La Nuova Sardegna

Caccia sì o no: caos nelle campagne

di Claudio Zoccheddu
Caccia sì o no: caos nelle campagne

Doppiette in azione in alcune zone. Federcaccia: «Nessun annuncio dal ministero». Gli ambientalisti: «Decide lo Stato»

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SASSARI. Una grande confusione, in ogni direzione. Il botta e risposta di carte bollate e comunicazioni ufficiali tra l’assessorato regionale all’Ambiente e il ministero omologo ha avuto come unica conseguenza il caos generalizzato nelle campagne di tutta l’isola: i cacciatori non sapevano che pesci pigliare e, come loro, anche gli agenti del Corpo forestale non avevano idea di che linea seguire. Alla fine si è fatto all’italiana: cacciatori in attività o a casa a seconda delle zone, Guardie forestali inflessibilmente contrarie alle doppiette oppure del tutto compiacenti, sempre a seconda delle zone e delle interpretazioni della diatriba istituzionale. Insomma, una Babele che si sarebbe potuta evitare.

I punti fermi. Tutto ruota intorno all’interpretazione della legge 157, che impone il silenzio venatorio nelle giornate di martedì e venerdì. Ieri, però, non era solo martedì ma anche una giornata festiva infrasettimanale, che per i cacciatori significa solo una cosa: caccia aperta. Se poi la giornata coincide con l’8 di dicembre, allora è una data incisa nella storia dell’attività venatoria isolana perché il giorno dell’Immacolata Concezione è spesso quello in cui veniva aperta la caccia grossa. Quindi, la Regione ha deciso di aprire la caccia, lo ha fatto nel pomeriggio, basandosi sulla sua competenza primaria in materia di caccia e intendendo la variazione al silenzio venatorio come interpretazione di un principio non fondamentale. Punto di vista opposto, ovviamente, quello espresso dal direttore generale del ministero dell’Ambiente, Carlo Zaghi: «Secondo la legge 157 l’attività venatoria è resta comunque sospesa il martedì e il venerdì».

Le reazioni. La due interpretazioni diametralmente opposte sono state accolte da cacciatori e animalisti secondo i loro punti di vista: i cacciatori si sono schierati con la Regione, gli animalisti con il ministero. Davide Bacciu, presidente di Federcaccia Sardegna, non nasconde di aver accolto con piacere la possibilità di imbracciare la doppietta: «Anche perché in Sardegna lo si può fare molto meno rispetto alle zone d’Italia». Ma il punto è un altro: «Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione da parte del ministero, se non una lettera bizzarra che è stata diffusa sui social network e quindi ci è arrivata al di fuori dei canali istituzionali. Noi diciamo solo una cosa – conclude Bacciu –, il ministero avrebbe potuto impugnare la decisione della Regione davanti alla Corte costituzionale. Diffondere una comunicazione come quella firmata dal direttore generale non ha alcun senso». Dall’altra parte della barricata, cambia il pensiero e le convinzioni: «Ricordiamo – dicono Francesco Guillot, Coordinatore regionale Lipu, e Carmelo Spada, Delegato Wwf Sardegna – che, ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione lo Stato, come confermato da numerose sentenze della Corte Costituzionale, ha potestà legislativa esclusiva in materia di tutela ambientale. Il fatto che al comma 2 dell'articolo 49 non siano citati i giorni di silenzio venatorio non può essere un motivo che possa consentire la caccia proprio in quei giorni, altrimenti si configurerebbe una modifica surrettizia della legge statale».



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