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Istituto zooprofilattico, aiuto per i test

Istituto zooprofilattico, aiuto per i test

La struttura processa tra i 150 e i 200 tamponi al giorno, con picchi di 400

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SASSARI. Sono in azione da settembre per contribuire all’esame dei tamponi. E da quando hanno iniziato, non si sono mai fermati. L’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna è una delle strutture schierate al fianco del laboratorio analisi dell’Aou per cercare di combattere l’emergenza sanitaria.

Ciriaco Ligios, direttore sanitario della struttura, parla del carico di lavoro sostenuto dall’Istituto zooprofilattico: «Lavoriamo da settembre sul campo dell’emergenza sanitaria e con il passare del tempo anche la nostra capacità di processare i tamponi è aumentata. Adesso siamo intorno ai 150/200 test completati ogni giorno, anche se in qualche occasione siamo riusciti a raggiungere il numero massimo di 400 tamponi processati in una sola giornata di lavoro. Cercheremo di aumentare ancora, anche se non credo che possa essere facile». Il problema che frena il motore dei laboratori dell’Istituto zooprofilattico è comune a tutte le strutture sanitarie dell’isola: «Considerando la turnazione dei colleghi, c’è una decina di persone al lavoro ogni giorno. Per accelerare avremmo bisogno di un numero maggiore di addetti. Per prima cosa i procedimenti amministrativi necessari per le assunzioni ci ruberebbero tantissimo tempo e poi, in ogni caso, non è per nulla facile trovare tecnici biomedici».

Il lavoro del laboratorio, tutto sommato, non è cambiato come potrebbe immaginare un non addetto ai lavori: «In realtà siamo abituati a questo tipo di procedimenti – spiega Ligios –. Non ci sono molte differenze nella pratica che porta alla ricerca dei virus nel sangue animale e in quello umano, il lavoro è sostanzialmente lo stesso – continua il direttore sanitario prima di entrare nel dettaglio del lavoro svolto sino allo scorso settembre: «Abbiamo sempre lavorato con numeri molto elevati quando si trattava di andare alla ricerca di eventuali patologie esaminando i campioni provenienti dagli animali, che fossero da reddito o da compagnia – conclude Ligios – siamo la struttura di riferimento per tutta la regione».

Adesso che il lavoro è aumentato, all’Istituto zooprofilattico si sono attrezzati per completare gli esami molecolari sui tamponi che l’Ats dirotta al laboratorio e che spesso sono quelli di conferma, ovvero i test effettuati per dare o meno il via libera ai contagiati che stanno aspettando la fine della quarantena o dell’isolamento. La provenienza è sostanzialmente tutta dal nord Sardegna, dato che i test consegnati all’Istituto zooprofilattico arrivano da Sassari, Olbia e Ozieri. (c.z.)

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