La Nuova Sardegna

Gli ambulatori convenzionati del Sassarese: «Figli di un dio minore»

di Luigi Soriga
Gli ambulatori convenzionati del Sassarese: «Figli di un dio minore»

Appello al presidente Solinas dalle strutture: "Sempre al fronte, anche in questo periodo di pandemia,  ma resta la disparità di risolrse mese a disposizione tra noi e coloro che forniscono prestazioni a Cagliari"

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SASSARI. I titolari delle strutture private sassaresi che operano in regine di convenzione con la Regione nel campo della diagnostica per immagine, lanciano un appello al presidente Solinas e all’assessore alla Sanità Nieddu. Si tratta di Fiocca, Mulas, Dau, Urigo, il Centro Benessere di Platamona che erogano prestazioni per conto dell’Assl dalla radiologia tradizionale, alla mammografia, all’ecografia, alla risonanza e alla tac.

«Siamo quelli che in questo periodo di pandemia siamo restati aperti quando l’attività degli ospedali si è dovuta fermare per concentrarsi sui pazienti Covid, proseguendo in sicurezza le attività per i cittadini». E proseguono: «Dopo molti anni di attività con la Asl 1, con contratti rinnovati annualmente e senza conoscere l’attività degli altri territori, tre anni fa sono stati finalmente introdotti con l’Ats i contratti triennali e la trasparenza sulle attività in tutta la Regione. Questo fatto, che confidiamo non cambi pur nel ritorno alle 8 ASL territoriali, ci ha consentito di ottenere due risultati. Il primo è che, grazie ad una programmazione triennale, abbiamo potuto acquistare nuove tecnologie che ci hanno messo al passo delle altre aree sanitarie principali: abbiamo acquistato nuovi mammografi digitali, nuovi ecografi, nuove risonanze che nel territorio mancavano, nuove Tc. La seconda è che la trasparenza su base regionale ha fatto emergere quanto sia disuguale sul territorio regionale la quantità di prestazioni che vengono garantite ai cittadini nei territori. Solo per fare un confronto nel nostro campo sono disponibili per Sassari 4,5 euro per abitante contro i 24 per Cagliari, in termini assoluti per Sassari ci sono 1,5 milioni di euro per i cittadini della Asl 1 contro i 13,5 per i cittadini della Asl 8. Si tratta di una disparità ingiustificabile, perché non siamo meno bisognosi di cure di altri territori».

Ma le stesse disuguaglianze si registrano anche per la fisioterapia (0,2 euro procapite in Gallura contro gli 8 euro per persona di Cagliari) o per la branca delle visite dove si registrano liste d’attesa e indisponibilità dei professionisti anche dovute alla tariffa riconosciuta eccessivamente bassa (solo 11,8 euro).

«Queste attribuzioni sono figlie della cosiddetta “spesa storica” ovvero di contratti che le due Asl di Cagliari e Sassari in particolare (ma vale per tutte le 8 Asl) hanno consolidato di anno in anno senza una visione complessiva».

Il tetto delle risorse, può essere aumentato limitatamente sino al 2% se non eccezionalmente per l’emergenza Covid in base all’articolo 3 del decreto Cura Italia.

«In questo periodo di pandemia Covid, i budget si sono rivelati insufficienti per la riduzione delle prestazioni ospedaliere ed è cresciuta enormemente la rinuncia agli esami da parte dei cittadini per mancanza di soldi, come hanno denunciato diverse associazioni di pazienti e, spesso, di fronte a casi gravi, siamo noi stessi a rinunciare al costo della prestazione pur di garantirla».

E concludono: «Ora siamo al momento delle decisioni. I contratti in essere, validi nel triennio 2018-2020 scadono il prossimo 31 dicembre e prima di tale data, la Giunta Regionale dovrà approvare la delibera di indirizzo con i criteri di spesa. Chiediamo, per il nostro territorio, che ci sia una distribuzione territoriale equa basata sugli abitanti e sulla capacità di erogazione delle nostre strutture e non che prevalga la spesa storica, compensando la dove serva chi da questo criterio perde, con risorse straordinarie ai sensi del decreto Cura Italia, in modo che la fase di transizione possa essere indolore per gli operatori e vantaggiosa per i cittadini».

Anche le Acli prendono posizione sulla evidente sperequazione nella distribuzione delle risorse da parte della Regione: «Le disuguaglianze territoriali sulla sanità denunciate nell’inchiesta della Nuova sono inaccettabili, soprattutto perché non sono cose immodificabili ma è sufficiente una decisione della Giunta Regionale - dice il presidente delle Acli di Sassari e di AcliSalute, Salvatore Sanna – siamo completamente d’accordo con quanto detto dal Presidente dell’Ordine dei Medici e dal Presidente dell’Ordine degli Infermieri della Provincia di Sassari. La lettura del documento di programmazione dell’Ats riporta dati incontestabili anche quando dice con chiarezza che ci sono prestazioni su cui alcuni territori soffrono particolarmente. Gli anziani iscritti alla nostra organizzazione denunciano con crescente frequenza il fatto di dover rinunciare a rx, risonanze e tac, e le donne alla mammografia perché non possono permettersele, per non parlare di visite cardiologiche o ortopediche».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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