche per tutta una serie di motivi. Non restava così che provare a farle on line, cosa non semplicissima soprattutto per il vino. Per le birre, invece, può essere più semplice e questo primo esperimento promette di essere solo un nuovo inizio dell’attività, almeno in tempi di coronavirus: «Col vino ancora non siamo riusciti a trovare una soluzione – aggiunge il sommelier sassarese –. Con la birra sicuramente è più pratico organizzare un kit di degustazione, grazie anche al fatto che molti birrifici, anche molto famosi, ormai producono le lattine. La scorsa primavera abbiamo organizzato un primo evento e i riscontri sono stati buoni, non abbiamo però fatto la degustazione. Adesso proviamo a spingerci più in là, il riscontro è stato ottimo perché in tre giorni abbiamo praticamente esaurito i posti a disposizione. L’evento è diretto prima di tutto ai nostri soci, ai quali vogliamo comunque dare un segnale di presenza, poi abbiamo aperto una lista di attesa per i non soci. Purtroppo oltre un certo numero di posti non è stato possibile andare, avevamo pensato di chiudere a quaranta poi qualcosa in più siamo riusciti a fare ma non troppo: non è semplice trovare grandi quantità di certe etichette e a un certo punto bisogna fermarsi».
A fermarsi sarà quest’anno, ed era una notizia quasi scontata, la riuscitissima Guida delle birre sarde: «Troppo complicato. Anche perché i produttori hanno i loro problemi, in questo periodo, sarebbe stato veramente difficile farci arrivare le birre e, successivamente, organizzare gli incontri. Anche in questo caso, però, non ci arrendiamo. L’obiettivo è fare ogni anno qualcosa di diverso e migliorarci, utilizzeremo questa pausa per buttare giù nuove idee in vista dell’anno prossimo. Una potrebbe essere un’app. Speriamo proprio di poter rientrare in pista nel 2021 con tutte le nostre iniziative».
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