La Nuova Sardegna

I fondi della sanità sarda, anche i sindaci chiedono più equità

I fondi della sanità sarda, anche i sindaci chiedono più equità

Scendono in campo i primi cittadini di Sassari e Nuoro. Ganau: «Interverremo»

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Il sindaco di Sassari, da medico, ha ben presente la disparità di risorse in campo nella sanità del nord e nella sanità del sud. Il suo appello è rivolto ai consiglieri regionali: «In questo momento sono loro che hanno il dovere di far sentire la propria voce. C’è la possibilità che la Regione possa decidere per un riequilibrio tra i tetti di spesa di Cagliari e di Sassari. I consiglieri regionali devono tutelare con decisione il nostro territorio».

Il primo a prendere posizione è il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau: «Le disuguaglianze nell’offerta sanitaria pubblica e privata nei diversi territori dell’isola non sono più accettabili, ora che sono emerse, ancora di più quando il sistema pubblico soffre come in tempo di pandemia. Dobbiamo lavorare per risolvere questa disuguaglianza rapidamente perché la salute dei cittadini viene prima di tutto. Per questo abbiamo già chiesto all’assessore Nieddu spiegazioni, e presenteremo subito un’interrogazione che consenta di discutere i piani della Giunta in commissione sanità e in consiglio. Nel 2018 si era passati ad un primo riequilibrio sulla spesa storica, ma ancora troppo timido: deve proseguire nei prossimi tre anni. La Giunta Regionale ha l’occasione, nei prossimi giorni, visto che i precedenti contratti scadono il 31 dicembre, per dare nuovi criteri di spesa basati sul fabbisogno dei cittadini e non solo sulla spesa storica. E se servisse l’utilizzo di risorse straordinarie per compensare la riduzione della spesa storica nella sola Assl 8, siamo disponibili a individuare altre strade».

Anche la sanità nuorese annaspa, e l’emergenza covid ha dato il colpo di grazia. «Sembra di abitare in due regioni diverse – dice il sindaco Andrea Soddu – e questo è inaccettabile. Il divario delle risorse in campo è scandaloso e la Regione ha il dovere di riequilibrare l’assegnazione dei budget per la sanità privata in convenzione. A Nuoro le liste di attesa sono fuori dai parametri ministeriali, per determinati esami gli appuntamenti sono a un anno. Il problema è che i contratti con le strutture coprono al massimo otto mesi, dopodiché l’utente dovrà pagare di tasca propria. Dovremmo fronteggiare l’emergenza ancora per parecchio tempo, l’ospedale è sguarnito di primari, ne mancano 23 su 29, manca personale e i reparti non funzionano. Se anche le strutture convenzionate non sono messe in condizione di supplire, l’assistenza è destinata a collassare». (lu.so.)



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative