Delitto del pappagallo, ridotta la pena
Non c’era premeditazione, 18 anni a Frailis che uccise la vicina con 11 coltellate
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CAGLIARI. Il ricorso in appello della Procura è inammissibile perché il verdetto di primo grado rispecchia sostanzialmente le richieste dell’accusa pubblica, scompaiono dalla sentenza le aggravanti dei futili motivi e della premeditazione mentre resta la diminuente per il parziale vizio di mente. Per Ignazio Frailis, che il 2 maggio del 2017 ha ucciso con undici coltellate Lella Contu a causa degli insulti che a suo dire riceveva dal pappagallo della donna, significa un importante sconto di pena: dai 22 anni e mezzo incassati il 3 aprile dell’anno scorso ai 18 anni inflitti ieri mattina dalla Corte d’Assise d’Appello presieduta da Massimo Costantino Poddighe. Una vittoria indiscutibile per i difensori Fabio Pili e Luigi Porcella, considerato che il pm del primo giudizio Paolo De Angelis aveva reiterato nel ricorso la richiesta di ergastolo e che il pg Sergio De Nicola aveva sollecitato la condanna a trent’anni. Il nuovo verdetto modifica radicalmente lo scenario del delitto avvenuto nel parco di Capoterra, dove Frailis era accusato di aver teso un agguato alla vicina di casa per vendicarsi di quella singolare persecuzione inflitta attraverso il pennuto: scomparsa la premeditazione l’incontro sanguinoso fra i due diventa casuale e senza la valutazione dei motivi come futili è evidente che i giudici hanno riconosciuto lo stato di alterazione profonda in cui si trovava l’imputato, sconvolto al punto da macchiare con un omicidio un’esistenza priva di macchie giudiziarie. La colpevolezza di Frailis è confermata com’era scontato che fosse, l’accoltellamento è avvenuto sotto gli occhi di diversi testimoni. Ma riletta alla luce della nuova sentenza la vicenda assume i connotati di un atto governato dalla follia più che da un progetto lucido. All’orizzonte di questa storia finita sui media nazionali per via di quel pappagallo insolente, non resta che il timbro della Cassazione: nel bilanciamento delle aggravanti la difesa lavorerà per spuntare uno sconto ulteriore.
Per i difensori non c'è stata premeditazione ed ora i giudici l’hanno confermato: Frailis si trovava nel parco di Capoterra per accudire i gatti di una colonia. Il caso ha voluto che si trovasse di colpo a pochi metri dalla vicina di casa, la donna che - nella sua visione - lo assillava attraverso le intemperanze verbali del suo pappagallo. Se pure nessuno gli ha detto nulla «Frailis ha sentito qualcosa - ha sostenuto l'avvocato Porcella - e quel qualcosa ha provocato in Frailis un black out mentale che l'ha condotto al delitto». (m.l)
Per i difensori non c'è stata premeditazione ed ora i giudici l’hanno confermato: Frailis si trovava nel parco di Capoterra per accudire i gatti di una colonia. Il caso ha voluto che si trovasse di colpo a pochi metri dalla vicina di casa, la donna che - nella sua visione - lo assillava attraverso le intemperanze verbali del suo pappagallo. Se pure nessuno gli ha detto nulla «Frailis ha sentito qualcosa - ha sostenuto l'avvocato Porcella - e quel qualcosa ha provocato in Frailis un black out mentale che l'ha condotto al delitto». (m.l)
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