La Regione riapre la caccia Il governo: violate la legge

Scontro tra Cagliari e Roma sul via libera nel giorno della festa dell’Immacolata Diffida del ministero dall’Ambiente per i danni al patrimonio dello Stato

SASSARI. L’assessore regionale dell’Ambiente dà l’okay alle doppiette dei cacciatori anche nella giornata di oggi, ma il ministero omologo punta il mirino proprio su Lampis e lo diffida dall’autorizzare l’apertura in una giornata, come quella odierna, considerata di “silenzio venatorio”. E non è una battuta, è proprio il caso di dire. Il via libera in extremis alle doppiette ha scatenato un incidente diplomatico tra Governo e Regione che promette polemiche a non finire.

Tutto è cominciato nel primo pomeriggio di ieri, quando l’assessore dell’Ambiente, Gianni Lampis, ha emanato una circolare diretta al Corpo forestale. La notizia si è diffusa velocemente tra gli appassionati, già rassegnati (come da calendario venatorio) all’idea di non poter cacciare. Per l’assessorato quella di oggi è da considerarsi giornata di caccia a tutti gli effetti, anche al cinghiale, e il mancato inserimento in calendario è da attribuire solamente a “un errore materiale”. L’incredulità ha serpeggiato per qualche ora tra i cacciatori. Ma era tutto vero.

«È opportuno ricordare che la Regione Sardegna ha competenza primaria in materia di caccia, perciò – spiega Lampis in una nota – da questo consegue che si applica la legge regionale, con le limitazioni previste dalla Costituzione (rispetto della stessa e dei principi fondamentali) e le limitazioni previste dalla Statuto (rispetto delle norme di grande riforma economico sociale), oltre a quelle derivanti dalle norme comunitarie». L’assessore ha rilevato che «la norma all’articolo 18 delle legge 157/92 che prevede il silenzio venatorio per il martedì e venerdì sicuramente non è una norma di riforma economico sociale e tanto meno espressione un principio fondamentale». E quindi ritiene lecito applicare «l’articolo 49 della legge regionale 28 che così prevede: l'attività venatoria può essere consentita per massimo 2 giornate a settimana, domenica compresa, oltre alle festività infrasettimanali».

In tarda serata ecco che irrompe il direttore generale del ministero dell’ambiente, Carlo Zaghi, che diffida la Regione dall’autorizzare la caccia per oggi. In una lettera indirizzata a Lampis, scrive: «Si è appreso che codesto assessorato ha autorizzato la caccia nel giorno 8 dicembre 2020, nonostante si tratti di una giornata di silenzio venatorio ai sensi della legge 157/92». Secondo la quale, scrive il ministero, «nei giorni di martedì e venerdì l'esercizio dell'attività venatoria è in ogni caso sospeso». Di conseguenza, conclude Zaghi, «si diffida codesta Regione dall'autorizzare qualsiasi attività che risulti in contrasto con le chiare disposizioni nazionali in materia venatoria, richiamando sin d'ora le precise responsabilità per il danno al patrimonio indisponibile dello Stato».

Gli ambientalisti del Grig commentano duramente la decisione della Regione, affermando polemicamente che «l’assessore alla difesa della caccia (sic) “inventa” una giornata di caccia illegittima» e ricorda l’articolo 117 della Costituzione che attribuisce la competenza esclusiva dello Stato a determinare «standard di tutela della fauna, che non sono derogabili da parte della Regione neppure nell’esercizio della propria competenza legislativa in materia di caccia».

Il Gruppo di intervento giuricio ha quindi chiesto «l’annullamento in via di autotutela della circolare» che definisce “ illegittima”, «informando il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Cagliari, il ministro dell’ambiente e il comandante del Corpo forestale».

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