La Nuova Sardegna

34 organizzazioni 

L’esercito del volontariato ricuce le ferite del paese

BITTI. Ieri, a Bitti, erano operativi 125 volontari, di 34 organizzazioni, con 46 mezzi. I numeri vengono riportati nel grande tabellone della Sala della Protezione civile, la struttura operativa del...

06 dicembre 2020
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BITTI. Ieri, a Bitti, erano operativi 125 volontari, di 34 organizzazioni, con 46 mezzi. I numeri vengono riportati nel grande tabellone della Sala della Protezione civile, la struttura operativa del Coc allestito al Liceo Pira. Protezione civile, Forestas, Corpo forestale: sempre dal tabellone si evince che Bitti è stato diviso funzionalmente in tre settori, per coordinare meglio gli interventi. Il referente per la colonna mobile (una delle 42 attive in campo nazionale) e per la logistica di emergenza è Paolo Pittau. È lui che coordina le attività dei volontari raggruppati in coordinamenti: Prociv Italia, Prociv Arci, Associazione nazionale pubbliche assistenze, Misericordie d’Italia, Vigilanza antincendi boschivi Sardegna. A loro si aggiungono la Croce rossa, mobilitata come sistema nazionale, i Farmacisti per la protezione civile e gli Psicologi per i popoli, che operano a contatto con i Servizi sociali. Perché un disastro come quello che si è abbattuto su Bitti non ha soltanto seminato morte, con le tre vittime, e distruzione. Ci sono le sofferenze e le paure da affrontare, di chi si è improvvisamente trovato senza casa dall’oggi al domani, o privato della propria attività. Con l’incertezza del futuro davanti.

C’è tutto un capitolo, che riguarda il grandissimo lavoro svolto da chi sostiene l’operatività di tutti gli altri. Sin dalle prime ore è in funzione, a Bitti, la cucina mobile dell’Anpas: 450 pasti al giorno che sostengono non solo i volontari ma anche le forze istituzionali impegnate nell’emergenza. Nei primi giorni, a questi pasti si aggiungevano anche oltre 600 panini, tutto preparato nell’area allestita vicina al campo sportivo. I volontari, invece, a turni di circa 150 al giorno, si fermano nella cosiddetta “area di ammassamento”, istituita nelle scuole elementari. Brandine e quanto di utile per rendere dignitosa la permanenza di chi lavora per gli altri(si.se.)

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